mercoledì , 28 Ottobre 2020

Agorà dice la sua sulla chiusura dell'ospedale

Abbiamo appositamente aspettato che l’ovvio (e patetico) scambio di accusa sulla firma del Protocollo d’Intesa sulla riconversione del San Giuseppe Sambiasi terminasse, per dire la nostra.

Abbiamo appositamente aspettato che l’ovvio (e patetico) scambio di accusa sulla firma del Protocollo d’Intesa sulla riconversione del San Giuseppe Sambiasi terminasse, per dire la nostra.
La vicenda “chiusura” ospedale ha radici lontane ed è dovuta, a nostro avviso, alla assoluta mancanza di politici di rilievo nella nostra città nell’ultimo decennio ed oltre. Se non fosse così, infatti, non sarebbe possibile capire come Fitto prima e Vendola poi abbiamo potuto prendere in giro i neritini ripetutamente e pedissequamente ad ogni tornata elettorale.
Mentre in altre città, infatti, le proteste dei cittadini contro la chiusura degli ospedali venivano quasi sempre accompagnate dalle dure prese di posizione degli esponenti politici locali, a Nardò, invece, si è sempre assistiti a scambi di accuse reciproche su chi fosse il vero responsabile della chiusura dell’ospedale. Una lotta fra “poveri” sulla pelle dei cittadini buona, forse, a lavarsi le coscienze ma non ad ottenere reali “effetti” in quel di Bari.
Se a sinistra davano la colpa della chiusura del nosocomio neritino a Fitto a destra rispondevano scaricando la responsabilità su Vendola. Così si è andato avanti senza eccezioni, se non quella del Comitato “Spes Civium” che da sempre e, questa volta, con i fatti, si è opposto al San Giuseppe Sambiasi.
Nardò paga la mancanza assoluta di una classe dirigente valida che potesse contrastare in maniera forte le decisioni regionali. Che Nardò sia stata sempre vista come una terra di conquista elettorale è sotto gli occhi di tutti. Come dimenticare, ad esempio, le promesse “vendoliane” o “risiane” che dichiararono in campagna elettorale l’assoluta impossibilità che Nardò, il comune sulla carta più grande della provincia di Lecce, potesse rimanere senza ospedale. Non da meno, certamente, quelle di Fitto.
Ora, a fuochi sparati, è ripresa la corsa allo scarico delle responsabilità come se l’unica cosa importante fosse stabilire di chi siano le colpe e non , come dovrebbe essere, il tentativo ultimo (quasi impossibile) di evitare la chiusura del Sambiasi.
A noi francamente poco importa di chi sia la responsabilità anche se sono fresche nella nostra mente le promesse dell’ultima campagna elettorale, quando con videomessaggi e dichiarazioni varie si tentò di tranquillizzare i cittadini per racimolare consensi. 
Ora ai cittadini, badate bene ai cittadini non ai politici, non rimane altro che prendere atto di questo protocollo d’intesa, peraltro siglato quasi alla chetichella (il che, conoscendo l’enfasi con la quale alcuni amministratori locali annunciano qualsiasi iniziativa, fa pensare che un pochino si vergognassero di tale accordo), e subirne le conseguenze.
A cosa serva ora manifestare è tutto da scoprire. Forse sarebbe utile (e doveroso) denunciare….ma questa è tutta un’altra storia….

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