venerdì , 22 Gennaio 2021

IO MERITO DI SCEGLIERE. Raccolta firme contro il numero chiuso nelle università

Ci avevano detto che in Italia hanno tutti diritti uguali e pari possibilità, che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”; ci avevano anche detto che “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.  Ad oggi, però, abbiamo potuto più volte renderci conto di quanto queste siano solo belle parole che non rispecchiano la realtà: finanziamenti sproporzionati alle scuole private, un sistema di assegnazione di borse di studio superficiale che non riesce a coprire tutte le persone che ne hanno bisogno e un totale disinteresse del governo verso le condizioni in cui versa la scuola pubblica sono solo alcuni dei concetti che fanno da sfondo alle politiche italiane degli ultimi anni, le quali considerano l’istruzione un lusso e non la base di una civiltà degna di questo nome.

Ci avevano detto che in Italia hanno tutti diritti uguali e pari possibilità, che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”; ci avevano anche detto che “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.  Ad oggi, però, abbiamo potuto più volte renderci conto di quanto queste siano solo belle parole che non rispecchiano la realtà: finanziamenti sproporzionati alle scuole private, un sistema di assegnazione di borse di studio superficiale che non riesce a coprire tutte le persone che ne hanno bisogno e un totale disinteresse del governo verso le condizioni in cui versa la scuola pubblica sono solo alcuni dei concetti che fanno da sfondo alle politiche italiane degli ultimi anni, le quali considerano l’istruzione un lusso e non la base di una civiltà degna di questo nome.

Di queste la più recente è il dm 85 che taglia un quarto dei posti disponibili nelle facoltà di medicina, odontoiatria e veterinaria. Da quest’anno, inoltre, i test d’ingresso di queste saranno spostati ad Aprile ostacolando ancor di più l’accesso di studenti diplomandi che dovranno conciliare lo studio per la maturità con quello per i test.  Per far fronte alla palese contraddittorietà del decreto rispetto agli articoli 3 e 33 della costituzione sopra citati, il ministero si nasconde dietro alla maschera del baluardo di meritocrazia e dietro ad una crisi finanziaria che costringerebbe a tagliare sui beni pubblici: entrambe,però, sono difese inconsistenti che non giustificano il provvedimento in quanto, se di per sé il ragionamento meritocratico è corretto, non ha senso applicarlo in un contesto in cui ogni individuo deve avere stessi diritti e stesse possibilità di un altro, abbia egli minori o maggiori potenzialità;  e se è innegabile il fenomeno della crisi economica globale, è anche evidente come si preferisca investire maggiormente sulle scuole private anziché sulle pubbliche, lasciando a bocca asciutta la stra-grande maggioranza degli studenti.

È per far fronte a tutto questo che l’Unione degli studenti organizza una giornata di mobilitazione il 7 marzo, con una raccolta firme in piazza Mazzini (davanti al bar Gabbiano) a partire dalle ore 18. Ogni firma sarà una presa di coscienza contro un sistema parassitario che guarda ai molti come ad un problema da arginare e da cui guadagnare per migliorare la condizione dei pochi. Tutta la cittadinanza è invitata ad aderire all’evento.

 

 

 

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