martedì , 27 Ottobre 2020

RICONVERSIONE SAMBIASI: atto III

L’accordo siglato tra il governatore Vendola e il sindaco di Nardo’ sul protocollo d’intesa ha provocato polemiche demagogiche, anacronistiche e fuori da ogni logica.

Una riflessione seria e scevra da posizioni strumentali non può prescindere dal contesto generale del servizio sanitario del nostro Paese che presenta da sempre una pericolosa disomogeneità per costi e qualità di servizi.

L’accordo siglato tra il governatore Vendola e il sindaco di Nardo’ sul protocollo d’intesa ha provocato polemiche demagogiche, anacronistiche e fuori da ogni logica.

Una riflessione seria e scevra da posizioni strumentali non può prescindere dal contesto generale del servizio sanitario del nostro Paese che presenta da sempre una pericolosa disomogeneità per costi e qualità di servizi.

E’ mutato profondamente anche il cosiddetto “quadro epidemiologico”: oggi il 40% della popolazione è interessato da patologie croniche!

I cambiamenti sociali (malati cronici e anziani crescono sempre di più) hanno reso da tempo del tutto inadeguato il sistema fondato su piccoli ospedali di zona.

L’ospedale è solo una parte dell’intera organizzazione dell’offerta sanitaria complessiva che deve garantire servizi equi, mirati e soprattutto di qualità. La Puglia con il piano di riordino sta cercando di superare il gap con l’offerta sanitaria di alcune regioni virtuose del Nord dove, negli anni 80/90 è stato adottato il nuovo modello organizzativo sanitario e dove polemiche e posizioni campanilistiche sono state superate da assetti più rispondenti alle esigenze quotidiane di salute dei cittadini.

Più volte negli ultimi mesi sono intervenuto per esprimere la mia preoccupazione sul futuro della sanità a Nardò, dal momento che è forte il rischio che alla chiusura dell’ospedale (decretata con legge regionale del 19 luglio del 2008) non segua una contestuale ed efficiente riconversione della struttura, con il potenziamento dell’assistenza territoriale.

E’ il momento di abbandonare per sempre il campo delle polemiche per mettere finalmente in atto azioni concrete. E’ il momento, senza attendere ancora, di dare corpo a Nardò ad un nuovo modello organizzativo sanitario  efficace e adeguato alle esigenze di una città di 32.000 abitanti e alle comunità dei territori vicini.

Per queste ragioni ho sollecitato da tempo l’avvio di una seria interlocuzione con la Regione per ricercare la volontà di voltare pagina, per sollecitare nuovi investimenti. E’ venuto il momento di investire in sanità a Nardò. Ora!

La firma del  protocollo d’intesa ci offre finalmente uno spiraglio di luce (dopo anni di buio); rappresenta il punto di partenza, non quello di arrivo. Ma è una tappa importante per ricostruire una rete di nuovi servizi sanitari e ridare dignità alla nostra città.

La strada intrapresa oggi non ha alternative.

Sbagliano fantomatici esperti del settore sanitario ad accanirsi in sterili polemiche (piene di demagogia) che non fanno altro che alimentare false aspettative tra i cittadini, i quali hanno il diritto di pretendere dagli amministratori rispetto e lungimiranza.

Roberto My

Consigliere comunale

 

 

 

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