venerdì , 30 Ottobre 2020

Chiese aperte, ristoranti chiusi! Ma quando crescerà Nardò?

Serata di ferragosto, il centro cittadino pieno di turisti che approfittano del progetto “Chiese aperte” ma ristoranti chiusi.
A parte un paio di eccezioni, infatti, la maggior parte delle attività di ristorazione nel borgo antico risultavano chiuse. Eppure che almeno la settimana centrale di agosto potesse portare clientela dovrebbe essere cosa nota a tutti.

Serata di ferragosto, il centro cittadino pieno di turisti che approfittano del progetto “Chiese aperte” ma ristoranti chiusi.
A parte un paio di eccezioni, infatti, la maggior parte delle attività di ristorazione nel borgo antico risultavano chiuse. Eppure, che almeno la settimana centrale di agosto potesse portare clienti dovrebbe essere cosa nota a tutti.
Nardò, oramai, appare come una città amorfa nella quale i cittadini appaiono sfiduciati da anni di immobilismo e aberrazioni e nella quale spaesati turisti sono costretti ad andare alla ricerca spasmodica di luoghi dove trascorrere la serata.
Quest’anno anche la nostra città pare essere stata coinvolta nell’effetto “Salento” che ha fatto giungere nel tacco d’Italia decine di migliaia di vacanzieri provenienti da tutta Italia e non solo. E, forse, mai come quest’anno qualcosina da parte di questa amministrazione comunale, che però è pronta a smentirsi immediatamente con manifestazioni assurde, è stato fatto nel tentativo di riportare un minimo di vita nella città vecchia.
Evidentemente ci deve essere un problema alla base, una sorta di maledizione atavica che non vuole lo sviluppo turistico della nostra cittadina. E non è che si possa dare sempre la colpa agli amministratori anche se questi ultimi certamente non esenti da responsabilità.
Occorre un cambio di rotta rapido se non si vuole uccidere definitivamente le speranza in un futuro migliore per la nostra città.

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