mercoledì , 25 Novembre 2020

Riconoscimenti a tre neritini : stella al merito del lavoro e medaglie d'onore

Il Sindaco Marcello Risi ha comunicato, prima dell’inizio del Consiglio Comunale del 5 giugno, alcuni significativi riconoscimenti conferiti dal Capo dello Stato a tre neritini: Stella al Merito del Lavoro ad Antonio Tondo, funzionario Telecom, e Medaglia d’Onore ad Arturo Carrozza e Antonio Pagliula (a quest’ultimo alla memoria), ex I.M.I. – Internati Militari italiani, deportati in Germania con altre migliaia di soldati italiani ed avviati ai lavori forzati nei campi di concentramento nazisti subito dopo l’8 settembre 1943. Erano presenti Antonio Tondo, Arturo Carrozza e i familiari di Antonio Pagliula; a tutti il Sindaco ha consegnato un simbolico riconoscimento.

Il Sindaco Marcello Risi ha comunicato, prima dell’inizio del Consiglio Comunale del 5 giugno, alcuni significativi riconoscimenti conferiti dal Capo dello Stato a tre neritini: Stella al Merito del Lavoro ad Antonio Tondo, funzionario Telecom, e Medaglia d’Onore ad Arturo Carrozza e Antonio Pagliula (a quest’ultimo alla memoria), ex I.M.I. – Internati Militari italiani, deportati in Germania con altre migliaia di soldati italiani ed avviati ai lavori forzati nei campi di concentramento nazisti subito dopo l’8 settembre 1943. Erano presenti Antonio Tondo, Arturo Carrozza e i familiari di Antonio Pagliula; a tutti il Sindaco ha consegnato un simbolico riconoscimento.

La Stella al Merito è stata conferita a Tondo il 1° maggio, nel corso della cerimonia regionale svoltasi nell’aula magna del Politecnico di Bari, in occasione della Festa del lavoro, per essersi distinto nel suo lavoro per particolari meriti di perizia, laboriosità, condotta morale.

Il Sindaco ha consegnato ad Arturo Carrozza la Medaglia d’Onore che aveva ritirato a suo nome dalle mani del Prefetto di Lecce, dott.ssa Giuliana Perrotta, durante le celebrazioni ufficiali della festa della Repubblica svoltesi lo scorso 2 giugno a Lecce.

Ad Arturo Carrozza e alla memoria di Antonio Pagliula sono stati riservati due intensi momenti, con la standing ovation dei consiglieri comunali e del pubblico presente.

Grande commozione nella Sala Consiliare, in particolare quando Arturo Carrozza, classe 1924, ha ricevuto dal Sindaco la Medaglia d’Onore. Carrozza, tramite i familiari, ha comunicato che si è trattato di un evento veramente importante, che attendeva da tanto tempo: la Medaglia, ha detto la figlia “Riconosce le sofferenze subite e i sacrifici di un ragazzo che, a poco più di sedici anni (ne ha compiuti 18 da internato) è stato deportato. Mio padre aveva rinunciato alla libertà per rimanere fedele alla Patria, perché ha creduto in valori forse oggi messi da parte.”. A distanza di anni i ricordi di quei momenti terribili sono ancora chiarissimi in questo anziano signore, Croce al Merito di Guerra dal 1965, che ha trovato la forza di rievocare le sofferenze patite solo qualche anno fa, parlando ai nipoti. Carrozza ha consegnato i suoi nitidi ricordi ad un memoriale, in cui descrive le vicende che lo hanno portato all’internamento nei lager in Germania, dopo la cattura avvenuta la notte dell’8 settembre 1943 a Rovereto.

Anche Antonio Pagliula, Nino per i familiari, Croce al merito di Guerra nel 1972, scomparso a 93 anni nel 2007, ha parlato dei suoi terribili ricordi di IMI solo nei suoi ultimi anni. E’ stato intenso il suo rapporto con gli studenti, ai quali volle consegnare la sua lucida testimonianza di giovanissimo schiavo dei nazisti.

I ricordi di Nino Pagliula, affidati ai familiari, molto attivi nel mantenere vivo il ricordo, soprattutto ai giovani, e i ricordi di Arturo Carrozza,  riportano alla luce le storie di migliaia di lavoratori coatti, trattati barbaramente, il cui sacrificio è stato per troppi anni misconosciuto: sono state le centinaia di migliaia i militari italiani che, invece della guerra nazifascista, scelsero e pagarono duramente, come Nino Pagliula e Arturo Carrozza, la fedeltà alle stellette, reagendo con dignità e forza d’animo allo sfacelo delle forze armate dopo l’8 settembre e all’abbandono da parte del comando, che li aveva consegnati, senza ordini, ai nazisti.

 

 

 

 

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