sabato , 31 Ottobre 2020

Scarichi fognari di Porto Cesareo nel recapito finale di Nardò: attenzione agli "effetti cumulativi"

Ieri, in occasione della consegna delle firme per la petizione popolare “Mai più senza fogna” promossa dal Circolo locale di Legambiente di Porto Cesareo, il Presidente Vendola ha, tra l’altro, dichiarato: “…il problema è mettere d’accordo il Comune di Porto Cesareo con il Comune di Nardò. Porto Cesareo non può fare nulla perché tutta la costa è sottoposta a vincolo ed è Area Marina Protetta, per cui l’unica modalità per smaltire il proprio refluo ê quello di collegarsi al depuratore di Nardò. Noi ascolteremo, lo avevamo già fatto in passato, le ragioni di Nardò ben consapevoli che occorre sciogliere il nodo”.

Ieri, in occasione della consegna delle firme per la petizione popolare “Mai più senza fogna” promossa dal Circolo locale di Legambiente di Porto Cesareo, il Presidente Vendola ha, tra l’altro, dichiarato: “…il problema è mettere d’accordo il Comune di Porto Cesareo con il Comune di Nardò. Porto Cesareo non può fare nulla perché tutta la costa è sottoposta a vincolo ed è Area Marina Protetta, per cui l’unica modalità per smaltire il proprio refluo ê quello di collegarsi al depuratore di Nardò. Noi ascolteremo, lo avevamo già fatto in passato, le ragioni di Nardò ben consapevoli che occorre sciogliere il nodo”.

Ebbene, questa potrebbe essere l’ennesima occasione per ribadire e dimostrare alla Regione (e non solo) che la Comunità neritina non è contraria allo scarico dei reflui di Nardò e Porto Cesareo in un unico recapito finale per mere (o miopi) ragioni campanilistiche, ma per evidenti motivazioni tecnico – giuridiche che più volte in passato abbiamo avuto modo di sottolineare (che pertanto, ci sembra superfluo ribadire) e che a tutt’oggi sono rimaste senza risposta.

A tanto aggiungiamo gli “effetti cumulativi” che lo scarico unico dei reflui di Nardò e Porto Cesareo nel recapito finale del mare di Torre Inserraglio potrebbe avere anche alla luce dello studio effettuato dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) – Istituto di Ricerca sulle Acque – di Bari in collaborazione con il Gruppo Speleologico Neritino e il biologo Salvatore Inguscio dal quale si potrebbe ipotizzare che la Vora delle Colucce (che è un inghiottitoio naturale) recapito finale di oltre una decina di depuratori del Salento che scaricano nel canale Asso, farebbe terminare le acque che in essa convogliano, nel tratto di costa tra Portoselvaggio e S. Isidoro. Se ciò fosse confermato e se si considera che lo scarico dei reflui di Torre Inserraglio è ricompreso in quel tratto di mare, le conseguenze sono facilmente immaginabili.

È appena il caso di evidenziare, inoltre, che tra qualche anno i fanghi prodotti dai reflui che vanno a finire nella Vora delle Colucce (tra l’altro dai campionamenti effettuati nell’ambito dello studio in questione è stato riscontrato il polio virus) potrebbero provocare un substrato che renderebbe impermeabili le rocce carsiche che attualmente fungono da filtro (limitando ma non eliminando gli agenti inquinanti) facendo probabilmente aumentare il carico inquinante che potrebbe finire in quel tratto di mare.

Per questo sono pienamente condivisibili le dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa dell’Assessore Angela Barbanente (il cui spessore e la cui meritocrazia sono ormai note a tutti), quando afferma che: “La concentrazione degli scarichi è sicuramente un problema per la salute e, se siamo in buona fede, dobbiamo ammettere che non può esservi efficienza depurativa degli impianti tradizionali quando gli scarichi sono variabili come nei centri turistici (leggi Nardò e Porto Cesareo – nda-)…”.

Ecco perché, insistiamo al fine di dotare Porto Cesareo di sistema fognario in modo “indipendente” dal Comune di Nardò. Le soluzioni tecniche potrebbero essere trovate e i siti per una diversa localizzazione delle opere potrebbero essere oggetto di studio da parte di Regione e AQP.

È necessaria però, la volontà politica, soprattutto della Regione, per raggiungere lo scopo.

C’è quindi, a nostro avviso, la possibilità  di “rideterminarsi” sulle previsioni progettuali per evitare che per aggiustare un “campanile” se ne sfasci irrimediabilmente un altro.

Noi x Nardò
Mino Natalizio – Coordinatore
Paolo Maccagnano – Consigliere Comunale

 

 

 

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