venerdì , 27 Novembre 2020

"La folle idea di portare i lavoratori migranti a Sant'Isidoro!"

“La folle idea di portare i lavoratori migranti a Sant’Isidoro!”

Ieri, nel corso della solita riunione privata (o tavolo tecnico che dir si voglia) tenutasi a Palazzo Personè, i “plenipotenziari” comunali hanno deciso autocraticamente del destino di centinaia di migranti e di migliaia di villeggianti senza colpo ferire. Questi i fatti, di cui siamo stati resi edotti solo grazie alla loquacità di qualche partecipante e al buon operato dei mezzi d’informazione: quest’anno i lavoratori stagionali potrebbero essere dislocati su 3 differenti punti: quello ormai abituale della masseria Boncuri, presso la ex falegnameria di via Copertino e, dulcis in fundo, presso la masseria Scianne, a Sant’Isidoro, laddove sorgeva l’area camper.

“La folle idea di portare i lavoratori migranti a Sant’Isidoro!”

Ieri, nel corso della solita riunione privata (o tavolo tecnico che dir si voglia) tenutasi a Palazzo Personè, i “plenipotenziari” comunali hanno deciso autocraticamente del destino di centinaia di migranti e di migliaia di villeggianti senza colpo ferire. Questi i fatti, di cui siamo stati resi edotti solo grazie alla loquacità di qualche partecipante e al buon operato dei mezzi d’informazione: quest’anno i lavoratori stagionali potrebbero essere dislocati su 3 differenti punti: quello ormai abituale della masseria Boncuri, presso la ex falegnameria di via Copertino e, dulcis in fundo, presso la masseria Scianne, a Sant’Isidoro, laddove sorgeva l’area camper.

Se per la prima location nulla da dire, se non altro perchè ormai abituale, le altre due ci lasciano fortemente perplessi. La ex falegnameria, ad esempio, fino a qualche tempo fa, era annoverata tra i luoghi inospitali e bisognevoli di interventi strutturali di recupero. Ebbene, oggi, 5 giugno, diventa luogo idoneo ad ospitare esseri umani. Ma a destare ancor più perplessità ai sottoscritti è l’ubicazione di un terzo punto di accoglienza a Sant’Isidoro.

 

Conosciamo le sacrosante lamentele degli abitanti della marina che in questi anni si sono spinti a minacciare un referendum per “abbandonare” Nardò e passare a realtà con Amministrazioni del Territorio più presenti. Questa decisione sconsiderata segnerebbe, a nostro avviso, la rottura definitiva con la marina più bistrattata.e i suoi residenti. La Masseria Scianne si trova a circa 7 km dal centro abitato ma i lavoratori lì dislocati saranno, a sentire i partecipanti, quelli “motorizzati”.

 

Abbiamo dimostrato, riteniamo, in più circostanze, l’attenzione alla tematica in questione ma riteniamo questa una decisione inspiegabile dalle conseguenze sull’ordine pubblico inimmaginabili. E’ assai strano, poi, che dopo le diverse dichiarazioni rese da parte degli imprenditori del settore che predicavano la volontà di limitare l’utilizzo dei lavoratori extracomunitari i punti d’accoglienza si siano quest’anno moltiplicati. E’ forse in programma un arrivo più ingente di manodopera rispetto a quello degli altri anni? Nel corso degli incontri in Prefettura, inoltre, gli imprenditori avevano dato la loro disponibilità alla concessione di appartamenti a loro spese sul modello dei “baustelle” svizzeri (modello da noi più volte proposto e rilanciato). Ma, anche di questo, nemmeno l’ombra.

 

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata telefonica col sindaco Marcello Risi nel corso della quale ci ha rassicurati sul fatto che la decisione non è stata ancora presa e passerà al vaglio del Consiglio comunale. Ciò non ci ha affatto rassicurati dato che la maggioranza pare composta, per la sua quasi totalità, da soldatini ubbidienti che eseguono fedelmente gli ordini. Nel corso della telefonata non ci ha però smentito l’intenzione di dislocare parte dei migranti a Sant’Isidoro. Ebbene noi crediamo che sia un errore imperdonabile. Moltiplicare i punti significa moltiplicare le esigenze e i problemi connessi. Anche per le Forze dell’Ordine perlustrare un territorio immenso quale quello neretino appare impresa ardua.

 

Per tutti questi motivi riteniamo sbagliata la suddetta decisione presa, non a caso, senza ascoltare non solo l’opposizione ma neppure l’ex assessore alle politiche migratorie Vincenzo Renna, e per quanto ci risulta neppure i volontari che da anni si spendono nelle campagne per dare assistenza e servizi ai lavoratori. Che senso ha poi organizzare un tavolo di questo tipo in piena stagione? E ‘ come organizzare un pranzo di Natale il 26 dicembre. Noi contrasteremo in tutte le sedi questa decisione ritenendola intempestiva, inopportuna e non adatta al contesto di Sant’Isidoro. Si tratta a nostro avviso dell’ennesima conferma del modus operandi superficiale e approssimativo di questa Amministrazione che a parole annuncia collaborazione, apertura alla minoranza e un cambio di rotta salvo fare l’esatto contrario il giorno dopo. Il modello di Lampedusa con contemporanea presenza di turisti e immigrati è fallito. Non è conciliabile l’opulenza del turista e i bisogni minimi di una lavoratore migrante.

 

Pippi Mellone

Paolo Maccagnano

Oronzo Capoti

 

 

 

 

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