domenica , 28 Febbraio 2021

Con il cuore nel mediterraneo e la testa in europa

Dopo una notte insonne, dopo settimane di banchetti, piazze, strade, persone, sorrisi e qualche insulto, dopo una campagna elettorale molto simile a un’epopea, la lettura del voto di ieri è un’operazione complessa e coinvolge diversi livelli:

  1. l’europa, 2. l’italia, 3. nardò, 4. la sinistra.

    Dopo una notte insonne, dopo settimane di banchetti, piazze, strade, persone, sorrisi e qualche insulto, dopo una campagna elettorale molto simile a un’epopea, la lettura del voto di ieri è un’operazione complessa e coinvolge diversi livelli:

    1. l’europa, 2. l’italia, 3. nardò, 4. la sinistra.

Si sa che le analisi sono sempre soggettive e seguono considerazioni che  dipendono da punti di vista definiti, ma non si può negare che l’europa nel giorno dopo il voto si trova in una situazione di grande tenuta al centro con un’estremizzarsi del radicalismo di chi centro non è, a destra e a sinistra: a destra è avanzato chi l’europa proprio non la vuole e auspica confini (e non solo geografici) rigidi e invalicabili; e in questo nessuna novità. La novità si registra a sinistra: un unico fronte unito che propone la solidarietà e la giustizia sociale per le persone, tutte.

Questo senza trionfalismi: i numeri ci raccontano che l’altra europa non ci sarà. Almeno non ci sarà subito, ma la sinistra unita europea è ormai una realtà e da questo punto non si torna indietro.

In italia grillo ha perso, renzi ha vinto, forza italia è ancora là, sia pur ridimensionata, la lega rimonta, la destra si sparpaglia. E poi ci siamo noi che non siamo riusciti a convincere gli scettici e a fatica strappiamo all’oblio della storia quell’agognato 4%.

Detta così banalmente riassunta, la situazione italiana sembra ormai monolitica: l’elettorato ha premiato la presenza in tv e la promessa di un cambiamento, il potere persuasivo di imbonitori e piazzisti.

Eppure non possiamo che tirare un sospiro di sollievo: i tribunali mediatici non ci saranno, i giornalisti non saranno processati in piazza, non ci sarà la caccia alle ‘zecche rosse’ e il berlusconismo segna una battuta d’arresto.

e infine c’è il nostro 4% e rotti che ci permette di portare in europa la nostra ‘miseria’, quella dei popoli del mediterraneo e di tutti quelli che tirano avanti a fatica, che antepongono il ben-essere degli individui al pil, che credono che le grandi opere siano quelle della ricostruzione e della riqualificazione, che vogliono un ambiente salvaguardato e non saccheggiato o peggio ridotto a un’immensa discarica clandestina, che credono nella solidarietà e nell’accoglienza.

A nardò 301 sono stati i voti per la lista tsipras. Quell’uno è il più significativo, è quello che ha fatto la differenza, grazie a quel voto tre di noi sono stati eletti al parlamento europeo; era di francesca quel voto? O di valentina? O di danio? O di angelina? O  di totò? O di paola? Di annarita? Di pasquale o di graziano? Di claudia o di angelo? Ognuno dei nostri voti è stato ‘utile’, anzi necessario e indispensabile a dare voce a un progetto che va al di là delle europee, significa l’inizio di un nuovo corso per la sinistra per tutt*, in italia e in europa.

Abbiamo raccolto 250.000 firme: dicevate ‘non ce la potete fare’

Abbiamo superato il 4%: dicevate ‘non ce la potete fare’

Faremo la sinistra unita: adesso chi ha il coraggio di dire ‘non ce la farete’?

 

il comitato neritino  per ‘l’altra europa con tsipras’

 

 

 

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