sabato , 31 Ottobre 2020

La donna aggredita dai cani e la nota di Vittorio Marras

Ci ho pensato e ripensato ma non riesco a comprendere, sarà certamente una mia mancanza, in cosa avrei sbagliato e cosa avrei dovuto fare in più rispetto ai passi compiuti per verificare la notizia.

Ci ho pensato e ripensato ma non riesco a comprendere, sarà certamente una mia mancanza, in cosa avrei sbagliato e cosa avrei dovuto fare in più rispetto ai passi compiuti per verificare la notizia.
Sto parlando dell’aggressione da parte di alcuni cani randagi nei confronti di una donna in via Vaglio, avvenuta nella tarda serata di venerdì. Una volta acquisita la notizia, infatti, ho subito inviato un mio collaboratore nei pressi dell’abitazione del marito della donna aggredita. Nonostante il racconto fosse chiaro, ho chiesto ed ottenuto copia del referto del punto di primo soccorso dell’ospedale di Nardò. Non contento di ciò, ho anche parlato con la “vittima” dell’aggressione la quale mi ha confermato la versione del marito.
Non riesco a capire, dunque, in che altro modo avrei dovuto verificare la notizia. Inoltre, non riesco a comprendere in quale punto avrei “trasformato le strade di Nardò in un’arena dove il cittadino viene sacrificato alle belve feroci”. Che il randagismo nella nostra città rappresenti un potenziale pericolo, invece, è sotto gli occhi di tutti. Basterebbe fare un giro a piedi o in bicicletta per rendersi conto di quanti rischi si corrano. A meno che non si voglia aspettare che ad essere aggredito sia un bimbo per correre ai ripari.
Tuttavia, dal momento che Agorà non si “nasconde”, come spesso fanno altri, vi riportiamo la nota ricevuta dal signor Vittorio Marras.
Roberto De Pace

Qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo sull’aggressione di tre cani randagi ai danni di una signora che passeggiava in via O. Vaglio; stando al racconto dell’autore la signora è stata sbranata da questi tre cani tanto che sono stati necessari 17 punti di sutura per le ferite riportate.
Essendo lo scrivente abitante in via O. Vaglio ho voluto verificare la veridicità dei fatti ,cosa che peraltro avrebbe dovuto fare il “giornalista” che ha riportato la notizia, ho costatato che la signora oggetto dell’aggressione gode di ottima salute, aldilà di qualche cerottino e di un indubbio spavento. Dei tre cani, uno era di proprietà della signora che per difenderlo ha subito il “danno”.
Ora mi chiedo, fermo restando il problema del randagismo o di chi lo alimenta,: è mai possibile che chi dovrebbe fare un’informazione seria incappa in certi errori affidandosi purtroppo alla stupidità del soggetto da cui ha attinto la notizia e trasformando nello stesso tempo le strade di Nardò in un’arena dove il cittadino viene sacrificato alle “belve feroci”.
Pensare che l’uomo da quindicimila anni ha per migliore amico il cane, ora purtroppo è un essere da sacrificare.

 

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