sabato , 28 Novembre 2020

Gli ambientalisti di “comodo”, “foglie di fico” al servizio di tutti tranne che dell’ambiente e della comunità cittadina

Le cricche speculative  continuano a ordire le loro trame a discapito di Nardò , del suo territorio, del suo paesaggio e dei suoi cittadini.

Dopo i cavalli di  Troia che si annidano nell’amministrazione cittadina viene a galla  il fenomeno degli “ambientalisti di comodo” che si accreditano presso organismi e consessi pubblici  per orientarne le scelte in modo apparentemente conforme  alla difesa del territorio ma che, in realtà, offrono spiragli agli interessi degli speculatori e colonizzatori che vogliono fare scempio del territorio di Nardò.

Le cricche speculative  continuano a ordire le loro trame a discapito di Nardò , del suo territorio, del suo paesaggio e dei suoi cittadini.

Dopo i cavalli di  Troia che si annidano nell’amministrazione cittadina viene a galla  il fenomeno degli “ambientalisti di comodo” che si accreditano presso organismi e consessi pubblici  per orientarne le scelte in modo apparentemente conforme  alla difesa del territorio ma che, in realtà, offrono spiragli agli interessi degli speculatori e colonizzatori che vogliono fare scempio del territorio di Nardò.

Si spendono per alternative che non hanno nessuna ragione di essere incrinando solo il fronte del rifiuto popolare a scelte dissennate, illogiche e pericolose.

Si prestano a fungere da ben misere  “foglie di fico” per coprire le vergogne  inconfessabili di chi vuole definitivamente affossare ogni sviluppo turistico del territorio neritino.    

Perchè concentrare i reflui fognari di Porto Cesareo a Nardò significa qualificare la nostra città come fogna del Salento, indipendentemente dal percorso delle condotte che devono convogliare i liquami.

Nardò è già il recettore finale, nella vora delle Colucce e in quella della Notte, dei reflui pseudo-depurati di numerosi comuni salentini; aggiungendo anche Porto Cesareo si completerebbe il cerchio che porterà i turisti a scappare da Nardò per correre ancora più numerosi nei comuni vicini, Gallipoli e Porto Cesareo, che avranno facile gioco a denigrare le scarse garanzie igienico-ambintali della costa neritina.

In questo settore il Sindaco e il suo assessore sono inadeguati e devono ammettere un fallimento che è  totale al punto che si affidano a mezzucci, come gli pseudo-ambientalisti di comodo, per fare passare quello che non hanno il coraggio di promuovere apertamente.

L’unico sviluppo che sanno perseguire è quello della cacca, ed abbiamo detto tutto.   

Nessuna condotta sottomarina o terrestre deve passare e nessuna  alternativa deve essere  perseguita se non quella dell’affinamento per il riuso in agricoltura dei reflui di Nardò.

Porto Cesareo faccia altrettanto con i suoi,  ma nel suo territorio. E i cittadini di quel comune cerchino di individuare e perseguire i responsabili della fatiscenza di un depuratore costato oltre tre miliardi delle vecchie lire e mandato in rovina senza mai essere entrato in funzione.      

Associazione ambientalista FARE VERDE – Gruppo locale di Nardo’

 

 

 

 

 

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