domenica , 20 Settembre 2020

Gli arrestati, lo loro storia e la cronaca di come siano stati rintracciati

Il primo a cedere, dopo essere stato prelevato dai militari della locale stazione dei carabinieri mentre si trovava all’interno dell’Istituto Professionale dove frequentava l’ultimo anno, è stato Jacopo Perrone, poi via via gli altri due, vale a dire Mattia Colazzo e Luca Pranzo.
Tutti e tre giovanissimi, tutti spinti ad agire per il Dio denaro. Chi per poter prendere finalmente la tanto sospirata patente di guida chi per altri motivi, sempre legati, almeno apparentemente, al  denaro.

Il primo a cedere, dopo essere stato prelevato dai militari della locale stazione dei carabinieri mentre si trovava all’interno dell’Istituto Professionale dove frequentava l’ultimo anno, è stato Jacopo Perrone, poi via via gli altri due, vale a dire Mattia Colazzo e Luca Pranzo.
Tutti e tre giovanissimi, tutti spinti ad agire per il Dio denaro. Chi per poter prendere finalmente la tanto sospirata patente di guida chi per altri motivi, sempre legati, almeno apparentemente, al  denaro.
Sono stati rintracciati dai Carabinieri, in collaborazione con la Polizia di Stato, a seguito di indagini approfondite. A tradire i tre, sarebbe stato il loro modo di agire, approssimativo e pieno di tentennamenti, che avrebbe dato conferma ai militari di come non si potesse trattare di criminali esperti, ma di giovani alle prime armi. I tre avrebbero agito utilizzando sempre una scacciacani e coprendosi il volto con una felpa. 
Si tratta di tre ragazzi, figli di lavoratori, di gente comune che ha speso la propria vita, con tanti sacrifici, per mandare avanti la propria famiglia.
Ovviamente la solidarietà da parte del nostro portale va per prima cosa ai commercianti vittime delle rapine, terrorizzati da questi giovani, e che probabilmente ricorderanno per sempre quei momenti. Istanti che sarà difficile dimenticare. Ma ci sentiamo di estenderla anche nei confronti delle famiglie di questi ragazzi, che si sono visti piombare tale sciagura e che non sospettavano minimamente che i loro figli potessero compiere simili gesti.
Ora che si trovano rinchiusi nel carcere di Borgo San Nicola avranno sicuramente modo di pensare ai gesti compiuti, alle famiglie a cui hanno procurato dolore e, perché no, al terrone che che hanno provocato ad un’intera città, spaventata a morte da questa escalation di episodi criminali che sembrava non aver fine.
Ora dovranno rispondere dei reati di rapina a mano armata pluriaggravata e continuata e possesso di arma da fuoco  e rischiano una condanna di quattro anni, che potrebbe, però, essere mitigata dal loro stato di incensurati e dal fatto che avrebbero collaborato con le forze dell’ordine.
Infine, il nostro più caloroso ringraziamento va proprio ai Carabinieri ed alla Polizia di Stato che hanno posto fine a questa serie di episodi criminosi con celerità e grande professionalità.

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