sabato , 28 Novembre 2020

Due piscine e sette campi da tennis a Nardò. Sogno, realtà o inadempienza?

1990-2013. Ventitre anni sono trascorsi da quando il Comune di Nardò, con l’allora Sindaco Cosimo Sasso, firmò la Convenzione per la realizzazione del Complesso Turistico “Torre Inserraglio”. La convenzione prevedeva, fra l’altro, la realizzazione entro 8 anni, di servizi coperti per lo sport, 2 piscine scoperte e 7 campi da tennis.

1990-2013. Ventitre anni sono trascorsi da quando il Comune di Nardò, con l’allora Sindaco Cosimo Sasso, firmò la Convenzione per la realizzazione del Complesso Turistico “Torre Inserraglio”. La convenzione prevedeva, fra l’altro, la realizzazione entro 8 anni, di servizi coperti per lo sport, 2 piscine scoperte e 7 campi da tennis.
Tutto questo sarebbe valso quale acconto per gli oneri di urbanizzazione secondaria da corrispondere al Comune. I termini della consegna delle opere furono stabilite in Convenzione in anni dieci.
Sono passati ad oggi ventitre anni e delle opere che la società So.Vi.Va. si era impegnata a realizzare non vi è traccia. Eppure l’articolo 16 della Convenzione parlava chiaro: “in caso inadempienze da parte della società a qualsiasi delle clausole presenti in Convenzione, il Comune di Nardò, previa messa in mora, potrà sospendere l’esecuzione dei lavori ed il rilascio delle concessioni edilizie nelle zone interessate da tali inadempienze”.
A garanzia del completo e puntuale adempimento di tutti gli obblighi assunti della società So.Vi.Va. è stato previsto un deposito cauzionale con fidejussione assicurativa pari al 30% del presunto costo delle opere di urbanizzazione.
Ad oggi, tuttavia, nonostante risulti evidente il mancato rispetto di quanto previsto in Convenzione, nessun passo sarebbe stato compiuto dell’Amministrazione Comunale, sia presente che passata, volta a tutelare l’interesse dei cittadini di Nardò.
Vi è di più: l’ordinanza comunale 352/2010 intimava alla società So.Vi.Va. “la rimozione delle sbarre elettriche (effettivamente avvenuta) e di tutte le ulteriori opere di recinzione che sono di ostacolo alla fruizione degli spazi pubblici ceduti al Comune”. A tal proposito, tuttavia, vi è una nota a firma dell’Ingegner Nicola D’Alessandro che, in risposta ad una nota inviata dal Condominio Tore Inserraglio Uno, nella quale si ” richiedeva di mantenere la rete metallica di recinzione a tutela della sicurezza dei bambini che fruiscono delle aree verdi”, consentiva il mantenimento della recinzione in contraddizione, però, con l’ordinanza 352/2010.
Ancora: il Comune di Nardò fin dal 2004 risulta intestatario del contatore, quindi paga la bolletta, per la pubblica illuminazione dell’intero primo stralcio della Lottizzazione Torre Inserraglio nonostante fino al 2010 la stessa area non fosse accessibile poiché presenti le “famose” sbarre che impedivano l’accesso libero all’area.
Insomma una situazione ingarbugliata nella quale il Comune di Nardò apparentemente non avrebbe adottato tutte le misure idonee ad intimare alla società So.Vi.Va ad adempiere a quanto previsto nella Convenzione del 1990.
Spese che il Comune di Nardò avrebbe sostenuto senza che vi fosse beneficio per la collettività (i cittadini).
Un’ultima importantissima domanda: ad oggi il Comune di Nardò non avrebbe riscosso la fidejussione prevista in convenzione, nonostante risulti palese l’inadempienza da parte della società So.Vi.Va. Perché tale atto non è stato compiuto?
Ai posteri e forse ad altri, l’ardua sentenza.

About redazione

Guarda anche

Gravissimo incidente domestico

Un gravissimo incidente domestico si è verificato in questi minuti a Nardò, in via San …