martedì , 26 Gennaio 2021

Permuta Torre dell'Alto: fu una scelta giusta?

Quando il Comune di Nardò “permutò” Torre dell’Alto con altro immobile costituito da suolo della estensione di 2600 mq. sito in S.Caterina di Nardò…

Era il 19 Settembre 1963 quando, con apposito Atto Notatile, il Comune di Nardò cedette al Barone Fumarola Angelo Antonio di Portoselvaggio l’immobile ex demaniale Torre dell’Alto avendone in contropartita un appezzamento di terreno nella allora periferia di S.Caterina (l’attuale Oratorio).
E’ interessante leggere alcune note dell’atto, come quelle che riportano, per verificare come Torre dell’Alto (già di proprietà Demaniale), fu acquisita dal Comune di Nardò nel 1961 e vincolata a “scopi turistici” salvo poi essere permutata appena due anni dopo con la motivazione che il terreno ceduto in cambio dal Barone Fumarola di Portoselvaggio era ritenuto dallo stesso Comune più idoneo per il raggiungimento degli stessi “scopi turistici” per i quali era stata vincolata la Torre Fortilizia suddetta.

Quando il Comune di Nardò “permutò” Torre dell’Alto con altro immobile costituito da suolo della estensione di 2600 mq. sito in S.Caterina di Nardò…
Era il 19 Settembre 1963 quando, con apposito Atto Notatile, il Comune di Nardò cedette al Barone Fumarola Angelo Antonio di Portoselvaggio l’immobile ex demaniale Torre dell’Alto avendone in contropartita un appezzamento di terreno nella allora periferia di S.Caterina (l’attuale Oratorio).
E’ interessante leggere alcune note dell’atto, come quelle che riportano, per verificare come Torre dell’Alto (già di proprietà Demaniale), fu acquisita dal Comune di Nardò nel 1961 e vincolata a “scopi turistici” salvo poi essere permutata appena due anni dopo con la motivazione che il terreno ceduto in cambio dal Barone Fumarola di Portoselvaggio era ritenuto dallo stesso Comune più idoneo per il raggiungimento degli stessi “scopi turistici” per i quali era stata vincolata la Torre Fortilizia suddetta.

Il Ministero competente, interessato della questione, dichiarò di non essere in linea di massima contrario allo “scambio”, a condizione che:
“- il vincolo di destinazione “a scopi turistici” imposto su detto immobile ex demaniale Torre dell’Alto si intende trasferito sull’area acquistata dal Comune di Nardò e venga, altresì, fissato un congruo termine (massimo cinque anni) entro il quale tale destinazione dovrà avere pratica attuazione, pena – in caso di non adempimento – l’acquisizione in proprietà della suddetta zona di suolo di 2600 mq. da parte dello Stato;
– gli obblighi connessi alla natura monumentale della Torre dell’Alto e contrattualmente imposti al Comune di Nardò con l’Atto di compravendita del 1961 vengano assunti dal futuro proprietario della Torre dell’Alto…(tali obblighi erano 1) il consolidamento dell’immobile predetto; 2) il restauro dello stesso immobile; 3) la definitiva sistemazione della stessa Torre dell’Alto e zona circostante ad essa; 4) l’osservanza dell’obbligo di non procedere a lavori di modifiche della Torre Fortilizia stessa, senza prima avere ottenuto il preventivo assenso da parte della Soprintendenza ai Monumenti di Bari – nda -)”.
Furono mai rispettati tali obblighi?
Come pure da sottolineare sono i contenuti di una lettera inviata al Sindaco di allora da parte del Sottosegretario del Ministero del Turismo e dello Spettacolo On. Semeraro, datata 20 Febbraio 1962 (agli atti delle Delibera n. 243 di Consiglio Comunale del 27/11/1962 con cui si approvava la permuta di Torre dell’Alto), in cui tra l’altro si legge: “Alla Sua richiesta e a quella di alcuni Assessori Comunali presenti all’incontro – diretta ad ottenere un contributo eccezionale per l’istituzione di un Ufficio Informazioni Turistiche nella zona  delle strade Panoramiche – io risposi che avrei ben volentieri fatto pervenire un contributo da parte del Ministero del Turismo, tramite l’E.P.T. (Ente di Promozione Turistica) di Lecce, convinto come sono della eccezionale bellezza dei luoghi e delle enormi possibilità di valorizzarli turisticamente sia nel settore nazionale che in quello internazionale. Mentre, quindi, confermo la mia intenzione di impostare la suddetta realizzazione, tengo però a ribadire che un contributo potrà essere elargito soltanto nel caso che l’Ufficio di Informazioni Turistiche non venga installato nella Torre dell’Alto, di proprietà di codesto Comune – così come allora Ella mi disse il Comune intendeva fare – ma venga, invece, installato in un edificio ampio, moderno, adatto allo scopo, da costruirsi nel bel mezzo della zona residenziale e non in un luogo come quello dove trovasi la Torre dell’Alto…”.
Per quanto sopra quindi l’On. Semeraro suggeriva, nella stessa missiva, l’opportunità che: “…codesto Comune ottenga di poter realizzare una permuta fra la Torre dell’Alto ed un suolo fornito possibilmente di impianti arborei e situato in un punto baricentrico rispetto alla spiaggia di S. Caterina e alla zona residenziale che si snoda lungo le strade Panoramiche…”.
Il Comune di Nardò accolse quindi tale consiglio avendo anche avuto la “fortuna” di trovare una zona da “scambiare” con le caratteristiche dettate dal Sottosegretario al Turismo (zona che alla fine fu destinata ad ospitare un campeggio ed oggi, come detto l’Oratorio).
E Permuta fu… Nonostante l’On. Semeraro quando venne dato indirizzo dal Consiglio Comunale di portare a termine lo “scambio” non fosse più Sottosegretario del Ministero del Turismo…
Successivamente l’importante e suggestivo Manufatto Costiero di cui parliamo, fu espropriato dalla Regione Puglia (che ne detiene attualmente la proprietà) insieme a gran parte dei beni del Parco di Portoselvaggio, per divenire, così come definito nel Progetto Esecutivo della realizzazione del Parco Naturale Attrezzato di Portoselvaggio, la sede di un Museo di Biologia Marina raccogliendo l’eredità di quello scomparso di S. Caterina. Lavori di ristrutturazione avviati ma mai terminati.
Risultato? Ad oggi Torre dell’Alto si trova nelle condizioni che tutti conosciamo. 
Ci chiediamo a questo punto, e visto quanto sopra riportato, se non fosse stato meglio per il Comune di Nardò, rinunciare al contributo chiesto al sottosegretario ed ottemperare invece alle clausole previste nell’Atto con cui nel 1961 ha acquistato Torre dell’Alto. Queste prevedevano il vincolo della destinazione del Manufatto per “scopi turistici”, ed in questo modo avremmo avuto da decenni un Centro di Informazioni Turistiche che avrebbe fatto invidia all’Italia intera, visto il legame che lega la Torre al mare verso cui essa protende lo sguardo.

Noi x Nardò
Mino Natalizio
Paolo Maccagnano 

 

 

 

 

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