martedì , 24 Novembre 2020

Dalla Regione Puglia 800 mila euro per Il Museo del Mare di Nardò

Finanziato il progetto per il completamento del Laboratorio  e del Museo del mare presentato dal Comune

La Regione Puglia ha ammesso al finanziamento il progetto per il completamento del Laboratorio  e del Museo del mare presentato dal Comune di Nardò.

Lo stanziamento è di circa 800 mila euro  e  consente di realizzare un disegno nato oltre vent’anni fa  ma che nel tempo si è via via arricchito di contenuti e mission sino a delineare i contorni di un  Polo Museale d’eccellenza che punti sulla conoscenza, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico del territorio, della fascia costiera e delle acque di Nardò attraverso un sistema didattico, interattivo e dialettico con le evidenze archeologiche conservate in situ.

Il progetto del Museo del Mare a Nardò – e con esso l’esigenza di istituire un luogo culturale dedicato all’archeologia subacquea – nacque  a seguito della scoperta nel 1982, a Santa Caterina, a pochi metri di profondità, del relitto di una nave oneraria romana datata, in base al carico di anfore, al II sec. a.C., affondata contro la scogliera di Punta dell’Aspide, a 300 metri dalla costa.

Il rinvenimento suscitò all’epoca grande clamore e si  susseguirono varie vicende che portarono al recupero di alcune anfore e alla realizzazione del Laboratorio di restauro necessario al recupero del relitto.

Le proposte che  nel tempo  si sono articolate intorno all’ipotesi di un Museo del Mare” si legge nella relazione del progetto redatto dall’architetto Annalisa Malerba dell’ufficio tecnico comunale “  sono risultate a volta limitative rispetto alle enormi potenzialità archeologiche di tutto il comprensorio neretino e della relativa fascia costiera.

 Il relitto della nave oneraria romana di Punta dell’Aspide costituisce infatti un documento di una più vasta rete di traffici commerciali marittimi e terrestri che nella prima età ellenistica vedono l’insediamento di NERETUM svolgere un ruolo di primaria importanza.

Da qui l’esigenza di dar vita ad una struttura museale che realizzi questa notevole potenzialità e che metta  in evidenza proprio i fattori di originalità rispetto alle altre realtà del sistema museale pugliese.“Tale offerta culturale potrà articolarsi intorno a tre temi fondamentali, sui quali non esistono in Puglia, ma anche in Italia meridionale, esperienze che possano definirsi analoghe:

Settore di archeologia subacquea, incentrato sul relitto di S. Caterina, con settori che mettono in evidenza i rapporti commerciali di portata mediterranea ai quali le anfore fanno riferimento;

Settore topografico, relativo all’evoluzione insediativa lungo la fascia costiera a cui NERETUM è collegato, da Torre dell’Ovo a Gallipoli;

Progetto di archeologia urbana a Nardò, che presenta una complessa stratificazione dell’età del ferro ai nostri giorni.”

 Il progetto relativo al  “Museo del mare” si sviluppa su due diversi immobili:

– l’”Antico Convento di Sant’Antonio da Padova” detto “Chiostro di S. Antonio”

adibito a spazio espositivo principale;

– Il “Laboratorio del Mare”, ubicato in via Marinai d’Italia, destinato al restauro

dei reperti di provenienza subacquea, aperto anche alle visite didattiche, completato con la realizzazione di spazi espositivi;

 

Gli spazi espositivi dell’Antico Convento di Sant’Antonio da Padova,  sono stati recuperati nel 2008-2009 dove sono stati inoltre condotti interessanti saggi di scavo sia nella navata che in sagrestia, riportando alla luce, tra l’altro, strutture funerarie comprese tra il XV e il XIX secolo. Di conseguenza tali spazi potranno essere dedicati ad illustrare anche i dati che si sono potuti recuperare nel corso dei lavori di ristrutturazione del complesso chiesa convento.

 

L’immobile definito “Laboratorio del Mare”- si legge  ancora nella relazione al progetto “  è una struttura eretta con fondi rivenienti dalle Leggi 449/87 e 67/88 su suolo del Comune di Nardò, ceduto in comodato alla Soprintendenza Beni Archeologici – S.B.A. di Puglia e finalizzato alla realizzazione di un Museo del Mare atto ad accogliere i materiali provenienti dal relitto di S. Caterina, dotato di tutti gli impianti necessari ad attrezzare un laboratorio per gli interventi di conservazione ordinaria e straordinaria su materiali ceramici, metallici e lignei provenienti dal mare.”

 

“Il progetto che la regione Puglia ha approvato e finanziato “ spiega il vicesindaco eassessore alla Cultura, CarloFalangone  -“ si prefigge l’obiettivo di completare le strutture    per renderle parte di
un percorso didattico che consenta all’utenza di visitare, oltre alla sede principale del museo, anche il laboratorio di restauro dei reperti archeologici subacquei e gli annessi spazi espositivi, garantendo anche la partecipazione delle persone diversamente abili.

Daremo vita ad un  polo museale che  si configurerà come centro di irradiazione e connessione con i musei diffusi presenti sul territori. Al suo interno saranno previsti collegamenti virtuali e riproduzioni fisiche dei giacimenti che racconteranno la storia del territorio neretino.”

 

 Soddisfazione è stata espressa anche dal Sindaco Marcello Risi.

Note dalla Relazione tecnica del progetto dell’Arch. Malerba

 

 

“Laboratorio del Mare”

Le attività di laboratorio che potranno essere condotte presso la sede del Laboratorio

del Mare ricoprono particolare importanza in quanto non è al momento attiva in

Puglia alcuna struttura simile, che potrebbe pertanto venire incontro alle esigenze di

restauro – a fini conservativi e di allestimento museale – non solo dei musei statali di

Puglia, ma anche dei numerosi musei civici e di quanto di provenienza subacquea è

oggi conservato in gestione privata.

La struttura potrà quindi essere un interessante polo di attrazione didattica, un luogo

dove osservare e conoscere le metodologie messe in atto per trattare e recuperare

reperti provenienti dal mare.

Lo spazio disponibile all’interno della struttura consentirà di illustrare convenientemente lo sviluppo della ricerca archeologica subacquea.

Già dallo spazio esterno partirà il percorso didattico, creando così un piccolo museo

“all’aperto”, uno spazio che va incontro alla città. Tale area sarà allestita in modo da

consentire una fruizione quasi ludica, creando uno spazio con sedute e verde nel quale

le bacheche informative facciano da sfondo ad un momento di riposo. Ogni bacheca

infatti sarà installata in corrispondenza di una seduta ed illustrerà argomenti come: la

carta archeologica subacquea del Salento; le rotte commerciali che in età romana

tardorepubblicana hanno interessato il Salento; il carico: le anfore e il vino del Salento

tra II e I sec. A.C.; il carico secondario: il vasellame da tavola; l’archeologia navale: le

tecniche di assemblaggio del fasciame; dettagli di cantieri.

Al centro dello spazio esterno sarà realizzata una porzione di sezione trasversale della

nave onoraria con esposizione del carico in scala 1:1, delle dimensioni circa di m 6 x 2

per uno sviluppo in altezza di m 4, in legno marino. Le anfore utilizzate all’esterno

saranno ricostruzioni fedeli di quelle originarie.

Il piano terra della struttura sarà completamente destinata a laboratorio di restauro,

dove vi sono anche ambienti destinati ad uffici, servizi, magazzino e vani tecnici,

mentre la parte espositiva sarà collocata nell’ammezzato a cui si accede attraverso

una scala o un piccolo ascensore. In questo modo sarà garantita la divisione tra lo

spazio di lavoro e lo spazio espositivo che entreranno in contatto tra di loro solo

visivamente.

 

Il percorso contempla vari nuclei espositivi:

 

Il paesaggio costiero antico del Salento – Il mare antico di Nardò

Questa parete illustrerà i modi, le
forme e le fasi del popolamento del territorio del

Salento in generale e di quello di Nardò in particolare, le variazioni della linea di costa

nei secoli.

 

Il Parco Naturale Regionale “Portoselvaggio e Palude del Capitano”

Sarà riprodotta su un pannello delle dimensioni di 3 m x 1,85 m un bassorilievo

dell’area del parco con l’evidenza dei siti archeologici presenti all’interno, dando per

ognuno le informazioni basilari.

 

La ricerca archeologica a terra e a mare

Il lavoro degli archeologi, paleobotanici, archeozoologi e degli altri specialisti

L’apporto delle tecnologie applicate ai beni culturali.

Gli argomenti saranno trattati su tre differenti pannelli, realizzati con una tecnica tale

da consentire la comprensione degli argomenti anche ad utenti non vedenti e saranno

posti su leggii la cui altezza non supererà la balaustra di protezione dell’ammezzato, al

di là della quale si potranno osservare le attività del laboratorio.

 

Il relitto di Santa Caterina

Questo nucleo esporrà ed illustrerà i materiali archeologici del carico e della dotazione

di bordo recuperati nella campagna del 1984 ed immagini ricostruttive e riproduzioni

dei particolari dello scafo. Questa sezione sarà munita di totem multimediale.

 

Il sito di Frascone

Sarà illustrato il sito, le sue vicende, le fasi di frequentazione: la “villa” di età

repubblicana, il villaggio di età imperiale; la vita quotidiana: le pratiche domestiche, i

contenitori di derrate, il vasellame da cucina e da tavola; gli ornamenti e gli oggetti

d’uso, le monete; gli utensili. Le principali attività svolte nel sito: la pesca e la

lavorazione del pescato. Questa sezione sarà munita di totem multimediale.

Gli altri relitti

Questo nucleo vede la presentazione di una serie di altri giacimenti e di rinvenimenti

isolati e/o decontestualizzati, insieme a strutture costiere o infrastrutture portuali, che

aiutano a ricostruire il paesaggio costiero del Salento nell’antichità, come il relitto

ellennistico degli Scogli delle Tre Sorelle: il grande sviluppo dell’agricoltura e il

commercio del vino in Italia meridionale in età ellenistica.

Fuochi espositivi

Al centro della spazio vi saranno delle teche che ospiteranno alcune anfore provenienti

dal carico del relitto di Santa Caterina e il tesoretto monetale di denari d’argento

repubblicani rinvenuto nel sito di Frascone.

Una installazione di videowall completerà l’allestimento dello spazio dove potranno

essere esposti i contenuti audio-video di approfondimento relativi alle varie sezioni

NOTE TECNICHE

I lavori edili ed impiantistici previsti dal  progetto sono :

Sistemazione dell’area esterna con modifica degli accessi esistenti, spostando l’ingresso pedonale, quindi per i visitatori, direttamente sulla strada, mentre l’accesso carrabile verrà spostato a lato, dal vialetto cieco posto tra la recinzione ed il fabbricato residenziale confinante. Si provvederà alla rea
lizzazione della 
recinzione sul lato posteriore mediante muretto in c.a. con soprastante ringhiera con pannelli metallici grigliati; verranno realizzati percorsi pavimentati con masselli in cemento colorati, sia per i pedoni che per i mezzi che dovranno accedere nel laboratorio per le operazioni di carico/scarico; il resto della superficie del lotto verrà sistemato a verde di contorno per gli spazi espositivi che saranno allestiti lungo i percorsi pavimentati. Realizzazione di un’area interna destinata al ricevimento e attesa dei visitatori, dotata di servizi igienici di dimensioni adeguate all’uso anche dei disabili; da qui, attraverso una nuova scala e una piattaforma elevatrice adeguata per i disabili, si potrà accedere al piano superiore, che verrà realizzato in ampliamento all’attuale soppalco e che, assieme a questo, consentirà di ricavare una sala espositiva con affaccio sul laboratorio. Le nuove opere edili saranno realizzate con struttura portante intelaiata in c.a. costituita da travi rovesce in fondazione, pilastri e travi in elevato, con solaio di copertura del tipo latero-cementizio. Gli spazi al piano terra interessati dagli interventi strutturali saranno l’attuale ufficio e la zona adiacente allo stesso che fa da passaggio dal portone di ingresso al laboratorio. La separazione tra il laboratorio e l’area destinata al ricevimento dei visitatori sarà garantita da una vetrata con vetri di sicurezza satinati, provvista di una porta e per il resto fissa. I nuovi tamponamenti per la realizzazione dei servizi igienici saranno realizzati con tramezzature in fette di tufo e blocchi di cemento o laterizi per il tamponamenti del vecchio vano finestra dell’ufficio; la porta di ingresso alla struttura sarà ricavata nel vano dell’attuale portone tramite tamponamento con blocchi in calcestruzzo cellulare autoclavato che, grazie alla loro lavorabilità, consentiranno di realizzare facilmente delle pareti svasate sia ai lati che al di sopra dell’architrave, in modo da ottenere un effetto a rientrare di valore estetico.

Le nuove pareti saranno intonacate e pitturate con idropitture di colore bianco, così come tutti gli ambienti della zona servizi ed il piano superiore, compresi i relativi soffitti.

I servizi igienici saranno pavimentati e rivestiti con piastrelle in ceramica; le bussole saranno in legno. L’area ingresso, l’ufficio e l’area espositiva al piano superiore, avranno pavimenti in grès ceramicato mentre la scala sarà rivestita con lastre di marmo.

L’infisso esterno sarà in alluminio a taglio termico con vetri antisfondamento e con maniglioni antipanico.

Tra la zona di ingresso e l’esterno, si creerà una zona filtro, separata mediante vetrata in cristallo di sicurezza con porta scorrevole automatica. I nuovi ambienti saranno dotati di impianti elettrico e idrico-fognante in estensione a quelli già esistenti.

E’ previsto l’adeguamento dell’impianto antintrusione esistente e la realizzazione di un impianto di condizionamento e trattamento aria con macchine posizionate sul

terrazzo.

Nella parte esterna del fabbricato sono previsti i seguenti interventi:

realizzazione di scala in ferro a pioli con gabbia di protezione per il raggiungimento del terrazzo che sarà delimitato con parapetti in conci di tufo sino all’altezza di un metro.

Tutte le pareti esterne del fabbricato saranno intonacate e pitturate con rivestimento al quarzo. La facciata principale, verso la strada, sarà rivestita con pannelli di alluminio traforati e colorati in toni di azzurro, montati su carpenteria metallica fissata alle pareti e sarà illuminata con proiettori a led posizionati in cima.

Illuminazione esterna è prevista anche tutto attorno al fabbricato con proiettori posti 
sul parapetto della terrazza e nell’area esterna verso l’ingresso, lungo i percorsi pedonali di accesso ed esposizione esterna, mediante luci su palo basso.

Barriere architettoniche

La struttura sarà resa accessibile ai diversamente abili, ai sensi dell’art. 3 del D.M.

236 del 14.06.1989 sulle barriere architettoniche.

I percorsi saranno privi di gradini, i servizi igienici saranno attrezzati con vaso in ceramica con installazione a pavimento con apertura anteriore per bidet, una cassetta di scarico a zaino, un miscelatore termostatico, un lavabo ergonomico, uno specchio reclinabile, corrimani ed impugnature necessarie, le larghezze degli infissi saranno conformi alle prescrizioni del D.M. 236 del 14.06.1989. Per l’accesso all’area visite posta al piano superiore, verrà installata una piattaforma elevatrice adeguata ad accogliere persone su sedia a rotelle.

Rispetto normativa igienico-sanitaria I servizi igienici saranno distinti per sesso e separati tra loro e dagli altri ambienti ad uso diverso con tramezzi a tutta altezza.

I pavimenti e le pareti saranno rivestiti con piastrelle in ceramica per un’altezza minima di m. 2,00.

Per quanto riguarda il rispetto dei requisiti di illuminazione dei nuovi ambienti, per la sala espositiva ed i servizi igienici, vista la destinazione d’uso, si farà ricorso alla illuminazione artificiale.

Per l’aerazione, vista la difficoltà all’apertura di nuovi vani finestra per la sala espositiva, sia per il tipo di struttura delle pareti che per problematiche legate agli allestimenti da realizzare, è prevista la realizzazione dell’impianto di condizionamento e trattamento aria che garantirà un ricambio di 20 mc/h per persona, considerando una compresenza di max 30 persone. Per i servizi igienici si provvederà ad assicurare un ricambio minimo di 20 volumi/ora.

 

 

 

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