mercoledì , 21 Aprile 2021

A 38 anni dalla morte. Per non dimenticare.

Sergio Ramelli, un nome fra tanti. Sergio è uno dei tanti, troppi, ragazzi uccisi negli anni ’70 nella logica degli opposti estremismi. Circa 50 si calcola siano stati i ragazzi uccisi senza colpa alcuna in quegli anni. Ragazzi e ragazze eliminati fisicamente per la loro appartenenza politica. Sergio fu barbaramente assassinato a colpi di chiave inglese, una Hazet 36, sotto casa sua, a Milano, il 13 marzo 1975 per morire, dopo 47 giorni di coma, il 29 aprile 1975. La sua colpa? Quella di militare nel Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del MSI. Gli autori dell’aggressione erano militanti di Avanguardia Operaia, un movimento di estrema sinistra, e studenti di medicina.

Sergio Ramelli, un nome fra tanti. Sergio è uno dei tanti, troppi, ragazzi uccisi negli anni ’70 nella logica degli opposti estremismi. Circa 50 si calcola siano stati i ragazzi uccisi senza colpa alcuna in quegli anni. Ragazzi e ragazze eliminati fisicamente per la loro appartenenza politica. Sergio fu barbaramente assassinato a colpi di chiave inglese, una Hazet 36, sotto casa sua, a Milano, il 13 marzo 1975 per morire, dopo 47 giorni di coma, il 29 aprile 1975. La sua colpa? Quella di militare nel Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del MSI. Gli autori dell’aggressione erano militanti di Avanguardia Operaia, un movimento di estrema sinistra, e studenti di medicina.

Per ricordare quegli anni e quel clima di odio, lunedì 29 aprile, a partire dalle ore 20.30, la Comunità Militante Andare Oltre ha deciso di proiettare il film documentario “Milano Burning – Storia di Sergio” realizzato da “Coro Drammatico Renato Condoleo” di Firenze con il contributo del Ministero della Gioventù. Un clima, quello della Milano degli anni ’70, dove ogni giorno 2 o 3 ragazzi si presentavano al Pronto Soccorso con la testa fracassata per motivazioni esclusivamente politiche. Un atteggiamento razzistico corredato da schedature degli avversari con una tecnica degna del Ku Kux Klan quella perpetrata ai danni dei ragazzi di destra.

 

Nel documentario ascolteremo tra le altre le voci di Guido Salvini, giudice istruttore del processo Ramelli, Anita Pozzoli Ramelli, la madre di Sergio, e Massimo Anderson, segretario nazionale del Fronte della Gioventù dell’epoca. Un documentario commovente dove, al di là della vicenda giudiziaria, conosceremo il Sergio ragazzo, studente del Liceo Molinari. Una storia di persecuzione iniziata per il contenuto di un suo compito in classe d’italiano finito nelle mani della censura dei suoi aguzzini.

 

“Nel 2012 chiedemmo al sindaco Marcello Risi l’istituzione di una via al povero Sergio, a Walter Rossi e a Giorgiana Masi. La stessa richiesta già fatta nel 2009 al suo predecessore, Antonio Vaglio, corredandola di oltre 300 sottoscrizioni di cittadini. Una richiesta seguita dalla solita, accorata promessa dell’attuale primo cittadino, che è, come al solito, caduta nel vuoto. Tra pochi giorni verrà finalmente istituita la nuova commissione toponomastica di cui farò parte. Lì porterò le istanze di una Comunità che da anni attende un segnale. Si è trovata la location per intitolare vie a boiardi della prima Repubblica, emeriti sconosciuti, figli, padri e nonni di attuali amministratori, ma non per giovanissimi martiri della libertà di pensiero!”

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

 

 

 

About redazione

Guarda anche

Un malore improvviso e poi il decesso. Succede ora a Santa Maria al bagno

Accusa un malore mentre è in spiaggia a fare il bagno e, nonostante le manovre …