venerdì , 27 Novembre 2020

Osp. di Nardò – monumento alla menzogna

L’Ospedale di Nardò è ormai un monumento nazionale alla menzogna.

1) In questi giorni leggo sui giornali e sui media telematici una serie di notizie tendenziose, scorrette e false sul futuro dell’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi” di Nardò, che non fanno certo onore né ai politici neritini, né ad alcuni operatori sanitari, unicamente interessati al proprio orticello.

Mi riferisco alla riunione che si è svolta giovedì scorso (6 giugno) presso il nosocomio neritino ed a cui sono stati invitati amministratori locali ed operatori sanitari del presidio. L’unico obiettivo era quello di costruire (finalmente) un alibi, perché il Sindaco della città potesse firmare il Protocollo d’Intesa con la Regione. Si ha l’impressione che tutto sia stato pilotato, tant’è che non sono stati neppure invitati tutti i medici che lavorano nel nosocomio e, per quanto riguarda la sottoscrizione degli operatori sanitari, di cui circa la metà sono forestieri, si evince che per nulla sono interessati se si tratti di ospedale o di poliambulatorio, unicamente interessati alle proprie mansioni ed ubicazione.

E’ un Protocollo d’Intesa capestro, che segna la morte definitiva dello storico ospedale cittadino ed il Sindaco farebbe bene ad interpellare direttamente i cittadini di Nardò e nessun altro!

I servizi sanitari territoriali sono importanti, ma noi avevamo già un bel poliambulatorio  in zona 167, in piazza della Croce Rossa, e sarebbe opportuno che questi servizi venissero impiantati nei Comuni vicini, compreso Copertino, perché la sede naturale e più giusta per un Ospedale è Nardò.

Si continua a parlare con ambiguità di servizi sanitari specialistici, day service, sale operatorie e pronto soccorso, gettando continuamente fumo negli occhi della povera gente, che non comprende le sottili differenze delle ambigue parole utilizzate.

Si cominci, allora, con la rimozione dell’insegna all’ingresso della struttura e si sostituisca la dicitura “presidio territoriale” con “ospedale” e si parli decisamente di posti letto e non di camere operatorie per curare le emorroidi o la cataratta. Si faccia anche una statistica degli incidenti stradali e dei flussi di generici pazienti che dal territorio di Nardò si recano nei vari ospedali e lo si confronti con i residenti a Copertino o con quelli a Galatina.

Si smetta di prendere iniziative che sono solo un’enorme presa in giro!

Il Sindaco e tutta la Giunta comunale dovrebbero, piuttosto, dimettersi per coerenza con le promesse elettorali che li hanno eletti. Non dimentichiamo che fra le tre promesse più importanti, una era sulla difesa e potenziamento dell’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi”. Adesso, dopo due anni dal loro insediamento ed un tangibile peggioramento della situazione, ci guadagnerebbero moltissimo, in immagine e stima da parte dei concittadini, dimettendosi e non inseguendo mezzi e mezzucci per compiacere al nostro più grande nemico, che, anche lui, in campagna elettorale prese in giro con gravi menzogne un’intera città.

 

2) La Regione ha risposto negativamente, per la seconda volta, alla reiterata richiesta del Comune di Nardò, inviata tramite l’Ufficio Tecnico comunale, di rideterminare urbanisticamente i terreni alle spalle dell’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi”, liberalizzandoli per l’edificazione privata. E’ un’importante vittoria che salvaguarda l’interesse pubblico, dal punto di vista sanitario, su quelle zone, visto che la questione che riguarda il nosocomio neritino non è ancora definitivamente chiusa!

Contemporaneamente alla documentazione inviata dal Comune, gli uffici regionali hanno tenuto in considerazione la documentazione inviata da me per raccomandata, che faceva notare come fosse necessario che una decisione del genere dovesse passare, prima, attraverso la valutazione del Consiglio comunale (cosa non fatta).

Così è stato ed ora si spera che il Consiglio comunale congeli questo argomento almeno fino a quando tutta la diatriba sull’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi” non sia definitivamente chiusa e che tenga anche in considerazione che esiste uno Studio di Fattibilità per l’ampliamento del nosocomio, che punta sull’utilizzazione di quei suoli, a disposizione da moltissimi decenni.

Un Ufficio Tecnico più attento alle necessità della città e scevro da condizionamenti, avrebbe rideterminato quei suoli, fin dall’inizio, di tipo E1 (cioè agricoli normali).

Faccio appello a tutti i Consiglieri comunali perché tengano molta attenzione alle decisioni in merito, visto che è in gioco l’interesse ed il futuro di tutti i cittadini e non di un gruppo di persone.

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO

Francesco Antico

 

 

 

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