giovedì , 29 Ottobre 2020

Piano rifiuti, primo emendamento: Stop incenerimento alla Colacem. Galati e Losappio (Sel): «È l'ora della verità»

Sel ha depositato nelle scorse ore i primi dieci emendamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (PRGRU).Tra di essi spiccano quattro emendamenti a firma dei consiglieri regionali  Michele Losappio (già assessore all’ecologia della Regione Puglia) e Antonio Galati. I quattro emendamenti mirano a rendere residuale la scelta della  termovalorizzazione del Css e, nello specifico, alla sua esclusione nello stabilimento Colacem di Galatina.

Sel ha depositato nelle scorse ore i primi dieci emendamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (PRGRU).Tra di essi spiccano quattro emendamenti a firma dei consiglieri regionali  Michele Losappio (già assessore all’ecologia della Regione Puglia) e Antonio Galati. I quattro emendamenti mirano a rendere residuale la scelta della  termovalorizzazione del Css e, nello specifico, alla sua esclusione nello stabilimento Colacem di Galatina.

«È l’ora della verità – sottolinea il consigliere Galati – Le pressioni a favore dell’incenerimento sono tante e forti. Più forte ancora dev’essere la genuina mobilitazione della buona politica, della società civile, dei singoli cittadini: ora è necessario alzare al massimo il livello di attenzione. È in momenti come questi che si disegna il futuro di un territorio che ha già espresso con grande nettezza il suo “no” all’ennesimo impatto industriale sulla sua terra e sulla sua aria. Incenerire rifiuti nel cementificio di Galatina sarebbe una scelta sbagliata, antistorica e contraria all’ambientalismo maturo e consapevole: il rifiuto è una risorsa da valorizzare con il riciclo e il recupero e non un combustibile da gettare in un forno.

Ai consiglieri di maggioranza e opposizione, agli enti locali, alle associazioni del territorio rinnovo quindi il mio appello – dice Galati – stateci vicini in questa battaglia, non semplice, a favore dell’ambiente e della salute»

In sostanza gli emendamenti firmati da Galati e Losappio hanno tre obiettivi differenti, dal più generale al più specifico: il primo è quello di cassare la scelta di incenerire quello che fino a poco tempo fa veniva chiamato combustibile derivato da rifiuti, potenziando invece il recupero di materia; il secondo è quello di escludere dal Piano la termovalorizzazione di rifiuti in impianti che non siano già in possesso della specifica Aia; il terzo, conseguente all’ordine del giorno che venne approvato dal consiglio regionale il 20 luglio 2011, specifica l’esclusione dell’impianto Colacem di Galatina (come già avvenuto per l’impianto Enel di Cerano) dall’impiego di Css da termovalorizzare.

«Consideriamo come marginale e residuale la pratica dell’incenerimento della parte secca del rifiuto – aggiunge Losappio – e proponiamo che venga di fatto sostituita dall’opzione del recupero di materia così come indicato da ARPA nel report ambientale nel quale denuncia ‘l’incenerimento come la peggior scelta dopo il conferimento in discarica’.

Si eviterà in questo modo di trasformare la Puglia in una grande calamita del CSS di tutta Europa, come già avviene nelle discariche per i rifiuti speciali. Un rischio reale che scatterebbe con la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla termovalorizzazione per ogni singolo impianto – conclude l’ex assessore regionale – dalla Colacem alla Cementir, dal raddoppio di Appia Energy al termovalorizzatore di Modugno, e che il Piano deve escludere puntando su altre scelte strategiche».

Il dibattito sul Piano rifiuti, finora alle battute preliminari, entrerà nel vivo il 18 settembre con la discussione degli emendamenti nella Commissione regionale Ambiente, che ha il compito di predisporre il testo definitivo, che poi approderà nell’aula del Consiglio regionale in tempi che si preannunciano piuttosto brevi.

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