giovedì , 9 Luglio 2020

Ospedale di Nardò: l'amministrazione comunale è contro

Non si può vincere una battaglia se anche l’Amministrazione comunale rema contro l’interesse degli stessi cittadini che l’hanno votata! Il problema grave è che non si capisce quale è la molla che la spinge verso tale offesa per la città. Interessi personali, soggezione verso potentati politici, soggezione verso potentati burocratici comunali o semplicemente imbecillità? 

Non si può vincere una battaglia se anche l’Amministrazione comunale rema contro l’interesse degli stessi cittadini che l’hanno votata! Il problema grave è che non si capisce quale è la molla che la spinge verso tale offesa per la città. Interessi personali, soggezione verso potentati politici, soggezione verso potentati burocratici comunali o semplicemente imbecillità? 

Il fatto eclatante è che, durante il Consiglio comunale del 10 novembre scorso, è stata approvata la delibera che ridetermina urbanisticamente i suoli che si trovano alle spalle dell’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi”. E’ passata la proposta dell’Ufficio Tecnico comunale di rendere queste zone edificatorie per intervento privato. E’ una delibera che farà molto discutere nel futuro, perché frena notevolmente un ripensamento dell’Amministrazione regionale su un possibile futuro ampliamento dell’Ospedale di Nardò. Infatti, considerando le gravi difficoltà in cui versa la sanità pugliese e leccese, considerando che il Piano di Riordino regionale dovrà essere modificato e che nel 2015 cambierà l’Amministrazione regionale e considerando che a Nardò l’interesse pubblico è molto vivo e c’è in istruttoria comunale uno Studio di Fattibilità per l’ampliamento del nosocomio neritino, non si capisce con quali “accordi segreti” il Consiglio comunale di Nardò abbia potuto “partorire questo scempio”!

Eppure erano percorribili altre strade! Quella radicale imponeva all’Amministrazione comunale di procedere all’esproprio dei terreni per interesse pubblico e pubblica utilità. La strada più prudente, indicata da più parti in precedenza, consigliava di procedere con la riproposizione dello stesso vincolo urbanistico per altri 5 anni, indennizzando i proprietari dei terreni per il mancato esproprio. In questo caso l’indennizzo irrisorio (qualche decina di migliaia di euro) sarebbe stato calcolato da terzi Enti preposti a ciò (Tar, Catasto, …).

Perché non è stata seguita questa strada che dava tempo ed ossigeno alle aspettative sacrosante dei cittadini e del territorio? In quale chiave di lettura dobbiamo interpretare l’assenza del Sindaco dal Consiglio comunale? E’ vero che egli è stato l’avvocato di fiducia di alcuni proprietari dei terreni in questione? E’ vero che sono pronti nel cassetto i progetti per l’edificazione di palazzine private?

C’è ancora però una speranza, legata al Commissario ad Acta, l’ing. Francesco Sticchi Damiani di Lecce, incaricato dal TAR di Lecce in data 09 ottobre 2014, perché “completi la procedura con la riadozione della variante urbanistica, provvedendo contestualmente all’invio della stessa alla Regione ai fini della sottoposizione a VAS”. Si spera che il Commissario ad Acta tenga conto della grande attenzione su questo argomento da parte di tutti i cittadini di Nardò e di tutto il circondario e che è presente un chiaro interesse pubblico di tipo sanitario su quei terreni. Si procederà ad informarlo puntualmente su ciò, allegando tutti i documenti necessari, con una comunicazione personale.

E’ altrettanto doveroso esprimere un plauso ai Consiglieri comunali di minoranza (Totuccio Calabrese, Pippi Mellone, ecc.) che hanno mantenuto un comportamento dignitoso e molto coerente sull’argomento.

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO

Francesco Antico

 

 

 

 

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