mercoledì , 21 Ottobre 2020

AUTUNNO 2013, STAGIONE DI PROMESSE

Sia a Lecce, capoluogo di Provincia che a Nardò mi succede da qualche settimana di notare uno strano fermento. Riunioni, dibattiti, convegni, incontri sindacali e sollecitazioni ai cittadini a presentare domande di sussidio a questo o a quell’ente previdenziale; che cosa mai starà succedendo?

Sia a Lecce, capoluogo di Provincia che a Nardò mi succede da qualche settimana di notare uno strano fermento. Riunioni, dibattiti, convegni, incontri sindacali e sollecitazioni ai cittadini a presentare domande di sussidio a questo o a quell’ente previdenziale; che cosa mai starà succedendo? Forse la risposta a tutto ciò la si potrebbe dedurre da alcune domande che quasi quotidianamente mi vengono poste; “è vero che dovranno aprirsi i concorsi a tale ente?, è vero che stanno per aprire un mega centro commerciale a tale posto?, è vero che sta per uscire il bando per le case popolari?” Io francamente non credo che tutto ciò sia vero, in quanto sono tra coloro che ritengono che la crisi sia ancora in atto e non intravedo all’orizzonte facili soluzioni. Allora la spiegazione è solo una, si sta avvicinando una lunga stagione elettorale. Forse le elezioni provinciali, sicuramente le regionali, le europee, e le politiche. Cari cittadini gli anni passano e la stagione delle promesse si ripropone costantemente in vista di alcuni appuntamenti. Non fatevi prendere in giro. La crisi è sempre più mordente e nonostante ai vertici nazionali dei partiti tutto ciò che riguarda il difficile momento del paese è ben noto, i deputati e senatori del PDL si preoccupano di più delle sorti di Berlusconi, i deputati e senatori del PD si preoccupano di raggiungere gli equilibri interni al partito e di individuare le figure dei loro Premier. Nonostante a me piaccia fare politica, essendo nato prima cittadino e poi avendo ottenuto un modesto ruolo politico, non riesco nel modo più assoluto a tollerare tali atteggiamenti e tali comportamenti. Rifiutiamoci una volta per tutte a dare il nostro consenso a chi si presenterà a chiedercelo con in cambio qualsivoglia promessa. Meglio non andare a votare anche alla luce del fatto che, quasi certamente per le prossime politiche si voterà ancora con la legge del porcellum. Alla faccia della democrazia.

 

Il Consigliere Provinciale

Giovanni Siciliano    

 

 

 

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