lunedì , 26 Ottobre 2020

Caro Sambati, proprio perché l'Ambiente per noi è prioritario, chiediamo una nuova progettazione per dotare Porto Cesareo di rete fognaria

Sambati difende il progetto dell’AQP (per risolvere la questione della rete fognaria di Porto Cesareo anche attraverso il collettamento dei reflui allo scarico a mare del depuratore di Nardò), con la stessa caparbietà con cui si è contrapposto all’ampliamento dell’Area Marina Protetta al tratto di mare prospiciente Portoselvaggio. Ampliamento che avrebbe dato lustro non solo alla stessa AMP, ma anche all’Ambiente ricompreso in tutto l’arco ionico – salentino.

Sambati difende il progetto dell’AQP (per risolvere la questione della rete fognaria di Porto Cesareo anche attraverso il collettamento dei reflui allo scarico a mare del depuratore di Nardò), con la stessa caparbietà con cui si è contrapposto all’ampliamento dell’Area Marina Protetta al tratto di mare prospiciente Portoselvaggio. Ampliamento che avrebbe dato lustro non solo alla stessa AMP, ma anche all’Ambiente ricompreso in tutto l’arco ionico – salentino.

Eppure continua a dichiarare che: “l’Ambiente non conosce confini amministrativi”. Forse per Sambati questa regola vale solo quando in gioco c’è il suo “campanile”?

Infatti, l’ex ammistratore cesarino in una nota con cui saluta entusiasticamente l’incontro avvenuto nei giorni scorsi in Regione sul problema della rete fognaria di Porto Cesareo ha “benedetto” il progetto esistente (che non prevede, tra l’altro, neanche il riuso delle acque), nonostante svariate volte e con motivazioni tecniche e sentenze giudiziarie “alla mano”, abbiamo dimostrato che, a nostro avviso,  non bastano correttivi di natura tecnica per poterlo attuare.

Bisogna, a parer nostro, “resettare” tutto e aprire un tavolo istituzionale con tutti gli Enti interessati dando la stura ad un altro progetto che parta dall’individuazione di un nuovo sito per il depuratore di Porto Cesareo (anche perché, su quello che è rimasto della struttura esistente, pende una sentenza del TAR Lecce che lo rende ad oggi inutilizzabile) in modo che il recapito finale a mare non coincida (come quello attuale) con la zona “A” dell’Area Marina Protetta. In questo modo si potrebbe chiedere una deroga allo scarico al Ministero e si risolverebbero una volta per tutte le questioni tecnico – giuridiche dell’attuale progetto, rispettando anche le valutazioni dell’Assessore Barbanente quando giustamente sostiene che scarichi concentrati di reflui provenienti da depuratori di località turistiche (quindi soggetti a variabili difficilmente controllabili dovute agli afflussi turistici) potrebbero rappresentare un vulnus ambientale per il territorio.

 

Mino Natalizio – consigliere di amministrazione Area Marina Protetta

 

 

 

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