sabato , 26 Settembre 2020

Agli arresti un trentanovenne neritino

Il personale del Commissariato di Nardò ha eseguito nei confronti di GRECO Federico, trentanovenne del posto, un’ordinanza di carcerazione, emessa dalla Procura della Repubblica di Lecce, poiché ritenuto responsabile del reato di lesioni aggravate nei confronti di una donna della zona con la quale aveva avuto una relazione sentimentale.

I fatti risalgono al 2007, in seguito alla fine del rapporto tra i due. La donna aveva deciso di interrompere tale legame per il carattere irascibile e violento del suo compagno. Ma il Greco non aveva “gradito” tale scelta dando quindi inizio ad una vera e propria persecuzione sia nei confronti della donna che delle persone che lei frequentava per motivi di lavoro  o nella sfera privata. Gli atteggiamenti vessatori, che oggi sarebbero stati inquadrati nel reato di “stalking”, avevano avuto come conseguenza la perdita del lavoro della vittima presso uno studio dentistico, e una vita in continua ansia.

Il personale del Commissariato di Nardò ha eseguito nei confronti di GRECO Federico, trentanovenne del posto, un’ordinanza di carcerazione, emessa dalla Procura della Repubblica di Lecce, poiché ritenuto responsabile del reato di lesioni aggravate nei confronti di una donna della zona con la quale aveva avuto una relazione sentimentale.

I fatti risalgono al 2007, in seguito alla fine del rapporto tra i due. La donna aveva deciso di interrompere tale legame per il carattere irascibile e violento del suo compagno. Ma il Greco non aveva “gradito” tale scelta dando quindi inizio ad una vera e propria persecuzione sia nei confronti della donna che delle persone che lei frequentava per motivi di lavoro  o nella sfera privata. Gli atteggiamenti vessatori, che oggi sarebbero stati inquadrati nel reato di “stalking”, avevano avuto come conseguenza la perdita del lavoro della vittima presso uno studio dentistico, e una vita in continua ansia.

La donna, proprio a causa di questi comportamenti ossessivi, si vedeva costretta a cambiare le proprie abitudini, rinunciando ad uscire di casa o facendosi accompagnare da parenti o amici, talvolta anche questi aggrediti sia verbalmente che fisicamente. L’uomo era stato per tali ragioni convocato presso gli Uffici di questo Commissariato e, con atto formale, diffidato dal porre in essere atti vessatori ed invitato a tenere comportamenti conformi alla legge. Tutto ciò non si era rivelato sufficiente perché successivamente, in preda ad una forte crisi di gelosia, il Greco tentava di investire con la propria autovettura la vittima, aggredendola e minacciandola di morte, mentre era in compagnia di altra persona, e ciò comportò la sottoposizione agli arresti domiciliari.

Per i fatti narrati l’uomo veniva processato e condannato nel 2010, per i reati di lesioni personali aggravate, con sentenza  divenuta definitiva nel 2012. Ovviamente se i fatti fossero stati contestati dopo il 2009, vale a dire con l’introduzione del reato di “atti persecutori” previsto dall’art.612 bis, il Greco avrebbe subito una condanna più severa.

Il  Greco si trova attualmente ristretto  presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce, per espiare la pena della reclusione di mesi 10, proprio in esecuzione di quella sentenza.

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