domenica , 20 Settembre 2020

A Maglie 419.367€, a Melendugno 1.340.000 €, a Castellino -ZERO-

Apprendiamo da notizie di stampa che la Giunta Regionale della Puglia con delibera n°1244 del 4 luglio 2013 ha stanziato per la bonifica dell’ex inceneritore di Maglie e 1.340.000€ per la bonifica dell’ex discarica di rifiuti solidi urbani di Melendugno attingendo a specifici  fondi europei

Ricordando che anche il  territorio di Nardò ha sopportato una discarica di rifiuti solidi urbani, inusitatamente vicina al centro abitato, che tanti problemi ha provocato alla popolazione per le emissioni gassose, ci chiediamo per quali motivi le Amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi anni e gli staff tecnici Comunali non sono riusciti ad ottenere simili finanziamenti. Delle due una o non sono stati presentati progetti per procedere alla bonifica del sito di Castellino oppure le istanze presentate  non sono state ritenute meritevoli di finanziamento.

Apprendiamo da notizie di stampa che la Giunta Regionale della Puglia con delibera n°1244 del 4 luglio 2013 ha stanziato per la bonifica dell’ex inceneritore di Maglie e 1.340.000€ per la bonifica dell’ex discarica di rifiuti solidi urbani di Melendugno attingendo a specifici  fondi europei

Ricordando che anche il  territorio di Nardò ha sopportato una discarica di rifiuti solidi urbani, inusitatamente vicina al centro abitato, che tanti problemi ha provocato alla popolazione per le emissioni gassose, ci chiediamo per quali motivi le Amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi anni e gli staff tecnici Comunali non sono riusciti ad ottenere simili finanziamenti. Delle due una o non sono stati presentati progetti per procedere alla bonifica del sito di Castellino oppure le istanze presentate  non sono state ritenute meritevoli di finanziamento.

In ogni caso non si sono fatti sicuramente gli interessi del territorio e della popolazione.

La discarica di Castellino continua il suo letargo pericoloso perché da un momento all’altro potrebbe esplodere la bomba ecologica che nasconde senza che alcuno si ponga il problema di controllare, prevenire e disinnescare i pericoli che rappresenta.

Non risulta, infatti, che le autorità cittadine effettuino controlli approfonditi sulle condizioni chimico- fisiche dei rifiuti giacenti a Castellino, come non risultano mai fatti i controlli sulla tenuta del fondo della discarica per verificare eventuali perdite di percolato; come non risulta effettuato il controllo sulla tenuta della copertura apicale né risulta controllato il ripristino di questa stessa copertura nei tratti interessati, qualche anno addietro, da un misterioso incendio.

La consulta comunale dell’Ambiente ha già segnalato, all’inizio dello scorso marzo, la potenziale pericolosità della discarica e invitato a controlli serrati, a sorpresa e molto ma molto approfonditi con l’ausilio indispensabile delle strutture Nazionali e regionali preposte ai controlli in materia ambientale ricevendo in cambio un fragoroso silenzio.

L’Amministrazione comunale si deve rendere conto che la gestione dell’Ambiente non può risolversi solo nel piano di gestione del Parco di Portoselvaggio o nel Piano delle Coste  solo perché le scelte da effettuare promettono ricadute in consensi elettorali.

La gestione dell’Ambiente è globale comprese realtà pericolosissime come la ex-discarica di Castellino e quella cloaca a cielo aperto che è il torrente Asso su cui torneremo in seguito.

Associazione ambientalista FARE VERDE –

Gruppo locale di Nardo’

Il Responsabile

Graziano De Tuglie

 

 

 

 

 

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