sabato , 28 Novembre 2020

Arrestato l'imprenditore neritino Roberto Carafa

Come un novello “Houdini” avrebbe fatto sparire tre milioni di euro. Per questo un imprenditore neritino è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Modena.
I fatti sarebbero avvenuti nel modenese ed in Calabria. L’azienda modenese di cui era amministratore unico il neritino Roberto Carafa, 46 anni, accusato di bancarotta fraudolenta aggravata e malversazione, si occupava di impianti di riscaldamento e climatizzazione, ed  era stata dichiarata fallita dal tribunale nel 2009, ma il curatore aveva segnalato alla procura modenese la sparizione di tutti i macchinari e dei libri contabili.

Come un novello “Houdini” avrebbe fatto sparire tre milioni di euro. Per questo un imprenditore neritino è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Modena.
I fatti sarebbero avvenuti nel modenese ed in Calabria. L’azienda modenese di cui era amministratore unico il neritino Roberto Carafa, 46 anni, accusato di bancarotta fraudolenta aggravata e malversazione, si occupava di impianti di riscaldamento e climatizzazione, ed  era stata dichiarata fallita dal tribunale nel 2009, ma il curatore aveva segnalato alla procura modenese la sparizione di tutti i macchinari e dei libri contabili.
Carafa, però, poco prima del fallimento, avrebbe ottenuto la possibilità di trasferire l’azienda a Cutro, in provincia di Crotone, dove avrebbe dovuto, attraverso un finanziamento di 3 milioni di euro concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico, rifondare l’azienda.
I soldi, però, sarebbero stati impiegati diversamente: 140mila euro sarebbero stati utilizzati per l’acquisto di un terreno incolto (che non è stato mai neppure spianato, per dare la parvenza dell’inizio dei lavori), 913mila euro sarebbero stati impiegati per l’acquisto dei macchinari per la futura ed inesistente azienda (l’apparecchiatura non è mai stata ritrovata), altri 987mila euro, invece, sarebbero stati prelevati direttamente dai conti correnti della ditta, mentre il restante milione di euro, sempre secondo gli investigatori, sarebbe confluito su altri conti correnti di terzi, ma riconducibili a società intestate al 46enne salentino.
A difendere Roberto Carafa è l’avvocato Clelia Scioscia, del foro di Napoli.

About redazione

Guarda anche

Gravissimo incidente domestico

Un gravissimo incidente domestico si è verificato in questi minuti a Nardò, in via San …