sabato , 19 Settembre 2020

Lo strano caso dei terreni di categoria F e le "sviste" degli uffici

Ho partecipato alla seduta della Commissione consiliare “Affari generali” di venerdì  28 marzo sul tema “riqualificazione dei terreni di categoria F di proprietà dei signori Muci e appello al Consiglio di Stato della sentenza n. 113/2014”.

Il tema è delicato e molto tecnico ma cerco di spiegarlo nella maniera più semplice possibile per far comprendere ai nostri concittadini in quale stato versi la “cosa pubblica” neretina illustrando questo caso che, lungi dall’essere isolato, finisce con l’essere piuttosto sintomatico di un certo modo d’amministrare. 

Ho partecipato alla seduta della Commissione consiliare “Affari generali” di venerdì  28 marzo sul tema “riqualificazione dei terreni di categoria F di proprietà dei signori Muci e appello al Consiglio di Stato della sentenza n. 113/2014”.

Il tema è delicato e molto tecnico ma cerco di spiegarlo nella maniera più semplice possibile per far comprendere ai nostri concittadini in quale stato versi la “cosa pubblica” neretina illustrando questo caso che, lungi dall’essere isolato, finisce con l’essere piuttosto sintomatico di un certo modo d’amministrare. 

Un breve excursus storico è, però, d’obbligo. L’art. 9 del DPR 327 del 2001 prevede che, passato un periodo di 5 anni, il vincolo espropriativo deve ritenersi ipso iure decaduto. Ebbene nel Comune di Nardò esistono centinaia di terreni espropriabili classificati come F e in cui l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto realizzare strutture pubbliche: scuole, centri culturali, chiese e servizi parrocchiali, attrezzature sportive e uffici giudiziari (un elenco tassativo, sia chiaro).  Terreni questi dove il vincolo espropriativo, essendo trascorsi 5 anni, è decaduto e si imporrebbe una riqualificazione, o tramite variante specifica, o con l’adozione di uno strumento quanto mai necessario quale il PUG (Piano Urbanistico Generale). 

Ebbene il caso oggetto della Commissione di venerdì era quello dei fratelli Muci, titolari di alcuni terreni su via Achille Benegiamo (zona Pagani), non certo il centro della nostra Città. Ebbene su questi terreni il vincolo espropriativo, in base al DPR 327 suddetto, è decaduto nel 2006.  Da allora da parte dell’Amministrazione neretina silenzio assoluto. Fino al 2012, anno in cui i fratelli Muci hanno diffidato formalmente il Comune di Nardò a riqualificare le aree suddette. La risposta amministrativa è stata assolutamente imbarazzante. Il 21 marzo 2012 veniva, infatti, approvata all’unanimità dei presenti  in Consiglio comunale (il sottoscritto non era in quel momento consigliere comunale) una delibera, la n. 30, che stabilisce “l’attuazione da parte dei privati delle zone a servizi F del PRG”.  Si specificava, inoltre, che “il provvedimento non comporta variante al PRG nè la reiterazione dei vincoli urbanistici decaduti”. 

Un atto assurdo se si pensa che, in questo modo, sarebbero dovuti essere i privati a realizzare “chiese, scuole o uffici giudiziari”. Ebbene a questo punto i fratelli Muci (ma non sono gli unici, altri ricorsi per casi simili sono stati accolti o sono pendenti) decisero di ricorrere al Tar, assistiti e difesi dall’avv. Paolo Gaballo, per chiedere, tra l’altro, l’annullamento della nota del dirigente del settore con cui si negava l’obbligo di riqualificazione. Ebbene il Comune di Nardò, “per una svista dell’Ufficio” (Risi dixit il 27 marzo 2014 in Commissione) non si costituiva in giudizio davanti al Tar, lasciando “senza difese” un atto che, seppure assurdo, aveva fortemente voluto. 

L’esito del giudizio davanti al Tar? Manco a dirlo, accoglimento del ricorso dei fratelli Muci, annullamento della nota suddetta a firma del dirigente e condanna alle spese di giudizio a carico del Comune di Nardò. Secondo il Tar, infatti, “tali servizi sono realizzabili ad esclusiva iniziativa pubblica. Tale delibera appare, dunque, soltanto un’iniziativa volta ad eludere l’obbligo del Comune di ripianificazione dell’area, ripianificazione che passa necessariamente attraverso una modifica degli strumenti urbanistici vigenti”. Insomma, una bocciatura completa per Risi & Co. che con la delibera n.30 tentarono di aggirare l’obbligo di riqualificazione utilizzando un escamotage. 

Ebbene qui si innesta un nuovo colpo di scena, il sindaco, Marcello Risi, chiede diversi pareri legali sia ad avvocati esterni che al nostro Ufficio legale interno che, lo ricordiamo, è composto da 3 valenti professionisti alle dipendenze dell’Ente, in merito all’appellabilità o meno davanti al Consiglio di Stato della sentenza in questione. In pratica il sindaco ha chiesto consiglio ai professionisti per capire se fosse o meno il caso di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato, giudice d’appello per le sentenze amministrative. Il parere dei 3 legali “comunali” , di cui siamo venuti a conoscenza solo ieri, è stato netto: “meglio non ricorrere perché il Comune rischia una nuova condanna”. 

Ebbene il sindaco e la Giunta, nonostante il parere negativo dell’Ufficio legale interno, con la delibera di Giunta comunale, n.49 del 25 febbraio 2014, conferivano, incarico all’Avv. Pietro Quinto per ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Lecce n.113/2014.  Spesa 8.144 euro. Il solito incarico esterno nonostante disponiamo di un Ufficio legale interno e nonostante il parere negativo dello stesso Ufficio. 

Come non ricordare le promesse elettorali di Risi di un azzeramento degli incarichi legali esterni? Come non sottolineare un modo approssimativo ed improvvisato d’amministrare? Come non notare il modo spensierato con cui si spendono i soldi dei cittadini?Come dimenticare la conferenza stampa del 31 dicembre 2012 in cui si preannunciava che il 2013 sarebbe stato l’anno del PUG? Come non notare che gli uffici paiono alla ricerca di strumenti per prendere tempo e complicare situazioni che meriterebbero soluzione immediata? 

 

Insomma, una nuova bocciatura per l’Amministrazione Risi che pare assolutamente incapace ed inadeguata a risolvere i problemi sempre più rilevanti di una Città allo sbando. 

 

Pippi Mellone

Consigliere comunale

Comunità Militante

Andare Oltre

 

 

 

 

About redazione

Guarda anche

Un malore improvviso e poi il decesso. Succede ora a Santa Maria al bagno

Accusa un malore mentre è in spiaggia a fare il bagno e, nonostante le manovre …