lunedì , 30 Novembre 2020

DASPO per due ultras granata e non solo…

Archiviato il campionato di calcio di serie D, il commissariato di pubblica sicurezza di Nardò ha notificato due distinti provvedimenti di D.A.S.P.O (divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive) a due tifosi del Nardò per violazione alla legge che disciplina l’accesso negli stadi.

Archiviato il campionato di calcio di serie D, il commissariato di pubblica sicurezza di Nardò ha notificato due distinti provvedimenti di D.A.S.P.O (divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive) a due tifosi del Nardò per violazione alla legge che disciplina l’accesso negli stadi.

Il primo provvedimento ha interessato il cinquantaquattrenne di Nardò R. M. M. ed è relativo all’incontro disputato lo scorso 7 aprile presso lo stadio comunale “Giovanni Paolo II” contro il Foggia.
In questa circostanza al termine della partita il tifoso si avvicinò ad uno steward chiedendo di accedere nell’area riservata alle forze dell’ordine e da cui è poi possibile raggiungere gli spogliatoi.
All’ovvio rifiuto, l’infervorato tifoso, in evidente stato di agitazione alcolica, colpì con un pugno l’operatore della sicurezza che riportò una contusione allo zigomo destro successivamente refertata con 5 giorni di prognosi. Immediatamente, atteso che sul posto permanevano ancora numerosi tifosi in fase di deflusso, l’aggressore fu allontanato allo scopo di scongiurare ulteriori problemi.
Tuttavia sulla scorta delle testimonianze acquisite e dalle relazioni dei poliziotti impegnati nel servizio di ordine pubblico, questi veniva denunciato per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre alla denuncia penale veniva anche proposto l’irrogazione di un provvedimento specifico interdittivo (D.A.S.P.O.), emesso dal Questore di Lecce con l’espresso divieto di accedere a qualsiasi manifestazione sportiva per i prossimi due anni con l’ulteriore prescrizione dell’obbligo di firma; vale a dire dovrà comparire per apporre la propria firma presso il Commissariato di Nardò quindici minuti dopo l’inizio del primo tempo e quindici minuti dopo l’inizio del secondo tempo in tutte le partite che il Nardò disputerà in campionato e i n altre circostanze ufficiali, anche fuori casa.
Il divieto comprende qualsiasi competizione sportiva, anche di altre discipline.
Il secondo provvedimento di D.A.S.P.O è relativo all’incontro di calcio svoltosi a Nardò il 21 aprile 2013, tra il Nardò e la Battipagliese, valevole per il campionato nazionale di serie D. Poco prima dell’inizio del match, mentre i calciatori della squadra ospite, ultimata la fase del riscaldamento, si accingevano a rientrare negli spogliatoi, dagli spalti, nella zona solitamente occupata dai tifosi ultras, partiva un fumogeno acceso che cadeva sul terreno di gioco a poca distanza da alcuni giocatori ospiti. La scena veniva ripresa e documentata da immagini video dall’operatore di Polizia Scientifica, dove si poteva chiaramente individuare l’autore della condotta antigiuridica che veniva successivamente identificato nel ventisettenne neretino B. G..
Pertanto questi veniva denunciato e deferito all’A.G. per lancio di materiale pericoloso e successivamente proposto per l’irrogazione del D.A.S.P.O, che alla luce della documentazione acquisita veniva emesso dal Questore di Lecce nella misura di anni 3, anche qui con la prescrizione dell’obbligo di firma presso il Commissariato di Nardò secondo le modalità di cui sopra.

In entrambi i casi, essendo provvedimenti che incidono sulla libertà personale, è necessaria la convalida del GIP del Tribunale di Lecce, e questa giungeva immediatamente così come prescritto dalle norme che regolano la materia.

Sempre rimanendo in tema di D.A.S.P.O, il Commissariato di Nardò ha esaminato tutte le posizioni di quelle persone che, essendo già destinatarie di questo provvedimento,nel corso dell’anno non hanno ottemperarato alle prescrizioni, omettendo di recarsi al Commissariato una o più volte per apporre la propria firma così come prescritto.

In particolare, sono stati denunciati per questo motivo, il ventiquattrenne F. G. ed il ventiduenne N. G. A. . Entrambi rischiano una condanna da 1 a 3 anni di reclusione e una multa da 10mila a 40mila euro

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