martedì , 20 Aprile 2021

I costi della politica: le commissioni consiliari permanenti

Con l’argomento i Costi della Politica a Nardò intendiamo aprire una serie di interventi volti a verificare, in una situazione di disagio economico generale, quali sono i costi della politica e come gli stessi vengono a determinarsi.

Il primo argomento che intendiamo affrontare è quello delle Commissioni consiliari.

Il Comune di Nardò da tempo è dotato di un Regolamento riguardante l’istituzione e l’organizzazione delle Commissioni consiliari permanenti, organi voluti a supporto dell’Amministrazione, azionati su “imput” della stessa: Sindaco coadiuvato dalla Giunta e il Consiglio Comunale.

Con l’argomento i Costi della Politica a Nardò intendiamo aprire una serie di interventi volti a verificare, in una situazione di disagio economico generale, quali sono i costi della politica e come gli stessi vengono a determinarsi.

Il primo argomento che intendiamo affrontare è quello delle Commissioni consiliari.

Il Comune di Nardò da tempo è dotato di un Regolamento riguardante l’istituzione e l’organizzazione delle Commissioni consiliari permanenti, organi voluti a supporto dell’Amministrazione, azionati su “imput” della stessa: Sindaco coadiuvato dalla Giunta e il Consiglio Comunale.

Il nostro Comune, in base al Regolamento vigente e alle ultime modifiche, ha istituite 7 Commissioni consiliari permanenti con a capo un Presidente e un Vice.

Componenti titolari sono i 24 Consiglieri comunali, tutti aventi diritto di partecipazione e di gettone.

Tale partecipazione, spesso si riduce in una ammucchiata di voci e di opinioni inconcludenti rappresentando una poco edificante perdita di tempo, con evidente mortificazione delle intelligenze, dello spirito formativo e di aggiornamento che invece l’organismo dovrebbe generare.

Molte le riunioni, molte le assenze, risultati non sempre produttivi quando non rinviati. 

Le Commissioni sono organismi importanti per l’Amministrazione e per la democrazia perchè chiamate ad esprimere pareri politici e amministrativi più illuminati, più aderenti alla realtà, più o meno condivisi  nel loro riscontro con i sentimenti quotidiani che i vari componenti le Commissioni hanno con la Comunità cittadina.

Da ciò discende che i Componenti, per esprimere un parere illuminato, hanno bisogno di fare il punto della situazione, conoscere bene l’argomento in discussione, di riflettere serenamente, di comprendere le dinamiche e le finalità collegate, verificando  l’idoneità e la congruità con il resto delle pratiche amministrative e col Programma elettorale.

Se così non fosse, verrebbe ad annullarsi la specificità dell’esistenza delle stesse, la loro inutilità numerica e la loro richiesta tecnico-socio-politica.

L’attuale funzionamento delle Commissioni da tempo non risponde a nessuna delle esigenze di efficacia, competenza, produttività e trasparenza, condizioni socio politiche che ne hanno perorato l’esistenza.  Da due anni, dall’insediamento del nuovo Consiglio ,  si invoca la loro modifica!

L’attuale organizzazione che prevede la partecipazione onerosa di tutti i Consiglieri comunali a tutte le Commissioni è un “non sense”, privo di qualsiasi efficacia e utilità sociale.

Meglio allora istituirne una sola aperta alla partecipazione di diritto a tutti i Consiglieri comunali, all’insegna di una tuttologia imperante !!!!! 

La necessità di organizzare le Commissioni (da 6 a massimo 8) in compiti specifici scaturisce dalla necessità pratica di mettere assieme in piccoli gruppi Consiglieri con omogeneità di competenze, di interessi e di studio, onde far esprimere risposte congruenti alle tematiche sottoposte.

Gli stessi Consiglieri, inoltre, lavorando in piccoli gruppi, hanno l’occasione di affinare le proprie cognizioni amministrative, appassionarsi agli argomenti, approfondirli, formarsi, specializzarsi e avere di quei particolari settori amministrativi ampia cognizione e competenza, sufficiente per esprime giudizi, indirizzi, scelte e quant’altro si ritiene utile ai motori amministrativi responsabili in primis della vita e dello sviluppo della Città.

Questo Centro Studi, avvertendo l’attuale farraginosità dell’organizzazione e un funzionamento non perfettamente corrispondente allo scopo previsto dovuto a :

  • Mancanza di proposta chiara da parte dell’Amministrazione;
  • Assenze numerosissime del referente amministrativo, illustratore della proposta ;
  • Posizione spesso equivoca dell’Amministrazione sugli argomenti (non dà direttive) rendendo di fatto le discussioni inutili con grave perdita di tempo;
  • Commissioni che da organi di supporto all’Amministrazione si arrogano poteri sostitutivi non  previsti né  autorizzati;
  • Non rispetto della prassi e delle buone regole che vogliono l’azione amministrativa: inviata dal Sindaco coadiuvato dalla Giunta, accompagnata da un punto di vista di massima da sviluppare e confrontare nelle Commissioni di competenza per il relativo parere (di assenso, di diniego, di divulgazione, di socializzazione, vincolante, non vincolante, di solo ascolto o altro), e ritornare successivamente all’organo proponente per il successivo iter decisionale approvativo o meno.
  • Mancanza di proposta amministrativa e assenza del Responsabile amministrativo impongono
    al Presidente di non  dar luogo alla discussione e a rinviare la seduta, poiché il Presidente è elemento  “super partes” (di maggioranza o di minoranza che sia), ed ha solo il dovere di presiedere la riunione richiesta dal Sindaco, dall’Assessore di competenza o dai Consiglieri componenti, e non di sostituirsi  agli stessi.
  • L’eventuale assenza del Dirigente del settore di competenza rende inutile  la convocazione poiché vengono a mancare gli elementi tecnici elaborativi coadiuvanti o contrastanti la proposta politico-amministrativa. Le assenze dell’Amministratore o del Dirigente costituiscono di fatto una intollerante situazione di mancanza di rispetto verso i Componenti e verso l’organismo in sé.
  • Aver costituito Commissioni con tutti i Consiglieri (pseudo Consigli comunali imperfetti di 2 grado) con diritto di gettone è sperpero di denaro pubblico, ridotta e dispersiva capacità decisionale, scarsa possibilità di formazione e affinamento sull’elaborazione  delle pratiche amministrative.

 

Al fine di ovviare a certe performance messe su da alcuni Amministratori, Consiglieri comunali e Dirigenti amministrativi e consentire una più efficace e razionale attività secondo regole precise da valere nei confronti di tutti,  il Centro offre un “assist”, un modo tra i tanti possibili, per rivedere subito l’organizzazione, la partecipazione e il funzionamenti di questi importanti organi,  supporti indispensabile per la democrazia e la gestione della “res” pubblica.

Il Centro propone che :

  1. Ogni proposta politico amministrativa parta col punto di vista dell’Amministrazione comunale (Sindaco coadiuvato dalla Giunta) ;
  2. Il Presidente della Commissione apre l’incontro, riassume il problema, invita l’Amministratore o il Dirigente delegato  a illustrare la proposta e successivamente avviare il dibattito con gli interventi;
  3. Al termine della seduta si redige regolare verbale riassuntivo del parere da trasmettere all’organo richiedente;
  4. Le Commissioni che si possono istituire nel nostro Comune variano da 4 a 8.
  5. Il Centro Studi ne propone 7 di cui una per il Controllo e garanzia da affidare alla non maggioranza;
  6. Ogni Commissione sarà composta da 8 Consiglieri comunali, con diritto per ogni Consigliere di essere titolare in 2 Commissioni;
  7. La settima Commissione, Controllo e Garanzia, sarà composta esclusivamente da otto Capigruppo;
  8. I Consiglieri e i Capigruppo non titolari possono partecipare senza diritto di voto e di gettone ai lavori delle altre  Commissioni.
  9. Ogni Commissione sarà composta dal 60% dalla maggioranza e per il 40% dalla non minoranza.
  10. Il gettone di presenza sia ridotto del 50% o annullato o devoluto per un fondo particolare.

 

Il Centro Studi “don Milani”, si impegna e si impegnerà perché più chiare e trasparenti siano le regole del vivere civile onde riattivare quella sopita coscienza civica verso quegli obbiettivi innescati dalla conoscenza delle trasformazioni in corso, per avvicinare i cittadini alle sedi delle decisioni pubbliche che riguardano direttamente il loro destino comune.

Consapevole della situazione complessa e oltremodo politicamente frammentata di fronte alla quale Nardò dovrà porre le basi e scegliere la strada per un suo futuro possibile, il Centro Studi “don Milani” auspica che si apra una nuova stagione politica, all’insegna del confronto, del rispetto dell’avversario dimostrando di saper essere capaci di rinascere, come l’araba fenice, dalle sue ceneri.

Certo il tutto con impegno e rinnovata passione, avendo l’obiettivo di costruire una consapevole dialettica politica che guardi alla condivisione di programmi reali, utili per il territorio. Perciò siamo chiamati tutti a moderare i toni ed a riconoscere dell’avversario l’elemento importante di critica costruttiva sulla quale formare alternative plausibili di arricchimento valide per la costruzione reale della bella città che vogliamo.

Nardò, 8 aprile 2013                            

                                                            Il Coordinamento del Centro Studi “don Milani”

 

                                     

 

 

 

 

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