martedì , 20 Aprile 2021

LA FORZA DELLE PAROLE

Ho partecipato con grande entusiasmo alle numerose iniziative culturali succedutesi nel mese di Marzo, che hanno visto impegnati vari protagonisti, a vario titolo, e con diversi contributi, tra questi  il presidio di LIBERA di Nardò e i ragazzi e le ragazze delle nostre scuole accompagnate dai propri docenti, la caritas diocesana, la CGIL, e molte associazioni politiche e di volontariato.

Ho partecipato con grande entusiasmo alle numerose iniziative culturali succedutesi nel mese di Marzo, che hanno visto impegnati vari protagonisti, a vario titolo, e con diversi contributi, tra questi  il presidio di LIBERA di Nardò e i ragazzi e le ragazze delle nostre scuole accompagnate dai propri docenti, la caritas diocesana, la CGIL, e molte associazioni politiche e di volontariato.

Tanti gli incontri. A partire dalla presentazione della storia a fumetti “Nostra Madre Renata Fonte”, per passare al corteo antimafia del 21 marzo, partecipato dagli studenti delle scuole primarie e secondarie della nostra città, e non solo, dalla discussione su tematiche ambientali collegate all’economia ed allo sviluppo sostenibile con il professor Boero nei licei Classico- Scientifico e Pedagogico,  alle assemblee studentesche nei Licei, del 27 marzo, per discutere di legalità ed emigrazione  con Clara De Braco del  presidio di Libera – gli amici della Cgil Antonella Cazzato e Antonio Gagliardi, Gianluca Nigro di Finis Terrae, l’avv. Anna Grazia Maraschio – difensore per conto della Regione nel processo SABR e Danilo Lupo direttore di Telerama news, tutti questi eventi danno il segno di una città  vitale ed attenta e su temi di rilevanza sociale quali emigrazione, il contrasto ai fenomeni malavitosi e i bisogni di legalità.

Prezioso, inoltre, il  dibattito promosso dalla Caritas diocesana di Nardò, dall’associazione Farsì solidali e dall’Università del Salento, sui temi dell’emigrazione e della povertà, così come il dibattito contro le barriere, di ogni tipo, organizzato da numerose associazioni di volontariato e culturali di Nardò.

In ognuno di questi incontri si è fatto un importante ed appropriato uso della parola. Perché la parola fa, e fa diventare, scolpisce un presente altro, modella l’oltre e, contemporaneamente, costruisce il mentre! Il mentre è vita ed è un ponte tra presente e futuro, appunto, vita!

Nei miei diversi interventi,  da cittadino prima e da politico e uomo delle istituzioni, poi, ho voluto pesare ed usare alcune parole, scelte tra tante, che intendo riproporre in sequenza.

LE SCUSE!

Le scuse rivolte, soprattutto, ai tanti immigrati che non sappiamo, vogliamo e possiamo accogliere  e rivolte, soprattutto, ai giovanissimi, che subiscono, troppo spesso,  le scelte sbagliate di noi adulti, che con queste scelte precludiamo loro un futuro di diritti, consegnandoli all’insicurezza ed alla precarietà.

Purtroppo, le scuse siamo, troppo spesso, abituati ad usarle per star fermi, come se non muoverci ci garantisse chissà quale certezza, chissà quale tranquillità, contrapposta all’ansia di perdita, perdere chi? Che cosa?. Invece, quelle scuse dovremmo porgerle a tutti quelli che non abbiamo visto toccato, avvicinato, sentito, ascoltato,  proprio usando la fatidica scusa “non potevo esserci, perchè ero altrove,  da un’altra parte, in un altro posto, in un altro momento, in un altro mondo”. Pensavo ai volti degli immigrati di “Boncuri” del mese di luglio ed agosto, mentre, molti di noi, erano e continueranno ad essere intenti, (per quanto legittimamente), a godersi il mare e il sole dell’estate.  Ecco perchè, ho concluso, le scuse non possono essere un alibi, ma un punto di partenza, per scegliere da che parte stare.

Io sto dalla parte dei diritti degli immigrati, dalla parte della scuola pubblica, dalla parte del lavoro stabile, dalla parte della legalità contro le mafie, dalla parte della Giustizia, quella che, per esempio,  sta cercando di fare luce su fatti aberranti di presunta riduzione in schiavitù nelle campagne di Nardò, dalla parte giusta, appunto.

STUDIATE!

Dal profondo del cuore ho gridato alle ragazze ed ai ragazzi delle scuole di Nardò, Studiate.

Non rassegnatevi a chi vi vorrebbe opportunisti e docili, e soprattutto senza sogni. La cultura rende liberi, critici e consapevoli. Come amo dire, meglio precari oggi che servi per sempre. Steve Jobs esortava ad inseguire i desideri ad essere folli, ma per fare questo serve studiare. Studiate anche se nella vita è passato il messaggio è meglio furbi che colti. Anzi proprio per questo. Per non arrendervi a chi vi vorrebbe più furbi che colti. STUDIATE!

LEGALITA’ ED ETICA

In Italia è cresciuto un corpo sociale nella cultura e nella pratica della illegalità di massa. Un corpo sociale che dovrebbe imparare la grammatica e la sintassi della legalità. Qui entra in campo il difficile compito della politica. Un compito che non può essere assolto con la produzione di nuove leggi, giacché non è la norma di legge che crea il valore, ma al contrario, il valore che produce la norma, anche quella non scritta, come dimostra l’esperienza del diritto non codificato dei paesi di common law.

Tanto più si espande la sfera dell’etica, cioè dell’adeguamento spontaneo a regole e a valori condivisi dal corpo sociale, tanto più si restringe la sfera del diritto, quale momento di coazione al rispetto delle regole.

Per fare un esempio concreto, la classe dirigente di questa città, a proposito del processo SABR, inclusi anche taluni intellettuali di grido o presunti tali, ad una attenta lettura, sembrano rilevare, invece, il radicamento e la diffusione trasversale del “familismo amorale“, che si declina in tanti modi e secondo varie sfaccettature, per esempio: con l’assenza rumorosa di molta parte della politica cittadina, alla presentazione del libro “Nostra Madre Renata Fonte”, oppure sulla base di  dichiarazioni solidaristiche, se non proprio “affidavit” 
personali, (a proposito degli imputati del processo SABR), del tipo: “….ma in fondo si tratta di brave persone…., sono gente come noi…, si alzano presto la mattina…, sono lavoratori….”

Ma la legalità, in uno stato di diritto ed anche nella nostra città non è un bene negoziabile, né suscettibile di transazioni e/o accordi compromissori, costituisce un confine, un argine, superato il quale, chi lo varca decide di essere contro il bene comune, contro la civiltà dei valori contro l’etica, appunto, contro!

PORTO SELVAGGIO

Di questi giorni, inoltre, il dibattito accesosi in città ed in particolare sulla stampa in ordine alla procedura di gara per la gestione del parco di Porto Selvaggio.

Pur avendo concorso e contribuito nel determinare l’indirizzo politico teso ad individuare, da parte dei competenti uffici, una procedura aperta per selezionare il gestore del parco, ritengo, per diverse e fondate ragioni giuridiche, che ho avuto già modo di illustrare alla Giunta ed agli uffici competenti, che, il modello di gara adottato non garantisca  affatto, sotto molteplici profili, un’azione amministrativa orientata ai principi di efficienza ed economicità,  evidenziando, per altro, una scarsa dimensione partecipativa.

Ricordo a me stesso che, Porto Selvaggio rappresenta un compendio di valori, che va ben al di là della semplice rilevanza naturalistica e paesaggistica, Porto Selvaggio è un vero e proprio brand territoriale, il principale biglietto da visita del nostro essere comunità, per questo il bando di gara avrebbe meritato una maggiore condivisione e partecipazione.

Il 31 marzo di quest’anno, oltre alla Santa Pasqua, per la quale formulo a tutti i migliori auguri,  ricorre il 29mo anniversario dell’omicidio di RENATA FONTE, che, a torto o a ragione, è legato, a doppio filo, con la storia del Parco,  sono convinto che, una pacata e serena riflessione dovrebbe portarci a revocare questo bando e, senza indugio, individuare, per il tramite di un percorso partecipato, una procedura selettiva del gestore del Parco più idonea.

 

Vincenzo Renna

 

 

 

 

 

About redazione

Guarda anche

Un malore improvviso e poi il decesso. Succede ora a Santa Maria al bagno

Accusa un malore mentre è in spiaggia a fare il bagno e, nonostante le manovre …