lunedì , 25 Gennaio 2021

Sul palazzetto la Piscina e tanto altro

Intervengo quale cittadino e quale ultimo baluardo di una storia politica e di un partito SEL che sulla scena comunale, provinciale, regionale e nazionale sembra inabissarsi in una sorta di oblio.

Intervengo quale cittadino e quale ultimo baluardo di una storia politica e di un partito SEL che sulla scena comunale, provinciale, regionale e nazionale sembra inabissarsi in una sorta di oblio.

Volutamente, non mi dilungherò in analisi politiche o sociologiche, che pur il grave momento che viviamo non poco mi ispirano, ma cercherò di restare al tema prefissatomi nel titolo.

Ho letto, non senza imbarazzo, le parole <<di circostanza e piene di buoni propositi e di faremo>> usate dall’assessore al ramo, sulla situazione drammatica in cui versa il palazzetto dello sport.

Sia chiaro, un ramo, quello dello sport e non solo, fin troppo debole e spezzato dal peso di parole vuote, retoriche, ridondanti e per questo perniciose.

La semantica del vuoto sembra attanagliare questa amministrazione e perimetrarla in una prigione di cose dette e non fatte, di proclami roboanti e di apparizioni immaginifiche, come quella del grande Maestro Al Bano, che dovrebbe tenerci buoni in una situazione di perenne attesa di un qualcosa in divenire, che rischia di non venire mai.

Sia chiaro non è Maglio l’obiettivo di questa nota critica, in quanto ripeto la retorica del sognatore connota tutta la Giunta Risi perennemente attinta e avvitata sulle proprie convinzioni e dichiarazioni e sui propri sogni. Infatti, la Realtà è un’altra!

Chi ricorda la delibera della Giunta comunale  relativa ai 15 giorni di tempo per l’emanazione del bando del piano delle coste e la relativa lettera di Leuzzi e De Pace agli uffici competenti per darvi corso, rimasta in qualche cassetto di via Volta a suggello dell’incapacità e dell’inadeguatezza della guida della macchina amministrativa.

Stop dreaming start doing mi verrebbe di gridare nell’androne di Palazzo Personé, che pure ci ha visti protagonisti, nei primi due anni, di un tentativo di cambio di passo o verso, che dir si voglia, attraverso l’azione di uno di noi, uno che faceva opposizione all’interno del governo e che cercava di ragionare sulla prospettiva e soprattutto consentiva ai cittadini di misurare il suo operato e di avere gli strumenti per conoscere e misurare anche l’operato degli altri amministratori.

Una voce fuori dal coro, che ha fatto paura a tanta parte di Nardò, Sel incluso, per non essere una voce dei soliti noti, dei soliti gruppi di potere e delle solite famiglie, che contano e che hanno sempre contato nella nostra città e che secondo una logica successoria tramandano il potere di padre in figlio, senza nessun particolare merito, se non quello di un consenso che gli ascrive a caporali senza scrupoli di clientele asservite alle loro volontà .

La storia ci dice che fu Vincenzo Renna, allora assessore ai lavori pubblici, il più entusiasta e pronto, ad accogliere la proposta del Presidente Carlo Durante di realizzare un nuovo palazzetto ovvero, alternativamente, di riqualificare l’esistente con finanza privata mercé lo strumento della concessione.

Proposta che, venne evidentemente fagocitata dalle reti della burocrazia e della politica, che quando si tratta di passare <<al quando, al quanto e al come>> si ergono come muro di gomma a conservare lo status quo, poi ci si dimentica o si fa finta di dimenticare sino alla prossima emergenza, che non manca mai gli appuntamenti importanti, vedasi la cronistoria drammatica dell’ultima domenica.

Lo sport come momento di aggregazione sociale rappresenta un indicatore importante per una comunità moderna, come la nostra, orientata allo sviluppo, non ci piace lo sport come moneta di scambio per finalità meno nobili foriere di vantaggi solo per pochi.

Non vogliamo pensar male neanche delle amnesie ricorrenti e delle proposte, che come direbbe qualcuno <<a volte ritornano>> ; orbene il 31 dicembre a chiusura d’anno, quasi come un botto natalizio, ai nostri, si fa per dire consiglieri comunali, è stata recapitata una bella letterina avente ad oggetto Piscina semiolimpionica con allegato un progetto e la richiesta di un parere preventivo.

Per le amnesie faccio riferimento alla concessione di lottizzazione SOVIVA, che in località TORRE INSERRAGLIO prescriveva in capo al concessionario la realizzazione di piscine coperte e scoperte a sue spese a pena di risoluzione.

Le coperte, come al solito, sono troppo corte evidentemente e di scoperto è rimasto il fondo schiena di noi cittadini, esposto alla mercé di intemperie e non solo, ora mi chiedo perché non si è proceduto ad escutere la polizza fideiussoria prevista dalla convenzione Soviva per destinare il netto ricavo alle strutture sportive esistenti e da realizzarsi all’interno di Nardò incluso il palazzetto?

I proponenti di S. Silvestro, a dire il vero, un nome non nuovo a siffatte proposte, sulla carta, realizzerebbero l’opera su un terreno privato, convenzionandosi con il Comune, alla modica cifra si fa per dire di 150 mila euro l’anno per 10 anni.

Siamo certi che conviene imbarcarci in un progetto così oneroso? non sarebbe meglio destinarle ad altro quelle risorse: per esempio un palazzetto nuovo, che pure c’era chi era disponibile a realizzarlo con i soldi propri, mi riferisco a Carlo Durante e al quale abbiamo presentato il ben servito; mentre rischiamo di imbarcarci in missioni impossibili che ci fanno tornare al punto di partenza appunto, la semantica del vuoto?”

 

          Graziano Mandolfo

 

 

 

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