martedì , 22 Settembre 2020

Deportiamoli….

Sgombero, liberazione, rimozione, spostamento, trasloco o….deportazione.
L’imminente arrivo della Ministra Kyenge pare aver scatenato una serie di reazioni a catena di una celerità raramente vista nella nostra città. Annuncio di ordinanza di sgombero seguito, a distanza di pochi minuti, dall’ordinanza stessa. Certo, l’arrivo di un Ministro è sempre cosa importante e, proprio per questo l’augurio è che nel prossimo futuro ne vengano altri nella nostra città, non si sa mai che le cose possano migliorare da un giorno all’altro.

Sgombero, liberazione, rimozione, spostamento, trasloco o….deportazione.
L’imminente arrivo della Ministra Kyenge pare aver scatenato una serie di reazioni a catena di una celerità raramente vista nella nostra città. Annuncio di ordinanza di sgombero seguito, a distanza di pochi minuti, dall’ordinanza stessa. Certo, l’arrivo di un Ministro è sempre cosa importante e, proprio per questo l’augurio è che nel prossimo futuro ne vengano altri nella nostra città, non si sa mai che le cose possano migliorare da un giorno all’altro.
Il punto, però, in questo caso è un altro. Le condizioni in cui si trovano i migranti all’interno della ex Falegnameria e nei campi limitrofi erano già note da tempo. Ne era a conoscenza anche il primo cittadino che incontrammo quando ci fu un incendio di sterpaglie nei pressi del luogo dove risiedono i migranti. Sinceramente non è che le cose allora fossero migliori di adesso.
Eppure il Sindaco, attraverso una serie di comunicati, si affannò a garantire che sarebbe comunque stati garantiti a queste persone quel minimo di servizi utili a farli sentire uomini e non animali.
Il centro in località “Scianne” fino ad ora si è dimostrato un flop: zero migranti per 30.000 euro spesi appaiono un’enormità. “Logisticamente” parlando quella di “Scianne” appare una soluzione veramente approssimativa. Lontano chilometri dal centro abitato, oltretutto in una città dove i collegamenti pubblici sono inesistenti. Fino ad ora, però, nessuno si era mosso, almeno apparentemente, per tentare di “convincere” i migranti a spostarsi nel nuovo centro di accoglienza.
Ora, grazie ad un sopralluogo della Asl del quale, sinceramente, non è che ce ne fosse proprio bisogno dal momento che era lampante la condizione in cui vivono i braccianti, si è “scoperto” che la ex Falegnameria non è adatta ad ospitare i migranti.
Bontà loro. Ma a noi un dubbio riamane. Se la Ministra non fosse venuta a Nardò sarebbe accaduto tutto ciò?

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