domenica , 28 Febbraio 2021

Ospedale di Nardò: lo sperpero nella sanità continua

E’ di questi giorni la notizia di ulteriori indagini in corso, di prestazioni sanitarie arbitrarie o quantomeno non autorizzate dalla Regione e quindi di sperpero di denaro pubblico, relativamente al Centro IMID di Campi Salentina, ormai dismesso. Si denunciano iniziative arbitrarie di potentati politici e dirigenti pubblici che pensano di poter gestire i servizi pubblici in modo personalistico, convinti di essere intoccabili.

E’ di questi giorni la notizia di ulteriori indagini in corso, di prestazioni sanitarie arbitrarie o quantomeno non autorizzate dalla Regione e quindi di sperpero di denaro pubblico, relativamente al Centro IMID di Campi Salentina, ormai dismesso. Si denunciano iniziative arbitrarie di potentati politici e dirigenti pubblici che pensano di poter gestire i servizi pubblici in modo personalistico, convinti di essere intoccabili.

Nel marzo 2013 mettevo in risalto il fatto che nell’Ospedale di Copertino era stato inaugurato il nuovo Pronto Soccorso dal Governatore Vendola e dai suoi potenti subalterni, senza che vi fosse un progetto autorizzato dagli enti competenti e senza alcun certificato di antincendio e di agibilità. Facevo notare che in provincia non era l’unico caso di spudorata propaganda politica e che, se si fosse trattato di un’attività privata, avrebbero certamente proceduto alla chiusura immediata, al sequestro del bene ed ai relativi procedimenti penali.

Le leggi vigenti in materia di sicurezza e di urbanistica valgono in modo identico per il settore privato, quanto per il pubblico.

Già nell’ottobre 2011 feci notare, allegando le note di messa in mora da parte dei Vigili del Fuoco, la mancanza di certificati di agibilità ed antincendio negli ospedali vicini (Copertino, Galatina e Gallipoli), mettendo in guardia la popolazione dal rischio personale in tali strutture, ma soprattutto chiedendo alle autorità preposte alla vigilanza ad intervenire, come è obbligatorio fare in tali situazioni. Ho fatto notare l’elevato stato di pericolosità, soprattutto nell’Ospedale di Copertino, ma non è seguita nessuna iniziativa concreta. C’è stato soltanto un ridicolo e frenetico giro di comunicazioni scritte fra “autorità”, che si è chiuso sistematicamente su se stesso ed in cui si prescriveva (senza capire bene a quale responsabile) di provvedere non potendo bloccare un servizio comunque importante.

Chiudere l’attività ad un ristoratore, ad un falegname o ad un meccanico non è ugualmente importante? La legge non è uguale per tutti? E se questo problema lo avessero previsto in fase di redazione del Piano di Riordino sanitario, non avrebbero potuto evitare di scegliere strutture ospedaliere talmente fatiscenti?

Siamo intanto giunti ad oggi, maggio 2014, per riscontrare che, non solo questi ospedali sono ancora pericolosi per l’incolumità pubblica e privi di qualsiasi agibilità, ma stanno approfittando della questione per crearsi un alibi ed assegnare incarichi professionali, avviare lavori di adeguamento a pioggia, spendendo alla cieca soldi pubblici senza alcuna certezza di mettere in regola queste strutture sanitarie. L’unica certezza è quella di coprire le proprie responsabilità, dimostrando che “tanto i lavori sono in corso di esecuzione”. Non si preoccupano di verificare se raggiungeranno mai la regolarità e l’agibilità della struttura. E’ allegata la recente nota, datata ottobre 2013, del Comando VVF di Lecce sull’Ospedale di Galatina.

Milioni di euro spesi inutilmente, seguendo con il paraocchi la propria strada fatta di presunzione, di prepotenza e di connivenza fra potenti, magari inseguendo solo interessi personali e politici, senza avere la visione di un orizzonte certo. Non dimentichiamo che un valentissimo gruppo di tecnici, di cui mi sono onorato di far parte, ha redatto uno Studio sull’ampliamento dell’Ospedale di Nardò che consentiva di ottenere ben 465 posti letto e tutte le autorizzazioni previste dalle leggi vigenti, con solo 50-60 milioni di euro, un quarto rispetto alle loro identiche previsioni in altro luogo.

 

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO

Francesco Antico

 

 

 

 

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