martedì , 24 Novembre 2020

Bandi ambientali: il Comune cambia il pelo ma non il vizio

Ci risiamo!

Il Comune di Nardò non brilla proprio per trasparenza quando si parla di bandi per la gestione di ogni tipo d iniziativa ambientale.

Già nel 2009 Amministrazione Comunale e Uffici combinarono un pasticcio con il bando dell’affidamento del Centro di Educazione Ambientale.

Dopo l’indizione del bando e con una domanda già protocollata, proprio quella di Fare Verde che schierava ben quattro professionisti ciascuno dal ricchissimo curriculum, prima, inopinatamente, si prolungò la scadenza dei termini di un periodo superiore alla durata originariamente stabilita. In questo modo pervenne un’altra domanda  di altre due  rispettabili associazione che si erano consorziate per trovare risorse umane per competere con quelle dell’offerta di Fare Verde. Anzi avevano richiesto la collaborazione proprio agli esperti che già erano organici all’offerta di Fare Verde. 

 

Ci risiamo!

Il Comune di Nardò non brilla proprio per trasparenza quando si parla di bandi per la gestione di ogni tipo d iniziativa ambientale.

Già nel 2009 Amministrazione Comunale e Uffici combinarono un pasticcio con il bando dell’affidamento del Centro di Educazione Ambientale.

Dopo l’indizione del bando e con una domanda già protocollata, proprio quella di Fare Verde che schierava ben quattro professionisti ciascuno dal ricchissimo curriculum, prima, inopinatamente, si prolungò la scadenza dei termini di un periodo superiore alla durata originariamente stabilita. In questo modo pervenne un’altra domanda  di altre due  rispettabili associazione che si erano consorziate per trovare risorse umane per competere con quelle dell’offerta di Fare Verde. Anzi avevano richiesto la collaborazione proprio agli esperti che già erano organici all’offerta di Fare Verde. 

Scaduti i termini le buste con le proposte furono collocate in qualche cassetto e da lì non sono mai più emerse facendo perdere la possibilità di molteplici iniziative e di percorsi educativi e culturali a costo zero per le casse comunali.

Forse l’associazione e i partecipanti non erano graditi all’establishment cittadino.

Oggi ancora peggio si bandisce una gara per il completamento e l’attivazione della Masseria di TorreNuova  come centro dell’attività del Parco di Portoselvaggio insieme all’affidamento, in esclusiva, di ogni attività educativa-culturale all’interno del Parco.

Intanto l’esclusiva è un’assurdità giuridica esistente solo, guarda caso, a Torre Guaceto e a Rauccio (dove è adire il giudice competente per l’esosità del versamento di ammissione a giudizio).
Poi si chiedono parametri finanziari incredibilmente alti che escludono senza eccezione tutti gli operatori locali, e ce ne sono, che hanno consolidata e comprovata esperienza nel settore dell’educazione ambientale e della fruizione turistica.

Risulta illogico l’unione, in unica gara, del completamento e dell’allestimento di Torre Nuova con l’affidamento dei servizi educativi e di fruizione turistica.

Insomma un gran bel pasticcio che getta più di qualche ombra sull’intera operazione anche considerando il mancato assoggettamento di un organico piano di gestione del Parco al parere consultivo ma obbligatorio della competente consulta Comunale.

Quindi i nomi cambiamo ma i comportamenti rimangono inalterati.

 

                                                                                             

 

 

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