martedì , 27 Ottobre 2020

Mellone: Il testo del mio discorso

Buongiorno a tutti Voi. Voglio ringraziare tutti gli amici accorsi qui quest’oggi: i cittadini naturalmente ma anche tutti coloro che hanno un incarico pubblico a vario livello.

Quando gli amici dell’opposizione mi hanno proposto d’organizzare questa manifestazione, ho accolto la proposta con entusiasmo.  Non dimentico, naturalmente, per onestà intellettuale, i momenti di contrasto con gli amici del Pdl sul differente modo di fare opposizione piuttosto che su una diversa visione della società ma ritengo che questa manifestazione vada nell’interesse della città e debba superare anche questi steccati. Ritengo, infatti, che questa Città, la seconda della Provincia dopo Lecce, abbia abdicato da tempo al proprio ruolo, si sia imbolsita, sia incapace d’indignarsi, protestare, scendere in piazza, dire la propria. Ebbene la Vostra presenza qui quest’oggi, amici miei, segna l’inizio mi auguro di una nuova era per Nardò, un’epoca in cui la maggioranza silenziosa scende finalmente in piazza per dire la propria. Un momento in cui la nostra gente ha il coraggio d’arrabbiarsi coi propri rappresentanti e riesce a far cambiare loro idea col coraggio delle proprie ragioni. Troppo a lungo siamo rimasti in silenzio, troppo spesso abbiamo subito senza fiatare e batter ciglio! E cos’è la democrazia, cari amici, se non partecipazione?

Buongiorno a tutti Voi. Voglio ringraziare tutti gli amici accorsi qui quest’oggi: i cittadini naturalmente ma anche tutti coloro che hanno un incarico pubblico a vario livello.

Quando gli amici dell’opposizione mi hanno proposto d’organizzare questa manifestazione, ho accolto la proposta con entusiasmo.  Non dimentico, naturalmente, per onestà intellettuale, i momenti di contrasto con gli amici del Pdl sul differente modo di fare opposizione piuttosto che su una diversa visione della società ma ritengo che questa manifestazione vada nell’interesse della città e debba superare anche questi steccati. Ritengo, infatti, che questa Città, la seconda della Provincia dopo Lecce, abbia abdicato da tempo al proprio ruolo, si sia imbolsita, sia incapace d’indignarsi, protestare, scendere in piazza, dire la propria. Ebbene la Vostra presenza qui quest’oggi, amici miei, segna l’inizio mi auguro di una nuova era per Nardò, un’epoca in cui la maggioranza silenziosa scende finalmente in piazza per dire la propria. Un momento in cui la nostra gente ha il coraggio d’arrabbiarsi coi propri rappresentanti e riesce a far cambiare loro idea col coraggio delle proprie ragioni. Troppo a lungo siamo rimasti in silenzio, troppo spesso abbiamo subito senza fiatare e batter ciglio! E cos’è la democrazia, cari amici, se non partecipazione?

 

A dire il vero, con cadenza piuttosto regolare, sul tema Ospedale, anche in questa Città, si è scesi in piazza per mettere in atto proteste a cui non sono però seguite azioni istituzionali concrete ed adeguate. E’ mancata a questa Città una classe dirigente in grado di far valere le ragioni della nostra Terra. Per 60 anni la partitocrazia si è spartita la torta, anche in materia sanitaria, aprendo reparti, ampliando e riducendo, in base alle esigenze dei fedelissimi.  Il nostro ospedale è stato trasformato in “postificio” piegando la salute alle necessità dei potenti di turno!

Ho ascoltato, in queste ore, tanti amici che si erano già arresi, che dicevano: ormai è tutto deciso, non c’è più nulla da fare. Ebbene voglio ricordare cosa è successo in queste ore a Gallipoli, dopo le proteste dei mesi scorsi, nel centro jonico è stata decisa dalla Regione Puglia la riapertura del reparto di Rianimazione! Protestare, quindi, amici miei, serve! Purchè lo si faccia con convinzione e si sappia cosa chiedere! Nulla è deciso per sempre, tutto può essere modificato. Basta ci sia la volontà politica di farlo…

L’intreccio tra politica ed ospedale, dicevamo, ha radici storiche profondissime che affondano nel cuore della prima Repubblica. Ma questa sera ci accontentiamo di raccontare, o almeno io mi accontento, gli ultimi 13 anni di politica sanitaria in Puglia e dei suoi effetti nefasti su Nardò. Ho ancora negli occhi, seppur giovanissimo, ho 29 anni, la campagna elettorale del centrosinistra del primo Vendola nel 2005, una campagna impostata più sul cuore che sulla ragione. Una campagna in cui ogni morto in ospedale era colpa di Fitto!

Il Piano di Riordino Fitto-Palese aveva causato numerosi malcontenti, soprattutto a Nardò. La chiusura del reparto di ostetricia, un fiore all’occhiello per la realtà neretina, aveva causato vibranti e, a mio avviso, sacrosante proteste. Proteste che sfociarono, nel corso di quel famoso consiglio comunale monotematico, in gesti molto duri nei confronti dell’ex presidente Fitto. Gesti e atteggiamenti di rabbia, magari eccessivi ma sacrosanti nei confronti di una classe dirigente talvolta troppo ragionieristica che ha regalato la Regione Puglia coi suoi errori, nelle mani di un poeta senz’arte né parte. E’, infatti, vero che la poesia non serve in politica ma la politica deve anche saper parlare al cuore della gente. La coraggiosa presenza a Nardò del presidente Fitto in quel 2004 fu un tentativo esemplare d’ascolto e dialogo con le popolazioni locali, peccato che lo si sia fatto a piano approvato. Va, però, dato atto al ministro Fitto di aver marcato una differenza abissale rispetto alla sinistra del confronto (si fa per dire!) presieduta dal presidente Vendola che a Nardò da allora non ha più avuto il coraggio di tornare se non per seratine glamour!

Il piano di Fitto, seppur a mio avviso sbagliato, aveva una sua ratio di fondo ed una idea di sanità. Un’idea che, almeno a Nardò, non si è stati in grado di comunicare. Un’idea che non abbiamo avuto il coraggio di cambiare integrandola coi suggerimenti della popolazione locale. Detto ciò, per onestà intellettuale, passo al campo dei Signori che oggi governano Nardò e la Regione Puglia. Deve restare scolpita nella testa di ognun di Voi quella serata del maggio 2011, sono passati poco più di 2 anni, in cui a piazza Salandra fu proiettato un video del presidente Vendola. Con quel video il profeta di Terlizzi faceva il suo endorsement per il candidato sindaco Risi. A seguire, il candidato sindaco neretino di Sel, tesseva le lodi del presidente e ricordava come con lo stesso avesse un rapporto personale che gli consentiva di fare pressioni che portassero alla riapertura del San Giuseppe Sambiasi!

O come dimenticare quello spot elettorale della coalizione di Risi dove gli oggetti all’interno dell’ospedale scomparivano e la voce fuori campo affermava con sicumera: “Nardò, il secondo centro della Provincia dopo Lecce, non può restare senza il proprio Ospedale!” Peccato che sia successo esattamente il contrario con strette di mano a favor di flash tra Vendola e il sindaco, quel Risi traditore della nostra Città!

Ebbene la realtà è sotto i nostri occhi, il San
Giuseppe Sambiasi non solo non è stato riaperto ma ogni reparto, nessuno escluso, è stato chiuso! Come chiuso è stato anche il nostro importantissimo, essenziale direi, Pronto Soccorso! Il nostro nosocomio è stato ridotto ad un misero Poliambulatorio di Terzo Livello. E qui veniamo alla propaganda di queste ore. Un sindaco che ha il coraggio di pubblicizzare come un successo la svendita del suo territorio. Cos’è infatti un Poliambulatorio di Terzo Livello? Ebbene ve lo spiego io: è un Centro in cui verranno trasferiti gli uffici situati presso la zona 167 e in cui si potranno effettuare interventi di cataratta, tunnel carpale e dulcis in fundo… emorroidi!

E pensare che il sindaco Risi, con la solita faccia di bronzo che lo contraddistingue, ha parlato di 80 interventi al giorno! Evidentemente è al corrente di una imminente epidemia di emorroidi nel nostro Comune!

Un sindaco che svende la propria Città col sorriso sulle labbra stringendo la mano al nostro carnefice non è il mio sindaco, non può essere il sindaco di una grande Città come Nardò! Questa è una vera e propria resa. Un primo cittadino che si arrende senza neppure combattere ha tradito prima che i suoi elettori, tutta la sua comunità! E lui, gli e lo ricordo, ha in tasca una tessera, quella del Pd, che non gli consente di parlare di centrosinistra regionale come di un corpo estraneo essendone, egli stesso un esponente ed essendo stato eletto col supporto determinante di Sinistra Ecologia e Libertà. Ma perché tanta prostrazione davanti al potente Vendola? Bhe, è facile dirlo, dopo i litigi dei mesi scorsi coi sellerini neretini sul caso migranti era necessario, essenziale direi, per lui, recuperare i rapporti con Vendola. Lo ha fatto svendendo il nostro Ospedale e magari riconvertendolo, come auspicato dall’assessore Elena Gentile, a Ospedale per migranti! Come se la sanità potesse e dovesse essere garantita solo ad alcuni, come se il Giuramento di Ippocrate non esistesse. E non dimentichiamo che l’assessore Gentile è dello stesso Partito di Risi, il Pd. Un Risi imbarazzante che, mentre la Gentile proponeva di realizzare un nosocomio solo per migranti nel corso di un pubblico incontro nel chiostro dei Carmelitani, zittiva le lamentele dei nostri concittadini anziché zittire le baggianate pronunciate dal suo assessore regionale!

E’ per questo che, oggi, da qui, faccio appello a tutti quei neretini che in buona fede hanno votato per Vendola, e sono tanti, ritenendolo un’Alternativa credibile agli errori del centrodestra, o che hanno votato per Risi credendo alle sue promesse e ritenendo che il suo rapporto personale con Vendola potesse aiutare la nostra Città: scendete anche Voi in piazza, non tutto è perduto! Fissiamo degli obiettivi essenziali e raggiungibili e perseguiamoli, anche con l’aiuto dei nostri amici che siedono in Regione tra i banchi dell’opposizione.

Un Pronto soccorso efficiente in grado di stabilizzare qualsiasi situazione gli si presenti affiancato da un efficiente reparto di Medicina d’Urgenza. Mezzi di collegamento coi centri vicini per garantire ai  nostri anziani senza mezzi di locomozione un trait d’union con i nosocomi di Copertino e Galatina. Un centro per la natalità che consenta ai neretini di tornare a nascere a Nardò!

L’Ospedale è di tutti e non può essere utilizzato per placare le esigenze lavorative di personaggi politicizzati, con tessera di partito o magari essi stessi direttamente impegnati in politica! Basta con le consulenze da 50.000 euro annui agli amici e agli amici degli amici.

Meno centri di fecondazione assistita per pochi, più ospedali per tutti!

La sanità è un diritto di tutti, dovrebbero saperlo bene i compagni di Sel che continuano a sciacquarsi la bocca parlando di sanità pubblica sulle tv nazionali salvo privattizzare tutto ciò che è privatizzabile in Puglia! Non è possibile garantire il diritto alla cura solo ai più ricchi con costosissime visite private in studi medici specialistici con professionisti spesso dediti all’evasione fiscale!

Più legalità, più diritti, più welfare. Nessuno nella Nardò e nella Puglia dei miei sogni può aver timore per la salute dei propri padri e per quella dei propri figli! Grazie…

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

 

 

 

 

 

 

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