domenica , 29 Novembre 2020

I CITTADINI PORTANO A BRUXELLES LE EMERGENZE AMBIENTALI DELLA PUGLIA

E’ appena rientrata a Bari e a Brindisi la spedizione di cittadini pugliesi che ha portato a Bruxelles le emergenze ambientali della nostra regione proprio nei giorni in cui si riuniva la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo in scadenza il prossimo anno. Il gruppo di 15 rappresentati di associazioni, centri di ricerca e movimenti è stato ricevuto ufficialmente in visita alla Commissione Europea a margine del corso di preparazione degli attivatori del progetto COHEIRS (Osservatori Civici per la tutela della salute e l’ambiente), coordinato dall’Agenzia Europea per le Democrazie Locali (ALDA) di Strasburgo. Il progetto nasce per verificare come viene applicato negli Stati membri il principio di precauzione sancito a livello europeo dal Trattato di Maastricht e prevede la creazione di sentinelle per l’ambiente che vigileranno sul territorio con compiti di segnalazione per scoraggiare gli abusi, ma anche di formazione nelle scuole o nelle piazze pugliesi e di proposta di soluzioni alle istituzioni.

E’ appena rientrata a Bari e a Brindisi la spedizione di cittadini pugliesi che ha portato a Bruxelles le emergenze ambientali della nostra regione proprio nei giorni in cui si riuniva la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo in scadenza il prossimo anno. Il gruppo di 15 rappresentati di associazioni, centri di ricerca e movimenti è stato ricevuto ufficialmente in visita alla Commissione Europea a margine del corso di preparazione degli attivatori del progetto COHEIRS (Osservatori Civici per la tutela della salute e l’ambiente), coordinato dall’Agenzia Europea per le Democrazie Locali (ALDA) di Strasburgo. Il progetto nasce per verificare come viene applicato negli Stati membri il principio di precauzione sancito a livello europeo dal Trattato di Maastricht e prevede la creazione di sentinelle per l’ambiente che vigileranno sul territorio con compiti di segnalazione per scoraggiare gli abusi, ma anche di formazione nelle scuole o nelle piazze pugliesi e di proposta di soluzioni alle istituzioni. Il progetto COHEIRS è stato ideato dal Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute dei Cittadini di Maglie (federazione apartitica che raccoglie oltre 40 associazioni), è diretto in Italia dall’ ISBEM (Istituto di ricerca salentino che ha di recente aperto un laboratorio per l’innovazione sociale) e si è classificato 1° su soli 6 progetti finanziati dall’Europa a fronte di oltre 100 richieste provenienti da 27 Paesi, conquistando anche l’Award 2013 COME UNO DEI MIGLIORI 3 PROGETTI europei dell’anno. Il progetto COHERIS si propone di estendere un modello salentino di successo, cioè quello della FEDERAZIONE DI ASSOCIAZIONI per convergere sui temi della tutela dell’ambiente e della salute. Il prossimo sabato 29 Giugno si svolgerà a Mesagne presso la sede dell’ISBEM (ex convento dei Cappucini, via Reali di Bulgaria; info 0831 713511) il 1° FORUM CITTADINANZA AMBIENTE E SALUTE come momento di convergenza delle associazioni salentine. Stesso percorso sarà seguito anche in Campania, dove l’ISBEM ha aperto un osservatorio di Etica Ambientale ad ACERRA (la città del famoso termovalorizzatore), in collaborazione con il Prefetto all’emergenza ambientale, il barlettano, Donato Cafagna. Le associazioni federate inizieranno il percorso di individuazione delle sentinelle volontarie (tutti i cittadini possono partecipare), che saranno iscritti all’albo prefettizio degli osservatori civici, con compiti di segnalazione di abusi ambientali alla polizia di Stato (il progetto infatti in partenariato col sindacato nazionale di polizia SILP CGIL). Le sentinelle gireranno con un distintivo su cui saranno ben visibili le dodici stelle gialle in campo blu della bandiera europea.

Gli animatori delle sentinelle ambientali hanno frequentato in questi giorni un apposito corso di formazione a Bruxelles, dove non sono però mancate iniziative di denuncia come “i cartelloni umani” raffiguranti le più gravi emergenze ambientali pugliesi (dall’ILVA di Taranto, alla centrale a carbone di Brindisi Cerano, dai cementifici/inceneritori di Taranto, Barletta e Galatina, alle discariche sulle falde acquifere di Bitonto, Corigliano d’Otranto e Nardò), che hanno attirato l’attenzione di altri gruppi di visitatori internazionali provenienti da Croazia, Spagna, Slovenia, Malta, Francia, Romania, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e balcani.

Tra un anno, la Commissione Europea attende il primo Report sulle criticità in termini di applicazione a livello locale del principio di precauzione, che stabilisce la necessità di prevedere momenti di oggettiva valutazione scientifica preliminare e dunque non successiva alla realizzazione di eventi a potenziale impatto ambientale (con studi non di parte come studi finanziati dagli interessati). Per quanto riguarda, invece, le criticità già presenti sul territorio, le direttive europee stabiliscono che il principio di precauzione deve fornire la guida all’applicazione delle migliori tecnologie disponibili (le cosiddette BAT, best available technologies). “Indubbiamente la materia su cui riflettere per la Puglia sono innumerevoli” – conclude il Dr. Prisco Piscitelli, medico epidemiologo e ricercatore ISBEM – “e l’Europa rappresenta un interlocutore a cui noi cittadini intendiamo ricorrere per vedere meglio tutelato l’ambiente in cui viviamo e dunque anche la nostra salute”.

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