martedì , 26 Gennaio 2021

I PUGLIESI COSTRETTI A SUBIRE I CONFLITTI E LE CONTRADDIZIONI DEL “ JOBS ACT ”

Se l’assenza dei decreti attuativi non ci consente di esprimere un giudizio sull’impatto che le nuove misure contenute nella riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi produrranno nel mondo del lavoro, non si può però non rimanere preoccupati di fronte ad alcune criticità, contenute nel iobs act, che hanno un forte impatto sociale e pertanto per  nulla trascurabili.

Se l’assenza dei decreti attuativi non ci consente di esprimere un giudizio sull’impatto che le nuove misure contenute nella riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi produrranno nel mondo del lavoro, non si può però non rimanere preoccupati di fronte ad alcune criticità, contenute nel iobs act, che hanno un forte impatto sociale e pertanto per  nulla trascurabili. Il conflitto generazionale tra nuovi e vecchi assunti, l’impatto positivo sulla competitività del sistema economico che si realizzerà solo in tempi molto lunghi, il congelamento della mobilità degli attuali occupati, che non sono incentivati a cambiare lavoro e datore di lavoro per il timore di perdere tutele di cui oggi beneficiano, la possibile stabilizzazione di lavoratori anche stranieri già occupati a tempo determinato,la nascita di nuove imprese con un breve ciclo di vita, sono alcune delle anomalie che rischiano di produrre conflitti sociali e contraddizioni di portata non trascurabile. La Puglia che registra un tasso altissimo di disoccupazione ( 23 per cento  e tra i giovani addirittura 50 per cento) è una Regione che sta subendo a seguito  dell’applicazione della nuova legge conseguenze a dir poco incresciose. Un esempio per tutti ! L’Alenia, azienda a capitale pubblico,ma non è la sola, ha stabilizzato in questi giorni  un elevato numero di lavoratori già occupati a tempo determinato provenienti dai paesi dell’est a discapito di tanti disoccupati pugliesi.  Altro che rivoluzione copernicana ! Sono molte le cose che non convincono del Jobs Act. Se per i nuovi assunti nel 2015 con contratto a tempo indeterminato la legge di stabilità introduce uno sgravio contributivo per tre anni  riducendo di fatto  il costo del lavoro è necessario non sottovalutare il fatto che la copertura è limitata alle assunzioni del 2015 e non ha, quindi, una portata strutturale,inoltre  alimenta uno start up di nuove attività che possono gravemente alterare la concorrenza tra imprese, in maniera eccessiva soprattutto nei settori labour intensive. La concentrazione del beneficio contributivo nell’arco di tre anni comporterà sicuramente la nascita di nuove imprese la cui vita in molti casi coinciderà con la durata degli sgravi. Al termine del periodo incentivato emergerà in molti casi l’insostenibilità dell’incremento del costo del lavoro con rischio di produrre nuovi disoccupati ed un ulteriore aumento della spesa pubblica per gli ammortizzatori sociali. La misura adottata dal Governo Renzi  ha una evidente logica elettorale: incrementare nel brevissimo periodo il numero delle nuove assunzioni rimandando ad altri le conseguenze che il meccanismo produrrà nell’arco del triennio.

Gregorio Dell’Anna

 

 

 

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