domenica , 20 Settembre 2020

Il governo all’attacco della scuola pubblica

Il disegno di legge presentato dal governo presenta tante criticità ed è un attacco letale alla scuola pubblica.

Il Governo ha pianificato una sorta di scuola-azienda con presidi-manager che avranno un potere immenso, potranno scegliere gli insegnanti da una sorta di “panchina virtuale” chiamata Albo territoriale, dove gli insegnanti saranno inseriti. Da questi albi prenderanno i docenti per inserirli nelle loro scuole, ma non per sempre, per piani triennali, quindi precarietà legalizzata.

 

Il disegno di legge presentato dal governo presenta tante criticità ed è un attacco letale alla scuola pubblica.

 

Il Governo ha pianificato una sorta di scuola-azienda con presidi-manager che avranno un potere immenso, potranno scegliere gli insegnanti da una sorta di “panchina virtuale” chiamata Albo territoriale, dove gli insegnanti saranno inseriti. Da questi albi prenderanno i docenti per inserirli nelle loro scuole, ma non per sempre, per piani triennali, quindi precarietà legalizzata.

 

La scuola statale, avrà sempre meno fondi; si legge, infatti, sul piano della “Buona Scuola” che: “…Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra Scuola”.

Questo significa che non son previsti ulteriori investimenti pubblici, c’è scritto chiaramente che “…i limiti saranno quelli delle risorse disponibili” e che saranno i privati a investire sulla scuola.

Ma questo porterà a scuole di serie A e scuole di serie B, o C addirittura.

Immaginiamo quanti investimenti privati in zone ricche del Paese, ma chi investirà nelle zone depresse?

Chi investirà nei quartieri di periferia delle nostre città? Nessuno.

Ci saranno scuole gioiello e scuole che cadono a pezzi.

Una riforma che crea diseguaglianza sociale e discriminazione territoriale.

E chi pagherà questi mancati investimenti dello Stato?

Li pagheranno le famiglie che già pagano tanto per mandare i figli a scuola.

Tutto questo è inaccettabile.

Per non parlare dell’integrazione degli alunni disabili, che viene fortemente limitata.

Si sta portando il discorso più sul piano sanitario che scolastico. E chi favorirà questa politica della non inclusione? I centri specializzati che nasceranno e che allontaneranno gli alunni con Bisogni Educativi Speciali dalle nostre scuole. Ragazzi e ragazze che invece hanno bisogno di stare a contatto con i compagni, hanno bisogno di vivere la normalità della scuola, hanno bisogno di vivere un’esperienza unica ed irripetibile come solo la Scuola sa essere.

Il Governo ha tentato di far passare una riforma reazionaria per una riforma rivoluzionaria.

In televisione, sui giornali, son passati messaggi falsi, messaggi che prospettano una scuola nuova, migliore, mentre la realtà dice che la scuola sarà distrutta.

Noi vogliamo una scuola “Buona”, una scuola dove i ragazzi vivano serenamente ed in armonia, una scuola dove si insegna la democrazia, la solidarietà, la cooperazione, l’integrazione.

Una scuola sicura, anche dal punto di vista strutturale, una scuola con classi formate da un massimo di 23 alunni. Basta con le classi pollaio. 

Ci dicono che si protesta senza motivo, che è assurdo protestare contro un governo che vuole assumere, ma a che prezzo questa assunzione?

I docenti  vogliono un’assunzione da cittadini non da sudditi.

I docenti hanno il diritto di non avere il terrore di poter esprimere un parere contrario a quello del Dirigente scolastico.

I docenti hanno il diritto d’insegnare liberamente, come sancito dall’articolo 33 della Costituzione.

I docenti hanno il diritto di un lavoro vissuto con passione e non con angoscia.

Domani scenderemo in piazza contro questo DdL della vergogna.

 

Cristian Casili

Candidato consigliere alla Regione Puglia per il MoVimento 5 Stelle

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