QUIRINALIA (*)

Il colle del Quirinale parla. Non con la sua storia pagana, ma per mano, o meglio, per bocca dei suoi provvisori inquilini, ieri i Re d’Italia oggi i presidenti della nostra Repubblica. Di questi, pochissimi hanno mantenuto riserbo e sobrietá, limitandosi ad esternazioni istituzionali formali o quasi. I più, al contrario, hanno fatto dell’omonimo Palazzo, che insiste nel colle una volta sede del Tempio del dio Quirino, un pulpito per periodiche incursioni, più o meno legittime e costituzionali, nella vita politica, economica e sociale del Paese! Tra questi va ricordato per spontaneitá, efficacia e popolaritá, l’indimenticabile Sandro Pertini, il più amato di tutti, un socialista a tutto tondo, di cui è rimasta celebre la schiettezza, l’energia, la franchezza delle sue uscite, le rampogne su non poche magagne della politica italiana e dei suoi protagonisti. Anche di Francesco Cossiga non ci si può dimenticare, almeno per come maneggiava il piccone tanto che i comunisti, spesso obiettivo indiretto delle sue esternazioni, ne chiesero perfino  l’impeachment per ben due volte. La prima fu respinta, la seconda anticipata dalle sue dimissioni, come nel caso del Presidente Leone, per lo scandalo delle tangenti Lockeed dal quale peraltro risultò completamente estraneo.

Altro personaggio, affetto da un ostentato egocentrismo fu Oscar Luigi Scalfaro, famoso per il suo “non ci sto” quando fu sospettato di aver incassato dai servizi segreti una ”sovvenzione” di ben 100 milioni al mese, quando era Ministro degli Interni. Un cattolico integralista, intenso devoto della Madonna, ma in odor di inferno per avere sulla coscienza, da ex pm, la condanna a morte, nel 1945, di 7 ex-fascisti, su 8 rinviati a giudizio, Fu un feroce avversario di  Bettino  Craxi, capo del governo nominato da Pertini, cui non risparmiò, invidioso dei suoi successi politici,  intralci e ostacoli di ogni genere e perfino un subdolo tentativo di estrometterlo, come ebbe a testimoniare  Claudio Martelli, al tempo Ministro di Grazia e Giustizia.

Poi il settennato di Carlo Azelio Ciampi, giá Governatore della Banca d’Italia, un monetarista incallito, di cui, nelle correnti vulgata, co si spertica in lodi postume mentre ci si dimentica del più grande disastro da lui inflitto all’economia del nostro Paese, prima con le difficoltá artificiose frapposte al progetto di Craxi per l’istituzione della Lira pesante, poi con la privatizzazione della Banca d’Italia e ancora con l’ingresso forzato della lira nella fascia ristretta dello SME, azzardo che ci costò oltre 15.000 miliardi di lire e consentì,  al mestatore finanziario Soros, guarda caso, una colossale speculazione sulla nostra moneta con un profitto di ben 1 miliardo di dollari in un giorno.

E veniamo a Napolitano. 7 anni di inciuci, intrecci, tracimazioni costituzionali, dall’adesione alla guerra libica dei francesi e inglesi, alle trame oscene, in combuta con i satrapi d bruxelles,  per mettere il Paese in mano ad una finta troika, impersonata dall’inquisitore in loden, leggi Mario Monti e dalla sua pasionaria Fornero, che ha ulteriormente impoverito il Paese posto su una bancarella non sorvegliata per favorire ladri e accaparratori! Ma Renzi con la sua cricca pdina insediata a Palazzo Chigi è forse il suo capolavoro negativo, tanto da meritarsi altri 3 anni di tempi supplementari, formalmente disdegnati, assicuratigli dalla congiura del Nazareno! Napolitano ha tradito il suo paese con una perfida strategia, un atteggiamento biforcuto, in patria, indefesso tutore delle istituzioni. in Europa una vassallo al servizio degli scippatori della sovranità nazionale. Basta leggersi cosa scriveva  su di lui, giá nel 2015, Marcello Foa, attuale Presidente Rai, in un articolo profetico perfino su Mattarella. Gli hanno ato perfino il premio Kissinger, riservato ai reazionari, un po troppo per un ex comunista doc!

Giá Mattarella, logico trqagico successore di Napolitano, altra mossa di Renzi che per piazzarlo al Quirinale, tradì, come tradi il compare Letta, il patto del Nazareno.

In poco tempo da fantasma silente a novello chiacchierone, Mattarella è impegnato solo a svilire la portata del voto del 4 marzo, a sferzare impropriamente il governo Conte, sulla cui legittima formazione ha esercitato perfino una inedita censura ad personam estranea ai suoi poteri costituzionali, costruendo nel frattempo un governo ombra pronto a sostituire quello legittimo (leggi Contarelli) e a predicare la rinuncia alla sovranità nazionale!

Un altro finto patriota, come Napolitano, che dietro la retorica del suo flnile eloquio, annuncia che l’Italia come paese non esite più, che bisogna dare a questa Europa cialtrona la nostra autonomia, dimenticare storia e radici, consegnarci mani e piedi a tedeschi e francesi, cancellare i confini come fanno i francesi riportandoci di soppiqtto i migranti! Quando dovrebbe larlare, tace, quando dovrebbe tacere parla, spesso a vanvera o con i soliti pistolotti sul nulla!

Il degrado del colle è evidente, non solo per gli sprechi di addetti, uscieri, camerieri, orologiai, barbieri, cuochi, stallieri, giardinieri ecc. ( Il Re Sole era un poveraccio al confronto!) ma anche e soprattutto per i suoi provvisori inquilini!

Ma questo ci meritiamo quando, votando certi partiti o certi ducetti,  affidiamo la massima carica dello Stato ai loro inciuci, ritrovandoci al Quirinale, sempre più spesso, o smidollati o aspiranti condottieri!

E riprendiamoci un pò di buon senso e dignitá, caspita!

Carlo Giacchè – giacchecarlo@contromano.net

(*) La celebrazione dei Quirinalia si teneva il 17 febbraio. Fu Numa Pompilio, il secondo re di Roma, a istituire la festa dei Quirinali (Quirinalia in latino), in onore del dio Quirino (Quirinus).

2 risposte a “QUIRINALIA (*)”

  1. E’ proprio cosi, sembra il capo di stato di un altro paese. Addirittura con i suoi “consigli” vuole pilotare il governo, non certo per dare una mano quanto per dare argomenti e pretesti alle opposizioni!!!

  2. Analisi realistica, dettagliata e perfettamente condivisibile, rispondente al mio pensiero e sicuramente a quello di tantissimi altri italiani veri. Deluso, nella mia convinta italianità, dai silenzi o dalle esternazioni dell’inquilino del Colle che insensibile al forte segnale mandato dagli italiani il 4 marzo scorso, continua con richiami più o meno legittimi al nostro esecutivo e silenzi assordanti nel difendere il popolo italiano da evidenti interferenze se non addirittura da offensive dichiarazioni di rappresentanti istituzionali stranieri.

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