martedì , 27 Ottobre 2020

Saluto del Sindaco di Nardò al nuovo Vescovo Mons. Fernando Filograna **CON FOTO**

Reverendissima Eccellenza, caro nostro Vescovo,

con grande onore, con grande emozione, con grande speranza, a nome della cittadinanza di Nardò, a nome di tutte le comunità della diocesi di Nardò-Gallipoli, Le porgo il saluto di benvenuto nella nostra storica e accogliente città. Le porgo il saluto di benvenuto nell’accogliente terra di questa diocesi, interpretando anche i sentimenti di affetto e vicinanza di tutti i comuni che la costituiscono, che oggi grazie a Lei, Eccellenza, onorano questa piazza con i loro Sindaci, con i loro gonfaloni, con l’entusiasmo e il calore dei loro rappresentanti.

Reverendissima Eccellenza, caro nostro Vescovo,

con grande onore, con grande emozione, con grande speranza, a nome della cittadinanza di Nardò, a nome di tutte le comunità della diocesi di Nardò-Gallipoli, Le porgo il saluto di benvenuto nella nostra storica e accogliente città. Le porgo il saluto di benvenuto nell’accogliente terra di questa diocesi, interpretando anche i sentimenti di affetto e vicinanza di tutti i comuni che la costituiscono, che oggi grazie a Lei, Eccellenza, onorano questa piazza con i loro Sindaci, con i loro gonfaloni, con l’entusiasmo e il calore dei loro rappresentanti.

Mi sia consentito rivolgere un caloroso saluto alle autorità di Gallipoli,  sede della splendida concattedrale di Sant’Agata, eretta nel XVII secolo grazie anche a generosi lasciti di illustri gallipolini, alle autorità e ai rappresentanti degli altri vivaci e operosi comuni, ricchi di storia, di bellezze naturali, di cultura: Alezio, Alliste, Aradeo, Casarano, Copertino, Galatone, Matino, Melissano, Neviano, Parabita, Porto Cesareo, Racale, Sannicola, Seclì, Taviano, Tuglie.

Oggi in questa piazza, nella storica barocca Piazza Salandra, simbolo civile della Città di Nardò, sotto la protezione della Vergine Immacolata, in alto sulla guglia del XVIII secolo, le nostre comunità incontrano il nuovo vescovo.

E’ difficile riuscire a menzionare una per una le tante illustri autorità che hanno voluto stringersi in un abbraccio di gioia e di festa in questa splendida giornata. Porgo a tutti loro un caloroso saluto. A tutte le autorità civili, militari e religiose presenti.

Un abbraccio particolare al presidente della provincia Antonio Gabellone. Un abbraccio particolare all’ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia S.E. Saris Ghazaryan, per la prima volta a Nardò, dopo la sua nomina, e al rappresentante dell’ambasciata della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede. Ci lega alla Repubblica d’Armenia la devozione al Santo Patrono San Gregorio Illuminatore, fin dall’VIII secolo venerato da questa comunità, da quando un gruppo di monaci greci giunse a Nardò, portando in dono un avambraccio del santo oggi conservato nella Cattedrale dell’XI secolo.

Un saluto particolare al sindaco di Lequile, città natale del nostro Vescovo.

E un ringraziamento sincero a Mons. Luigi Ruperto, eccellente e prezioso amministratore della diocesi dopo il trasferimento all’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni del Vescovo Mons. Domenico Caliandro, che salutiamo con grande affetto.  

Papa Francesco ha donato alla nostra comunità un vescovo con una lunga esperienza pastorale, molto impegnato nella promozione delle vocazioni al sacerdozio, parroco generoso e amato, prima a Trepuzzi, poi a Lecce. Umile. E l’umiltà di Gesù ha voluto simboleggiare nelle sette spighe (i sette sacramenti) ai piedi dello stemma episcopale che ha scelto, con al centro il simbolo di Gesù risorto.

Accolgono il nostro nuovo vescovo le nostre piazze, le nostre chiese, i nostri campanili, le nostre strade, i nostri sentieri, le nostre periferie, il nostro mare, le nostre scuole, le nostre fabbriche, le nostre case, le nostre campagne.

Accolgono il nuovo vescovo le nostre famiglie, i nostri giovani, i nostri anziani, i nostri bambini, i nostri fratelli extracomunitari che con grandi sacrifici, di quelli che la maggior parte di noi non sa fare più, hanno scelto la nostra terra per provare a cancellare dalle loro esistenze e dai loro occhi il dramma e le tragedie che colpiscono, spesso a morte, i loro popoli.

Eccellenza, caro Vescovo, la Sua presenza ci aiuterà a farci sentire più uniti.

“Cammineremo insieme senza lasciarci rubare la speranza”. Con queste parole Monsignor Fernando Filograna si è rivolto a noi immediatamente dopo la sua nomina.

Sono parole che hanno immediatamente colpito il cuore delle nostre comunità. Sono le parole che volevamo sentire. E’ il messaggio al quale si aggrappa la sete di speranza e di futuro della nostra gente. Il senso e la direzione del percorso che vogliamo compiere, insieme, istituzioni e Chiesa.

Insieme al nuovo pastore della nostra Chiesa. Confortati dalla saldezza della sua preparazione e dal grande slancio della sua spiritualità. Confortati dalla sua generosità. Le nostre comunità sapranno ricambiarla. Confortati dalla grandezza della sua umiltà (“Voglio essere servo di unità”, egli ha annunciato).

Viviamo una fase densa di cambiamenti e di trasformazioni. I valori della solidarietà e della fratellanza sono quotidianamente messi alla prova da comportamenti e da impulsi egoistici che ci allontanano dai valori morali e spirituali attorno ai quali riunire gli sforzi e le tensioni della comunità.

Cresce la miseria. Aree sempre più ampie di povertà e di disagio mettono giorno dopo giorno alla prova la tenuta della nostra società.

I giovani reclamano la speranza di un futuro dignitoso e con meno incertezze, chi ha di meno domanda attenzione e ascolto, chi soffre si aspetta sostegno e comprensione.

Il cosiddetto ascensore sociale, che dovrebbe consentire anche a chi parte dal basso di conquistarsi un posto e un ruolo nella società, da tempo è rotto e va ri
parato. Per i poveri è sempre più difficile. E’ difficile curarsi, è difficile pagare il mutuo o l’affitto della casa, è difficile acquistare i libri di scuola per i ragazzi, è difficile far la spesa per mangiare, è difficile programmare non dico il proprio futuro, ma persino quello che si deve fare entro poche ore, è difficile sempre più spesso addirittura prendere sonno.

Sentiamo costantemente il rischio che tutti si slabbri, che tutto si laceri, che tutto si spezzi. Che il destino di chi è ai margini sparisca all’orizzonte del nostro sguardo, si perda dove la disperazione prevale e prende il sopravvento.

Abbiamo per questo davanti un compito urgente, faticoso e difficile. Fare di tutto perché anche in una congiuntura economica di lunga crisi come quella che stiamo vivendo, nessuno rimanga indietro, nessuno rimanga solo.

Pensando soprattutto ai bambini della famiglie che hanno di meno: siano loro, questi bimbi, con i loro sorrisi, con la loro fame di futuro, con la loro voglia di crescere e di vivere, il nostro pensiero più importante. Il futuro dei bambini poveri è la vera cifra del futuro di tutti noi. Questi bimbi oggi hanno nel nuovo vescovo un grande amico in più.

Il nuovo vescovo darà a tutti noi più forza e ancora più coraggio. La sua presenza irrobustisce il ruolo e l’opera della Chiesa nelle nostre comunità. Accompagnerà lo slancio di tutti i sacerdoti vicini ai poveri, la fatica dei volontari delle mense della Caritas, gli sforzi di tutti coloro, che ogni giorno, nei nostri comuni, in tanti e tanti luoghi, hanno scelto di testimoniare la loro fede cristiana o il loro impegno civile mettendosi materialmente al servizio di chi ha più bisogno. Prendendo per mano un pezzo della nostra comunità e accompagnandolo.

In questo giorno di festa diciamo grazie a tutti loro, a tutti i volontari, infaticabili operai della solidarietà.

In questo giorno di festa siamo tutti impegnati a moltiplicare gli sforzi che già facciamo verso chi ha più bisogno.

In questo giorno di festa salutiamo il nostro nuovo Vescovo con l’impegno di collaborare per una comunità più giusta, più pulita, più rispettosa dell’ambiente e della natura, che inquini meno.

Sentiamo già di volergli molto bene. Comincia oggi fra le nostre comunità e il nostro Vescovo una nuova storia d’amore. La vivremo con gioia. Con il senso del dovere che deve sempre guidarci. Con serenità. Sarà una storia molto bella. 

Marcello Risi

Sindaco di Nardò

 

 

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