sabato , 28 Novembre 2020

Condotta Sottomarina: stiamo difendendo solo gli "interessi ambientali" di Nardò.

Le motivazioni addotte dalla imprese che si sono provvisoriamente aggiudicate, per conto dell’AQP, l’appalto per la “Realizzazione della condotta sottomarina dall’emissario dell’impianto di depurazione di Nardò” non appaiano chiarire, a parere degli scriventi, alcune perplessità sollevate in questi mesi sulla condotta sottomarina anche se possiamo comprendere le ragioni che hanno indotto le imprese a puntualizzare alcuni aspetti relativi alla realizzazione dell’infrastruttura di cui si parla, visto che un appalto milionario, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, non si può certo lasciare andare senza tentare ogni strada.

Le motivazioni addotte dalla imprese che si sono provvisoriamente aggiudicate, per conto dell’AQP, l’appalto per la “Realizzazione della condotta sottomarina dall’emissario dell’impianto di depurazione di Nardò” non appaiano chiarire, a parere degli scriventi, alcune perplessità sollevate in questi mesi sulla condotta sottomarina anche se possiamo comprendere le ragioni che hanno indotto le imprese a puntualizzare alcuni aspetti relativi alla realizzazione dell’infrastruttura di cui si parla, visto che un appalto milionario, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, non si può certo lasciare andare senza tentare ogni strada.

Da sottolineare, infatti, sono i contenuti della sentenza del TAR Lecce a proposito del ricorso presentato dal Comune di Gallipoli per risolvere il problema dello scarico in battigia del loro depuratore consortile: “…si pone in risalto il contraddittorio atteggiamento dei dirigenti regionali preposti i quali, pur dopo aver sottolineato che la strategia regionale prescelta in tema di impiego di reflui urbani e’ quella del riuso in agricoltura, avrebbero poi dato la stura alla realizzazione di una condotta sottomarina a servizio di due impianti di depurazione, e cioè Porto Cesareo e Nardò, sebbene sulla base di una istruttoria rivelatasi carente sotto il profilo della disamina dell’andamento delle correnti e dei venti prevalenti”.

E ancora, sarebbe opportuno chiarire la contraddittorietà tra due progetti riguardanti la condotta sottomarina stessa. Uno redatto dal Comune di Nardò, l’altro dall’AQP, la cui discrasia principale riguarda essenzialmente la lunghezza dell’opera. Quella dell’AQP misura 1.100 metri, mentre quella progettata dal Comune di Nardò è lunga 2.400 metri. Le motivazioni della scelta progettuale da parte del Comune si possono leggere nella relazione tecnica: “Lunghezze di condotta inferiori e/o diffusori più corti non sarebbero stati in grado, in particolari condizioni ambientali, di rispettare le condizioni di balneabilità delle acque stabilite dalla vigente normativa e tantomeno le caratteristiche biochimiche dell’acqua all’interno del Parco Marino”.

Questo, senza contare che la richiamata circostanza (da parte delle imprese aggiudicatarie della realizzazione della condotta e non solo) che l’infrastruttura appaltata ê finalizzata a recapitare in mare i reflui provenienti dall’impianto di depurazione di Nardò, non ci lascia certo tranquilli, visto che è innegabile la volontà della Regione e dell’AQP (almeno ad oggi) di collegare  (una volta realizzato) l’emissario (scarico) di Porto Cesareo all’impianto di depurazione di Nardò.

Tale scelta, a nostro avviso, influenzerebbe, e non poco, l’ecosistema marino del tratto di mare di Torre Inserraglio (recapito finale della condotta), considerata l’enorme quantità di reflui fognari che, soprattutto nel periodo estivo, interesserebbero quell’unico tratto di mare.

Riteniamo quindi che il Sindaco, nella riunione di domani della competente Commissione Regionale convocata sull’argomento “depurazione”, debba difendere con forza le motivazioni delle “5 Vele” attribuite alla nostra Nardò e con esse, di conseguenza, gli “interessi ambientali” della Comunità Neritina.

 

Noi X Nardò

Mino Natalizio – coordinatore

Paolo Maccagnano – consigliere comunale

 

 

 

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