giovedì , 24 Settembre 2020

Un albero non fa primavera

Abbiamo ammirato in queste ore gli addetti della ditta incaricata piantumare e mettere a dimora alberi nel centro della nostra Città.

Un pollice verde estraneo a questa Amministrazione preoccupata più che altro di sradicarli finora gli alberi (vedi contrada Pittuini). Un’iniziativa, questa di rinfoltire e rinverdire il centro, che ci ha trovati favorevoli anche in Commissione e Consiglio soprattutto alla luce della consulenza gratuita fornita da due eccellenti agronomi del calibro di Cristian Casili e Bruno Vaglio. Una garanzia questa che le cose andassero per il meglio e le piante prescelte fossero idonee al nostro contesto urbano.

Abbiamo ammirato in queste ore gli addetti della ditta incaricata piantumare e mettere a dimora alberi nel centro della nostra Città.

Un pollice verde estraneo a questa Amministrazione preoccupata più che altro di sradicarli finora gli alberi (vedi contrada Pittuini). Un’iniziativa, questa di rinfoltire e rinverdire il centro, che ci ha trovati favorevoli anche in Commissione e Consiglio soprattutto alla luce della consulenza gratuita fornita da due eccellenti agronomi del calibro di Cristian Casili e Bruno Vaglio. Una garanzia questa che le cose andassero per il meglio e le piante prescelte fossero idonee al nostro contesto urbano.

Ebbene, aldilà della meritoria opera, alcune domande sorgono spontanee, a chi come noi, da amministratore, non può e non deve fermarsi alle apparenze. Con determina dirigenziale nr. 64 veniva stanziata, infatti, la somma di euro 25.545 per fornitura e messa a dimora di piante. In quell’atto si individuava la procedura della lettera d’invito per individuare la migliore offerta. Ebbene le 5 ditte individuate ed invitate sono tutte “non neretine”: nel dettaglio 3 di Copertino, 1 di Lequile e 1 di Trepuzzi. Lungi dal voler fare dello sterile campanilismo ci chiediamo se, in un grave momento di crisi economica come quello attuale, non fosse il caso, per somme ingenti di questo tipo, di procedere alla procedura per bando di gara. Non vale neanche la giustificazione che abbiamo sentito in giro che chi piantuma debba essere per forza titolare di vivaio. Di questo passo tutti i lavoratori del settore edile che collaborano col Comune di Nardò dovrebbero avere una cava di proprietà. Abbiamo la certezza che proseguendo di questo passo a fine mandato, sul territorio comunale, più che crearli 2.500 posti di lavoro, il sindaco li avrà distrutti.

Oltre a ciò va sottolineato che nessuna somma è stata prevista in determina per la cura successiva alla messa a dimora di codeste piante, la manutenzione delle stesse e il soccorso idrico ad alberi che in questo momento, con l’approssimarsi della stagione estiva, sono più che mai fragili. Insomma la solita approssimazione che rischia di buttare al vento una bella iniziativa. Un’iniziativa che sia chiaro è però assolutamente insufficiente. In 30 mesi nessun albero era stato finora piantato in violazione della legge Rutelli che impone di  mettere a dimora un albero per ogni neonato. Insomma, un albero non fa primavera.

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

Oronzo Capoti

Consigliere comunale

Nuovocorso per Nardò

 

 

 

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