mercoledì , 21 Aprile 2021

Portoselvaggio: considerazioni sulla sentenza del TAR.

Siamo certi che la Regione farà la sua parte e darà seguito alla sentenza del TAR scegliendo, tra le ipotesi “suggerite” dall’Organo Giudicante, quella che porta alla definitiva acquisizione dei due ettari al patrimonio del Parco Naturale di Portoselvaggio – Palude  del Capitano, come del resto ci risulta sia avvenuto per altre simili realtà.

Si tratta solo di una minima anche se importante parte del territorio di cui è composto il Parco, visto che come noto, l’Area Protetta, dopo il famigerato tentativo partito da Nardò nel 2004 che mirava al suo “declassamento”, dal 2006 è stata estesa dagli iniziali 388 ettari agli attuali 1100.

Siamo certi che la Regione farà la sua parte e darà seguito alla sentenza del TAR scegliendo, tra le ipotesi “suggerite” dall’Organo Giudicante, quella che porta alla definitiva acquisizione dei due ettari al patrimonio del Parco Naturale di Portoselvaggio – Palude  del Capitano, come del resto ci risulta sia avvenuto per altre simili realtà.

Si tratta solo di una minima anche se importante parte del territorio di cui è composto il Parco, visto che come noto, l’Area Protetta, dopo il famigerato tentativo partito da Nardò nel 2004 che mirava al suo “declassamento”, dal 2006 è stata estesa dagli iniziali 388 ettari agli attuali 1100.

In relazione alle notizia di queste ore in merito alla causa che vede contrapposti alcuni privati, proprietari di due ettari in questione, ci sentiamo comunque di esprimere una relativa tranquillità, dal momento che, qualunque sia la decisone della Regione, quella zona di Parco rimarrebbe comunque soggetta a tutti i vincoli esistenti, come per tutte le altre aree private insistenti nell’Oasi Naturale.

Al di là di ogni considerazione, comunque, riteniamo che la Regione dovrebbe intervenire per acquisire al patrimonio pubblico l’area in questione, ed anzi sono certo che lo farà.

Questo potrebbe avvenire utilizzando i residui degli ex fondi FIO (fondi investimenti occupazione) e ex Agensud, che a quanto è dato sapere sono ancora disponibili nelle casse dell’Ente.

In definitiva, riteniamo di poter affermare che il nostro Parco, da sempre uno dei fiori all’occhiello della Regione Puglia e da questa tenuto in notevole considerazione, non corre alcun pericolo, così come invece sembrerebbe emergere da alcune notizie diffuse da organi di stampa e radio nazionali, non solo grazie all’auspicato intervento regionale, che non mancherà sicuramente di avverarsi, ma anche e soprattutto per i vincoli di tutela e salvaguardia che interessano l’intera estensione del Parco stesso.

 

Noi x Nardò

Mino Natalizio – coordinatore

Paolo Maccagnano – consigliere comunale

 

 

 

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