martedì , 26 Gennaio 2021

Spano e gli altri non arrivano dalla Luna. E se qualcuno avesse letto quel verbale di giugno…

Siamo dispiaciuti per la vicenda umana dell’ex consigliere comunale, Giuseppe Spano. La battaglia per la ludopatia, lo ricordiamo agli smemorati d’ogni latitudine, siamo stati noi gli unici a combatterla e qualcuno, in maggioranza, ci trattava come matti visionari… Ma il ruolo di semplici veggenti ci sta stretto.

Siamo dispiaciuti per la vicenda umana dell’ex consigliere comunale, Giuseppe Spano. La battaglia per la ludopatia, lo ricordiamo agli smemorati d’ogni latitudine, siamo stati noi gli unici a combatterla e qualcuno, in maggioranza, ci trattava come matti visionari… Ma il ruolo di semplici veggenti ci sta stretto.

Oggi più che mai é arrivato, piuttosto, il momento di tracciare il campo delle responsabilità. Anche politiche. Il tentativo di trattare tutto alla stregua di vicende esclusivamente personali è ingiusto. Innanzitutto nei confronti del presidente Spano che poteva essere fermato prima con un sistema efficiente di controlli.

Lunedì, 2 febbraio, alle ore 10.00, metterò tutte le parti, per la prima volta, attorno ad un tavolo, nella seduta della Commissione Controllo e Garanzia, a cui ho invitato vecchio e nuovo presidente, vecchio e nuovo CdA, collegio dei revisori e amministratori comunali. 

Nel frattempo occorrono alcune precisazioni. Il CdA della Farmacia Comunale, lo ricordiamo, è nominato dall’assemblea dei soci di cui il Comune di Nardò è parte determinante, detenendo la maggioranza, col 51% delle quote. Nell’ottobre 2012 fu nominato il secondo CdA della storia della Farmacia neretina. E si decise di svoltare decisamente verso un organismo di carattere quasi esclusivamente politico cambiando radicalmente l’indirizzo del primo triennio (2009-2012). Fu quindi scelto come presidente il signor Giuseppe Spano, primo dei non eletti della Lista Partecipa, movimento che contava 3 consiglieri in Assise e un assessore nella maggioranza risiana; come direttore si optó per una figura tecnica, quella dello stimato e compianto dott. Salvatore De Pace; e il terzo componente, Gino Negro, era anch’esso di estrazione politica essendo stato candidato nella lista della “Puglia Prima di tutto”, e quindi col centrodestra, prima di transitare nel direttivo dell’Udc, partito che sosteneva e sostiene il sindaco Risi.

Oggi, dopo lo scandalo, viene nominato un nuovo CdA, di natura quasi integralmente tecnica, facendo una vistosa retromarcia ed ammettendo implicitamente che la politica ha fatto molti danni. Lo si fa con la nomina di due stimati professionisti come il dott. Onorato e il prof. Campiti. I Curricula sono importanti. Lo sono a Lecce, dove il centrosinistra pretende curriculum “pertinenti”. Lo sono anche a Nardò. La doppia morale non ci è mai piaciuta. Lo sono oggi, ma lo erano anche nel 2012. Ci chiediamo, non si poteva optare anche nel 2012 per un CdA “tecnico” senza cedere alle pressioni della politica e dei partiti? Crediamo di si. Oggi i tecnici sono chiamati a salvare il salvabile. L’ennesima dimostrazione di una classe politica allo sbando. Una operazione in perfetto stile Monti.

 

E pensare che qualche avvisaglia c’era stata. Negli anni scorsi la minoranza aveva sollevato la questione dell’assunzione di una signora chiamata a consegnare i medicinali. Un fatto simbolico ma indicativo di una gestione accentrata e poco trasparente. Anche quell’allarme restó inascoltato.

 

Quanto allo svolgimento dei fatti, occorre fare un piccolo passo indietro. Il sindaco ci ha raccontato di aver saputo delle questioni oggetto del dibattito odierno solo il 20 gennaio scorso grazie alla relazione dei revisori dei conti e ha rivendicato il fatto di essere stato tempestivo. Ebbene il primo cittadino ci ha confidato, nel corso di un incontro pubblico, di essere rimasto meravigliato del fatto che fosse annotatato nella predetta relazione come difformità e anomalie fossero presenti già al 30 giugno 2014 con un avanzo di cassa di oltre 55.000 euro. Ebbene quelle anomalie erano state annotate, puntualmente, a chiusura della trimestrale di cassa, nel verbale poi trasferito nel “Registro dei verbali dei revisori dei conti”. Un registro a disposizione di tutti i soci. Un registro che nel settore privato, e nel campo delle società in particolar modo, è oggetto di attenta lettura e presa d’atto da parte dei vari soci. Registro che, evidentemente, nessuno ha letto fino al 20 gennaio scorso. Ma si sa nel pubblico si è molto più distratti e disinteressati alle questioni economiche. Il sindaco, quale rappresentante del socio di maggioranza (il Comune di Nardò) quel Registro poteva e doveva controllarlo. 

 

Se si fosse intervenuti all’epoca, il 30 giugno 2014, si sarebbe probabilmente limitato il danno, oggi stratosferico.  Ognuno si assuma, quindi, le sue responsabilità. E questa maggioranza e il suo capo non sono assolutamente esenti da colpe.

 

Pippi Mellone

Presidente VII Commissione consiliare

Controllo e Garanzia

Andare Oltre

 

 

 

 

About redazione

Guarda anche

Un malore improvviso e poi il decesso. Succede ora a Santa Maria al bagno

Accusa un malore mentre è in spiaggia a fare il bagno e, nonostante le manovre …