venerdì , 27 Novembre 2020

Moglie, buoi e… revisori dei paesi tuoi

Mentre si fa un gran parlare di “costi della politica” e taglio alle spese superflue, a Nardò, come del resto in tutti i Comuni d’Italia, per i revisori contabili non si bada a spese. Era il 28 novembre 2012 quando il consiglio comunale eleggeva i 3 nuovi revisori contabili. Massimo Perrone, Carlo Martina e Gino Colomba. 3 nostri concittadini. Dopo 2 mesi, il 5 febbraio 2013, arrivarono le dimissioni del dott. Carlo Martina (che aveva già ricoperto in passato tale importante incarico) “per gravi e sopraggiunti motivi familiari”.

Mentre si fa un gran parlare di “costi della politica” e taglio alle spese superflue, a Nardò, come del resto in tutti i Comuni d’Italia, per i revisori contabili non si bada a spese. Era il 28 novembre 2012 quando il consiglio comunale eleggeva i 3 nuovi revisori contabili. Massimo Perrone, Carlo Martina e Gino Colomba. 3 nostri concittadini. Dopo 2 mesi, il 5 febbraio 2013, arrivarono le dimissioni del dott. Carlo Martina (che aveva già ricoperto in passato tale importante incarico) “per gravi e sopraggiunti motivi familiari”.

In base al D.M. nr. 23 del 15.02.2012, si procedeva alla sostituzione del dimissionario tramite la nuova procedura con sorteggio in data 7 marzo 2013. In base a tale modalità, presso la Prefettura di Lecce, veniva estratto il nominativo di un Revisore dei Conti proveniente da Grottaglie. E sono altri costi…

 

In base al D.M. 20.05.2005 vanno riconosciute, infatti, “al revisore contabile avente la propria residenza fuori dal Comune” di Nardò, il “rimborso delle spese di viaggio sostenute, per la presenza necessaria o richiesta presso la sede del Comune per lo svolgimento delle proprie funzioni. Se il revisore utilizza il mezzo pubblico deve essergli rimborsato il biglietto di “prima classe” documentato o, in caso di utilizzo di mezzo proprio, 1/5 della spesa per il prezzo della benzina”. Nessun limite, quindi, ai viaggi del revisore se non quello dello “svolgimento delle proprie funzioni”.

 

Ma non finisce qui, va riconosciuto allo stesso, “ove ciò si renda necessario in ragione dell’incarico svolto, il rimborso delle spese effettivamente sostenute per vitto e alloggio nella misura determinata per i componenti dell’organo esecutivo dell’Ente (gli assessori)”. E cioè 184,00 euro al giorno come spesa massima per vitto e alloggio! E’ facile immaginare che i costi da sopportare per un revisore “straniero” lieviteranno fino al doppio del compenso di 10.000 euro circa previsto come indennità per un revisore di un Comune delle dimensioni di Nardò, calcolando le spese di cui sopra.

 

Sarebbe auspicabile un intervento normativo da parte del nuovo Governo nazionale (quando ne avremo uno!) introducendo ambiti circoscrizionali provinciali da cui attingere per sorteggiare in futuro i revisori risparmiando così perlomeno sulle spese per vitto, alloggio e carburante. Il problema in questione riguarderà, infatti, tutti i comuni italiani che si sono correttamente adeguati alla procedura con sorteggio. Nulla di illegittimo e tutto in ossequio alla legislazione nazionale è stato fatto stavolta (anzi!) ma sarebbe meglio sorteggiare tra i revisori a Km0. 

 

Sarebbe il caso, quindi, che il nostro sindaco nell’ambito dell’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani), ma soprattutto come autorevole rappresentante dell’Ufficio di Presidenza di Legautonomie (che serve anche a questo e non solo a distribuire incarichi) si faccia portatore di una proposta di modifica della norma nella direzione di un appartenenza territoriale dei revisori opportunamente sorteggiati. Perchè, come recitava bene un vecchio proverbio,”Moglie, buoi e… revisori dei paesi tuoi”.

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

 

 

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