sabato , 28 Novembre 2020

Mazzei, “Primarie, punita l’arroganza del centrosinistra. E a Patù il simbolo della spocchia di Emiliano”

Che le primarie del centrosinistra non siano state un esercizio di democrazia, ma una mera lotta di potere sulle macerie dell’era Vendola lo si è capito dalle baruffe interne allo schieramento e che hanno messo in serio pericolo lo svolgimento della consultazione a causa dell’isterico litigio tra il Governato e Michele Emiliano.

Che le primarie del centrosinistra non siano state un esercizio di democrazia, ma una mera lotta di potere sulle macerie dell’era Vendola lo si è capito dalle baruffe interne allo schieramento e che hanno messo in serio pericolo lo svolgimento della consultazione a causa dell’isterico litigio tra il Governato e Michele Emiliano.

E con l’attaccamento al potere e l’ostentazione dei suoi benefici fa da pendant ciò che è successo nella giornata di ieri a Patù, allorquando, l’Ufficio Anagrafe della Casa Municipale è rimasto aperto per l’intera giornata con spreco di utenze pubbliche e risorse umane per non si capisce bene quale funzione. Anzi, a tal proposito, auspico l’intervento di chi è chiamato a fare chiarezza su tali episodi per capire bene l’eventuale nesso causale esistente tra l’apertura di quell’ufficio (in cui si ha accesso a dati sensibili dei cittadini) e l’abnorme percentuale di votanti che si è registrata in quella comunità salentina.

Di inaudita gravità è poi l’atteggiamento che gli amministratori di maggioranza hanno avuto nei confronti della consigliera di centrodestra, dott.ssa Cucinelli, che si opponeva all’arroganza con cui si provava a trasferire il seggio delle primarie addirittura nell’Aula Consiliare con una spocchia, mischiata al disprezzo della democrazia, che potrebbe rappresentare a tutti gli effetti un bruttissimo caso di scuola.

E del resto, i dati non entusiasmanti di queste primarie in cui il centrosinistra ha perso più di 60mila elettori rispetto alla precedente esperienza, testimoniano la bocciatura dei pugliesi dell’esperienza targata Sel-Pd, con una batosta sul consenso di Vendola che ha pagato Dario Stefano, ma che ricade evidentemente sulle responsabilità del partito di Michele Emiliano che ha sempre sostenuto tutte le scelte del Presidente della Regione. Tutte, nessuna esclusa.

L’auspicio è che queste cadute di stile nel centrosinistra possano finire e che si ritorni ad un’idea più nobile della politica in cui il cittadino non è considerato soltanto un numero.

 

Luigi Mazzei

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