mercoledì , 25 Novembre 2020

Ciao Ernesto

Lo ricordo come fosse ieri: io in sella alla mia vespa, rigorosamente senza casco, e lui ad inseguirmi per le vie della città.
In genere “vincevo” io, ma quanti “scupuzzuni” se riusciva ad acciuffarmi.
I suoi baffi, inconfondibili, che a stento riuscivano a mascherare il sorriso.

 Lo  ricordo come fosse ieri: io in sella alla mia vespa, rigorosamente senza casco, e lui ad inseguirmi per le vie della città.
In genere “vincevo” io, ma quanti “scupuzzuni” se riusciva ad acciuffarmi.
I suoi baffi, inconfondibili, che a stento riuscivano a mascherare il sorriso.
Gia un po’ di tempo fa il buon Dio aveva provato a fermarlo, ma lui no. Chiunque altro che non fosse stato il supervigileernesto si sarebbe preso una vacanza. Lui no. Lui, il “mio” COPS è tornato in strada.
Due giorni fa l’ho visto, metro in mano, a misurare distanze.
Oggi è un giorno triste. Un vero, irreprensibile uomo è volato in cielo.
Ciao Ernesto. Mi raccomando: non multare gli Angeli

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