mercoledì , 25 Novembre 2020

Scarico a mare dei reflui fognari: sindaco, "alzi la voce".

Sindaco, perché l’apertura alla minoranza non rimanga solo un proclama, dimostra con i fatti di voler voltare pagina affrontando con la massima attenzione il problema degli scarichi dei reflui fognari che potrebbero interessare in modo serio la qualità ambientale del nostro mare.

Sindaco, perché l’apertura alla minoranza non rimanga solo un proclama, dimostra con i fatti di voler voltare pagina affrontando con la massima attenzione il problema degli scarichi dei reflui fognari che potrebbero interessare in modo serio la qualità ambientale del nostro mare.

Infatti, mentre ė di queste ore la notizia che il Comune di Gallipoli (archiviata, sembra, la soluzione della condotta a mare) stia collaborando per la realizzazione del progetto proposto da Regione e AQP per il potenziamento dell’affinamento delle acque reflue per un loro totale utilizzo (anche attraverso il Consorzio di Bonifica Ugento – Li Foggi) per usi agricoli e civili, circostanza questa che ci fa stare relativamente tranquilli, altrettanto non si può dire per il “famigerato” progetto degli scarichi nel mare di Torre Inserraglio delle acque reflue di Nardò e Porto Cesareo.

Ecco perché, sindaco, ė necessario che Lei cominci a “battere i pugni sul tavolo della Regione” per far “valere politicamente” le delibere del Consiglio Comunale di Nardò (a tal proposito bisogna correggere, se non è stato ancora fatto, la “svista” contenuta nel Rapporto Ambientale Preliminare sul Piano Comunale delle Coste, che al capitolo sugli scarichi a mare dei reflui pare avallare le scelte progettuali dell’AQP) che di fatto bocciano tale progetto. L’occasione potrebbe essere la prossima Commissione Regionale che dovrà affrontare la situazione, visto che il Consigliere Regionale Andrea Caroppo ha chiesto siano invitati anche i Sindaci interessati alla problematica (anche se noi avevamo invitato Lei a “pretendere” dalla Regione di essere coinvolto nel procedimento quale primo cittadino di un Comune interessato, e non poco, alla questione).

Del resto, per “alzare la voce” ha dalla sua il fatto che la stessa Regione ha proposto per Gallipoli la soluzione che in tanti da tempo prospettano per Nardò e Porto Cesareo (riuso delle acque depurate al 100% per fini agricoli e civili con il coinvolgimento diretto del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, anche se, in proposito, vi è da dire che circa un anno fa la Regione aveva chiesto al Comune di produrre un “Piano di Uso Irriguo delle acque reflue” che non ci risulta essere stato redatto) magari prendendo come riferimento l’impianto di depurazione di Fasano. Non solo, abbiamo visto come il progetto dell’AQP sul collettamento degli scarichi fognari di Porto Cesareo nel recapito finale di Nardò attraverso la realizzazione di una condotta sottomarina di “soli” 1.100 metri risulti in contrasto con un altro progetto redatto dal Comune di Nardò con la collaborazione di un qualificato professionista esperto in materia, che prevede, invece, la realizzazione di una condotta dimensionata per il solo Comune di Nardò della lunghezza di almeno 2.400 metri, in quanto, come ė dato leggere nella relazione tecnica, lunghezze inferiori non sarebbero sufficienti ad evitare il ritorno sulla costa di alcune sostanze organiche.

Inoltre, a conferma delle criticità presenti nel suddetto progetto dell’AQP basta leggere la recente sentenza del TAR Lecce sull’argomento laddove recita: “Circa l’azione impugnatoria sperimentata, si pone in risalto il contraddittorio atteggiamento dei dirigenti regionali preposti i quali, pur dopo aver sottolineato che la strategia regionale prescelta in tema di impiego di reflui urbani ė quella del riuso in agricoltura, avrebbero poi dato la stura alla realizzazione di una condotta sottomarina a servizio di due impianti di depurazione, e cioè Porto Cesareo e Nardò, sebbene sulla base di una istruttoria rivelatasi carente sotto il profilo della disamina dell’andamento delle correnti e dei venti prevalenti”.

Insomma, considerato quanto sopra evidenziato, ci aspettiamo “la prova del nove” da parte del sindaco per poter considerare l’apertura alla minoranza “sostanziale” e non di “facciata”.

 

Noi x Nardò

Mino Natalizio – coordinatore

Paolo Maccagnano – consigliere comunale

 

 

 

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