martedì , 29 Settembre 2020

RETE DELLA CONOSCENZA PUGLIA: ELEZIONI REGIONALI. PRIMAVERA NON BUSSA, LEI ENTRA SICURA

Ci sono non pochi elementi che lasciano trasparire l’avvicinarsi della primavera.

Le giornate sono più lunghe, il cielo è più terso e di un azzurro brillante…ed iniziano i primi eventi dedicati alla campagna elettorale per le ormai prossime elezioni regionali.

 

Ci sono non pochi elementi che lasciano trasparire l’avvicinarsi della primavera.

 

Le giornate sono più lunghe, il cielo è più terso e di un azzurro brillante…ed iniziano i primi eventi dedicati alla campagna elettorale per le ormai prossime elezioni regionali.

 

Per noi studenti della Rete della Conoscenza Puglia questo rappresenta un momento di notevole rilievo, venendosi in tale occasione a delineare l’identità politica del nostro principale interlocutore istituzionale. Dopo un’analisi attenta circa il contesto in cui questa competizione avrà luogo, insieme a  tutti i processi da questa innescati ,appaiono d’uopo alcune di riflessioni.

Uno degli elementi che prioritarmente si rileva è la miopia con cui la gran parte delle forze politiche osservano tanto la capacità dei luoghi della formazione di generare ricchezza, quanto quella di risultare attrattivi per gli stessi studenti.

Decreti dalla chiara matrice leghista, come quello inerente ai Livelli Essenziali delle Prestazioni o ai Punti Organico, il definanziamento del fondo per il Diritto allo Studio, le barriere all’accesso, la contribuzione studentesca di anno in anno in crescita ci presentano un mondo dell’istruzione, che rapidamente sta cessando di essere sia pubblico che di massa.

Onde evitare che si riproduca il perpetuo meccanismo di delega della responsabilità ai governi nazionali, che troppo spesso consente agli amministratori locali di stringersi nelle spalle senza proferir parola, permetteteci alcune considerazioni.

I candidati per lo più sono espressione di partiti, la cui presenza è preponderante sul piano nazionale. Proprio su tale livello, essi hanno giocato ruoli determinanti nella decostruzione del sistema di formazione, alcune volte attivamente ,con la promozione di disegni di legge scellerati; altre in maniera più supina, mancando di ogni intenzione di opposizione agli stessi. La responsabilità politica non ha mai una caratura individuale.

Per questa ragione riteniamo, nonostante non siano mancati gli inviti, inopportuna la nostra partecipazione attiva in processi di costruzione collettiva di programmi elettorali per forze partitiche che, in un lasso di tempo che va dal pre-Riforma Gelmini sino alle dichiarazioni di Renzi al Politecnico di Torino, hanno mostrato scarsa volontà di ascoltare le rivendicazioni del movimento studentesco. Né riteniamo rappresentino un’inversione di rotta le esternazioni in cui si menziona il solo mondo dell’imprenditoria locale come possibile alleato ai fini di una riqualificazione del territorio, tantomeno l’ipocrisia strumentale di quanti, a caccia di facile consenso, si schierano oggi contro la “Buona scuola”, dimenticando di aver precedentemente appoggiato il ddl. Aprea.  

Pensiamo che un Governo regionale possa ricoprire un ruolo importante sia nelle sue scelte politiche territoriali sia nella sua interlocuzione e pressione sul Governo centrale laddove riconosco l’ingiustizia o l’inopportunità di certi provvedimenti. Oltre alla copertura totale delle borse di studio, unitamente all’allargamento della platea degli idonei, sono molteplici gli strumenti di welfare, diretti ed indiretti, che la Regione potrebbe mettere in campo ai fini di facilitare l’accesso e l’effettivo esercizio del Diritto allo Studio.

Deve essere reinterpretato il ruolo della formazione e della ricerca in all’interno del tessuto sociale di riferimento. Riteniamo urgente, ormai, individuare nell’istruzione lo strumento di trasformazione sociale ed economica dell’esistente. Se vi è la volontà politica di rovesciare il paradigma del rapporto tra saperi-territorio e saperi- ambiente, votato unicamente al dogma dello sfruttamento delle risorse umane o naturali, è all’interno dei luoghi della formazione che questa vera e propria rivoluzione culturale deve muovere i primi passi.

Le istituzioni locali devono interrogarsi profondamente sul valore dei propri atenei e delle proprie scuole in un contesto geopolitico, come quello Meridionale, devastato dalla disoccupazione, in specie giovanile, e dalla dispersione scolastica.

E’ necessario restituire dignità ai soggetti in formazione, anche attraverso la previsione di forme di reddito ad hoc, riconoscendo il valore sociale di una categoria che sempre più paga sulla propria pelle le tragiche conseguenze del processo di mercificazione dei saperi.

E’ evidente l’abissale distanza politica tra quella che la nostra proposta politica in tema di istruzione e quelle che vengono propagandate, o ancor peggio messe in atto, quotidianamente dalle forze partitiche in competizione.

Tuttavia, non abbiamo alcuna intenzione di adbicare alla funzione sociale che ci spetta in qualità di sindacato dei soggetti in formazione. Intendiamo, infatti, lanciare un’iniziativa di presentazione a tutti i candidati al Governo regionale di un documento con una serie di proposte in merito di Formazione, Ambiente, Welfare radicamente alternative ad i modelli ora in campo. Vogliamo sfidare la politica e le istituzioni sul tema dei bisogni di una generazione, che  a gran voce rivendica un cambiamento sistemico e complessivo in cui assumere un ruolo da protagonista.

Primavera non bussa, lei entra sicura.

 

Rete della Conoscenza Puglia

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