mercoledì , 21 Aprile 2021

DALLA BANALITA’ DEI TERMINI ALLA CONFUSIONE DEI CONCETTI !

Leggo, sempre, con grande interesse le note, le osservazioni e le critiche da qualunque parte esse vengano, specie, quando, le stesse offrono ragioni di riflessione, al di là delle polemiche e contrapposizioni politiche.

Tuttavia, devo confessare  una certa difficoltà, nell’interpretazione della nota “dedicatami”, dagli “amici” del movimento territoriale “Impegno Civile”, da qui, la scelta del titolo a questa mia breve (?) replica.

Leggo, sempre, con grande interesse le note, le osservazioni e le critiche da qualunque parte esse vengano, specie, quando, le stesse offrono ragioni di riflessione, al di là delle polemiche e contrapposizioni politiche.

Tuttavia, devo confessare  una certa difficoltà, nell’interpretazione della nota “dedicatami”, dagli “amici” del movimento territoriale “Impegno Civile”, da qui, la scelta del titolo a questa mia breve (?) replica.

In primis, non comprendo, leggendo la cennata nota, chi sia il destinatario vero della stessa: io? il collega Maglio? la Giunta nella sua globalità? il metodo di governo? il sindaco Risi?

La scelta banale, appunto, di rifarsi ad una comunicazione mediatica, circa un evento o manifestazione, che dir si voglia, “l’inaugurazione della fontana del Toro”, per sferrare una invettiva politica, si presta ad una semplicissima confutazione, da parte mia, banale, anch’essa appunto, per quanto resa difficile dal sentimento di simpatia, amicizia e stima personale, verso alcuni, pochi a dire il vero, esponenti del movimento politico, di che trattasi.

Questi ultimi prospettano la Giunta come un Giano Bifronte, “MENTE DIVISA”, “che non sa dialogare con se stessa e si esprime separatamente” (boo!)… Da fare invidia alle “convergenze parallele” di memoria morotea, altri tempi! Appunto!

In un recente mio scritto, dove neanche a farla apposta, evidenziavo, trasparentemente, le mie iniziative politiche, delle ultime settimane, dal titolo “La forza delle parole”, ho evidenziato l’importanza di quest’ultime.

Purtroppo, nella nota attenzionata, il senso delle parole sembra smarrirsi. E’ il significato delle parole, per la verità, sembra smarrito da un pezzo nella nostra città e, soprattutto, nella politica cittadina. In particolare, le parole ed il loro uso hanno perso dignità di presenza e peso specifico nei comportamenti individuali  e collettivi, abilitando i discorsi a comprendere tutto e il contrario di tutto, in una rincorsa all’accumulo, che seppelisce qualsiasi distinzione, annulla le gerarchie di valore, non distingue le responsabilità rispetto alle prese di posizione dei singoli nel tempo. CONFUSIONE DEI CONCETTI! Appunto!

Nel tentativo di fare chiarezza faccio rispondere i fatti alle parole insite nelle domande degli amici di “Impegno Civile”.

Il 17 dicembre del 2012 ho pubblicato sul sito del Comune e sui media locali, on line e carta stampata, una nota, con la quale pubblicavo un “bilancio di fine d’anno delle principali attività svolte in riferimento alla mia delega assessorile”.

Unitamente all’elenco delle attività ho inteso offrire, ai cittadini, anche uno strumento di misura delle performances, del settore da me guidato, perché, ritengo, la partecipazione un valore importante e, proprio per questo, suscettibile di verifica.

Unitamente al citato bilancio ho inteso fornire ai cittadini anche uno strumento di misurazione ed un metodo di controllo. Ritengo utile, alla discussione, riportare uno stralcio di quella comunicazione per consentire al lettore di valutare la coerenza, con quanto sostenuto “…Ho sempre ritenuto e ritengo utile oltre che necessario coinvolgere i cittadini non solo nella valutazione dei risultati in rapporto agli obiettivi (“ciò che si è realizzato” rispetto a “ciò che si è programmato”), ma anche nella valutazione dei comportamenti adottati in rapporto ai valori di riferimento (“come si è agito”). Al fine di agevolare l’utile esercizio della verifica, prima citata, mi pregio allegare il capitolo delle linee programmatiche del Sindaco Risi, afferente i lavori pubblici per consentire ai cittadini di constatare la coerenza o meno del lavoro svolto, chiaramente, al netto delle criticità ancora da correggere e degli obiettivi ancora da conseguire…” Valga il vero!

Così come, non per sterile esibizionismo, ma per un dovere di lealtà e correttezza rispetto alla comunità, che sono stato chiamato ad amministrare, ho ritenuto, giusto e doveroso, pubblicare sulla pagina della trasparenza del sito web del Comune, le mie note curricolari e la mia situazione economico – patrimoniale, al fine di consentire alla nostra gente, (cittadini e non sudditi, appunto) di verificare, a priori,  la sussistenza dei requisiti di competenza a rivestire lo specifico incarico istituzionale affidatomi e, a posteriori, la possibilità di garantire il controllo sulla liceità delle mie condotte rispetto alla mia condizione reddituale, a dirla con le parole giuste, ho praticato la cosiddetta trasparenza dei fatti.

Ciò è accaduto, molto tempo prima che, il consiglio comunale, di cui alcuni amici di “Impegno Civile”  fanno parte, adottasse una delibera che, obbliga tutti gli amministratori della nostra città a pubblicare i propri dati reddituali e, quando esistente, il proprio track record. Le evidenze fattuali, tuttavia, portano a quel senso di smarrimento, prima citato; infatti, nonostante siffatta deliberazione consiliare, ad oggi, poche, troppo poche sono le personalità di palazzo Personé, che hanno ottemperato a tanto. Non voglio apparire autoreferenziale, ma, nell’ultima nota, a proposito di etica ho sostenuto che, nella nostra città, c’è una sostanziale distanza se non un vero e proprio rifiuto della sintassi e della grammatica della legalità.

Non credo di apparire arrogante se ho ritenuto e ritengo, tuttora, opportuno non giustificare la mia assenza alla manifestazione citata dell’inaugurazione della Fontana del Toro, della quale, per altro, ero stato puntualmente informato dal collega Maglio
.

E’ inutile nascondersi dietro un dito, la fontana del Toro ha un valore simbolico e storico fondamentale per la nostra città, aver voluto e saputo riportare alla luce e al normale funzionamento la stessa è stato un evento importantissimo, ma a mio avviso, non meritevole di trionfalismi e comparsate mediatiche, che come ci si poteva facilmente aspettare avrebbero prestato il fianco a legittime quanto aspre critiche. Così è avvenuto!

Mi preme informare i cittadini, sempre a proposito della volontà di attribuire il significato corretto alle parole, che, l’intervento in questione rientrava  e rientra nei normali atti gestori della P.A., che, pertanto, non coinvolgono direttamente i componenti della Giunta. Così come le risorse impiegate, a tal fine, rivengono da impegni di spesa, che hanno seguito il normale iter autorizzativo, procedure, che dovrebbero essere ben note agli esperti consiglieri comunali di “Impegno Civile”.

Come ho avuto modo di dire in passato,  non ho mai sofferto e non soffro della sindrome di Frankestein, ossia non mi ritengo al di sopra del rispetto delle regole, quasi come un mostro  interessato alla poltrona, sic et simpliciter, in quanto facente parte di una casta.

Potente, come scrive Elias Canetti “è chi sopravvive agli altri”, chi si ritiene inamovibile e matura la convinzione di essere indispensabile, chi ha la pretesa di decidere il come ed il quando su tutto e tutti.

Io non sono un potente! Il potere fine a se stesso non mi è mai interessato e non mi interessa, non sono portato, ad agire per il consenso fine a se stesso, non mi interessano i numeri ma le persone che stanno dietro, il loro volto, le loro storie, le loro esperienze ed emozioni, mi interessa la vita e la natura, il rispetto per l’ambiente, la cultura nelle sue multiformi accezioni, mi interessa la follia di coltivare il sogno di una società più giusta ed equa e di una politica più vicina ai bisogni della gente.

Per questo, ho formulato proposte concrete ed innovative di finanza strutturata, di cui la politica di palazzo, ahime, non parla, per reperire rilevanti risorse per migliorare il volto della città, alla ricerca di una migliore estetica e, soprattutto, qualità della vita. Ho avviato relazioni con istituzioni ed enti sovraordinati per cercare di dotare il nostro territorio e la nostra comunità di servizi e beni infrastrutturali al passo con i tempi e, che, facciano sentire i nostri cittadini, finalmente, orgogliosi di appartenere a questo territorio, al di là, per quanto rilevante, dello zampillio di questa o quella fontana.

Per questa ragione, ho condiviso e condivido, con spirito di sacrificio e senza paura, le battaglie dei braccianti agricoli migranti, e non, i cosiddetti invisibili di “Boncuri”, che come sanno tutti, non votano e soprattutto non portano voti.

Come amo dire, “nel perimetro” di Boncuri, ho fatto, volutamente, diverse foto consentitemi anche un pò “vanesie”. In particolare, quella che ricordo con più emozione è la mia prima foto, in assoluto, da uomo delle istituzioni, quella, che mi ritrae al fianco dell’amico Maurizio Vaglio, allora presidente del Club Neretino del Rotary e di Gianluca Nigro presidente dei volontari di Finis Terrae, gestori del campo, dinanzi alle brandine, donate al comune dal Club, per garantire un giaciglio e una possibilità di riposo vera ed umana agli amici invisibili. La foto che ritrae un gesto di solidarietà concreta e il riconoscimento di un diritto, banale quale il riposo in condizioni dignitose, appunto, per i lavoratori di “Boncuri”. 

Concludo, prendendo in prestito, un invito che, il Professor  Ferdinando Boero ha rivolto, di recente, agli studenti dei Licei della nostra città, in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Economia senza natura-La grande truffa” e che io rivolgo agli amici di “Impegno Civile” e a tutti i colleghi politici di palazzo Personé: “Dobbiamo guardare avanti e lontano, come quando si va in bicicletta: se si pensa a guardare la ruota anteriore si corre il rischio di cadere in un fosso” .

 

Vincenzo Renna

 

 

 

 

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