lunedì , 30 Novembre 2020

Area marina protetta di Porto Cesareo e Nardò : riserva naturale senza controlli dove il pesce abbonda. .

Il ministero dell’Ambiente continua a finanziare l’area marina protetta di Porto Cesareo e Nardò ma i fondi invece che alla vigililanza diventano business per progetti poco visibili e a volte quasi inutili.
Le zone “A” dove la pesca è assolutamente vietata sono oramai una riserva di pesca per i furbi che consapevoli della scarsa vigilanza continuano a riempire le loro reti.
Tranne l’impegno della Capitaneria di Porto, oltretutto molto oberata in questo periodo per altri obblighi di stagione,  nulla si fa da parte dell’Ente preposto e finanziato,  alias l’Area Marina Protetta.
E così,  mentre i mezzi inviati dal ministero per il controllo e la salvaguardia dell’area rimangono alla boa oppure vengono utilizzati per inutili passerelle di pubbliche relazioni,  le zone di ripopolamento ittico sono preda di pescatori senza scrupoli che nelle prime ore dell’alba fanno man bassa di ottimo pesce e non solo. Oramai il pericolo non è più la navigazione da diporto nelle zone “A” quanto le incursioni da terra dei pescatori di frodo che sapendosi impuniti continuano a profanare le acque antistanti la spiaggia del “Frascone” ricchissime di pesce.

Il ministero dell’Ambiente continua a finanziare l’area marina protetta di Porto Cesareo e Nardò ma i fondi invece che alla vigililanza diventano business per progetti poco visibili e a volte quasi inutili.
Le zone “A” dove la pesca è assolutamente vietata sono oramai una riserva di pesca per i furbi che consapevoli della scarza vigilanza continuano a riempire le loro reti.
Tranne l’impegno della Capitaneria di Porto, oltretutto molto oberata in questo periodo per altri obblighi di stagione,  nulla si fa da parte dell’Ente preposto e finanziato,  alias l’Area Marina Protetta.
E così,  mentre i mezzi inviati dal ministero per il controllo e la salvaguardia dell’area rimangono alla boa oppure vengono utilizzati per inutili passerelle di pubbliche relazioni,  le zone di ripopolamento ittico sono preda di pescatori senza scrupoli che nelle prime ore dell’alba fanno man bassa di ottimo pesce e non solo. Oramai il pericolo non è più la navigazione da diporto nelle zone “A” quanto le incursioni da terra dei pescatori di frodo che sapendosi impuniti continuano a profanare le acque antistanti la spiaggia del “Frascone” ricchissime di pesce.finanziato,  alias l’Area Marina Protetta.
E così,  mentre i mezzi inviati dal ministero per il controllo e la salvaguardia dell’area rimangono alla boa oppure vengono utilizzati per inutili passerelle di pubbliche relazioni,  le zone di ripopolamento ittico sono preda di pescatori senza scrupoli che nelle prime ore dell’alba fanno man bassa di ottimo pesce e non solo. Oramai il pericolo non è più la navigazione da diporto nelle zone “A” quanto le incursioni da terra dei pescatori di frodo che sapendosi impuniti continuano a profanare le acque antistanti la spiaggia del “Frascone” ricchissime di pesce.

Eppure il C.d.A dell’area marina potrebbe intervenire aumentando la vigilanza immediatamente ma evidentemente sono più impegnati ad inviare al ministero richieste di fondi che miglioreranno solo interessi privati come quelli utilizzati per il ripascimento delle dune costiere,  a tutto vantaggio degli stabilimenti balneari privati, e al recupero degli oli esausti a vantaggio di chi già lucra sul progetto pesca-turismo….ed intanto nella zona “A” si pesca.

Giuseppe Fracella

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