domenica , 20 Settembre 2020

Paninaro a Santa Caterina: il Consiglio di Stato mette la parola fine al caso

Noi ve lo avevamo detto….

Ci capita sempre più spesso di utilizzare quest’espressione per raccontare ciò che avviene a Palazzo nonostante i suggerimenti che vengono da una parte dell’opposizione. Ebbene nelle scorse ore ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Con sentenza n. 1442 del 24 marzo 2014 il Consiglio di Stato, Supremo Organo di Giustizia Amministrativa, ha condannato il Comune di Nardò per inottemperanza rispetto alla sentenza pronunciata dalla Sezione V n. 3134 il 7 giugno 2013 in favore del signor Spenga Vito.

Noi ve lo avevamo detto….

Ci capita sempre più spesso di utilizzare quest’espressione per raccontare ciò che avviene a Palazzo nonostante i suggerimenti che vengono da una parte dell’opposizione. Ebbene nelle scorse ore ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Con sentenza n. 1442 del 24 marzo 2014 il Consiglio di Stato, Supremo Organo di Giustizia Amministrativa, ha condannato il Comune di Nardò per inottemperanza rispetto alla sentenza pronunciata dalla Sezione V n. 3134 il 7 giugno 2013 in favore del signor Spenga Vito.

Per uscire dai tecnicismi, spieghiamo ai nostri concittadini di cosa si tratta: è il caso  dell’ormai famigerato chiosco di panini a Santa Caterina di proprietà di un giovane commerciante neretino. Al chiosco, inizialmente posizionato su via Cantù, lato destro, nel punto per intenderci tra il Barrueco e la piazzetta di Santa Caterina, non veniva rinnovata dal Comune di Nardò l’autorizzazione in data 2 febbraio 2012 in base al presupposto che il chiosco, posizionato in zona coperta da Ztl, a pochi passi dalla pedana di un bar, fosse in contrasto col codice della Strada. Il Consiglio di Stato il 7 giugno 2013 annullava il provvedimento di rigetto emanato dal Dirigente comunale dando ragione al giovane commerciante.

Ebbene la sentenza del Consiglio di Stato restava lettera morta e non veniva eseguita fino alla delibera del Consiglio comunale del 18 febbraio 2014 (poco più di un mese fa) che stabiliva però che il nuovo posteggio da rilasciare fosse da collocare dopo la pro loco, in direzione Santa Maria in un punto in cui il traffico è continuo e non limitato. Insomma se non era in contrasto col Codice della Strada il primo posteggio, situato in zona coperta da Ztl, non si capisce come non lo fosse il secondo, in piena area destinata al traffico veicolare. Come se non bastasse si stabiliva che il nuovo posteggio, nonostante la battaglia legale di 2 anni, andasse messo a bando e non assegnato al signor Spenga! Una vera assurdità, una palese ingiustizia! 

In Consiglio comunale l’opposizione, per bocca del Consigliere Pippi Mellone, affermava:”Siamo del parere che il rilascio di una autorizzazione è presupposto necessario ed indispensabile per chiudere questa vicenda, se così non fosse non voteremo questo provvedimento!” Inutile dire come andarono le cose, la maggioranza, come al solito, andò avanti come un caterpillar ignorando i suggerimenti dell’opposizione.  Il 24 marzo la conferma che l’opposizione ci aveva visto giusto ancora una volta. Il Consiglio di Stato condanna il Comune di Nardò dichiarandolo inadempiente! Ordina allo stesso, entro 90 giorni, “il rilascio della specifica autorizzazione richiesta” individuando la stessa postazione laddove sorgeva originariamente “in Santa Caterina, alla via Cantù, lato destro, a 25 metri dall’incrocio con via Lungomare”. Insomma una bocciatura su tutti i fronti della tesi dell’Amministrazione Risi.

Ma se non bastasse il Consiglio di Stato ci è andato giù pesante, evidentemente “irritato” da un atteggiamento amministrativo inadempiente e restio ad ottemperare al giudicato del Supremo organo di giustizia amministrativa, nominando fin da subito “un commissario ad acta nella persona di Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce” che entrerebbe in funzione qualora il Comune di Nardò non ottemperasse entro 90 giorni al giudicato, e stabilendo per ogni giorno in più oltre il 90* una sanzione di 300 euro per ogni giorno di ritardo da pagare al ricorrente. 

Ciliegina sulla torta? “Il commissario ad acta (il Prefetto) trascorsi i 90 giorni provvederà ad inviare gli atti alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica competenti per territorio per l’ulteriore eventuale seguito, segnalando le voci di danno economiche ricollegabili al suo intervento”. Una precisazione, quest’ultima, assolutamente inusuale e di inusitata durezza per il Consiglio di Stato. Noi, dal canto nostro, ci auguriamo che da oggi in poi si dia più retta ai suggerimenti di certa opposizione e che gli organi aditi nel corso degli anni dai sottoscritti si pronuncino, finalmente, sulle presunte illegittimità da noi denunciate. 

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

Paolo Maccagnano 

Consigliere comunale

Noi X Nardò

 

Oronzo Capoti

Consigliere comunale

Nuovocorso per Nardò

 

 

 

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