giovedì , 29 Ottobre 2020

Se il Comune non presenta il ricorso al Tar ci pensa la Camera forense

Partono le prime iniziative giudiziarie per salvare il Tribunale di Nardò.

La Camera forense neritina, infatti, ha già dato incarico agli avvocati Paolo Gaballo e Michele Bonsegna di promuovere un ricorso per l’annullamento dei provvedimenti adottati dal Ministero della Giustizia contro il Tribunale di Nardò.

I legali, in particolare, promuoveranno un ricorso ad adiuvandum innanzi al TAR Lazio nel giudizio instaurato dall’O.U.A. (organismo unitario dell’avvocatura) e da numerosi Ordini degli avvocati per l’annullamento degli atti con cui il Ministero della Giustizia ha disposto la riorganizzazione degli uffici giudiziari.

Partono le prime iniziative giudiziarie per salvare il Tribunale di Nardò.

La Camera forense neritina, infatti, ha già dato incarico agli avvocati Paolo Gaballo e Michele Bonsegna di promuovere un ricorso per l’annullamento dei provvedimenti adottati dal Ministero della Giustizia contro il Tribunale di Nardò.

I legali, in particolare, promuoveranno un ricorso ad adiuvandum innanzi al TAR Lazio nel giudizio instaurato dall’O.U.A. (organismo unitario dell’avvocatura) e da numerosi Ordini degli avvocati per l’annullamento degli atti con cui il Ministero della Giustizia ha disposto la riorganizzazione degli uffici giudiziari.

Nel giudizio sono già intervenuti diversi Comuni d’Italia, tra cui quello di Ginosa, rivendicando le ragioni a sostegno delle rispettive sedi di Tribunale.

Ora, in difesa del Tribunale di Nardò, interverrà anche la Camera forense neritina, in rappresentanza dei legali dei Comuni di Galatone, Nardò, Copertino, Leverano e Porto Cesareo.

Particolarmente interessante risulterà la discussione sull’illegittimità costituzionale delle Leggi emanate dallo Stato per la riorganizzazione giudiziaria.

“Nel nostro atto giudiziario”, evidenzia l’avv. Paolo Gaballo, “supporteremo l’eccezione di illegittimità costituzionale della Legge per la violazione di diverse norme e principi stabiliti dalla nostra Costituzione. Il Tribunale di Nardò, infatti, rispetta ampiamente tutti i requisiti a tal fine stabiliti, risultando, altresì, ubicato in una sede idonea dal punto di vista strutturale/organizzativo e per la quale lo Stato ha di recente investito cospicue risorse economiche, come risulta dalla documentazione in nostro possesso”.  

 

 

 

 

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